Con il riordino del gioco a distanza e l’introduzione delle nuove regole tecniche previste dai recenti bandi di gara, il settore analizza l’impatto delle novità normative sulla gestione operativa. Innovazione
Con il riordino del gioco a distanza e l’introduzione delle nuove regole tecniche previste dai recenti bandi di gara, il settore analizza l’impatto delle novità normative sulla gestione operativa. Innovazione tecnologica, digitalizzazione e strumenti di pagamento evoluti rappresentano oggi leve strategiche per sostenere la crescita del mercato regolamentato e migliorare l’esperienza dei giocatori.
Questi temi sono stati al centro del convegno “Pagamenti digitali e iGaming: guidare la crescita nel nuovo mercato dei giochi”, al quale ha preso parte Daniele Tagliarini, Aircash Advisor ed esperto di sistemi di pagamento digitali.
“Comprendere come le nuove normative incideranno sul settore rappresenta un tema centrale per tutti gli attori della filiera. Pensiamo ad esempio – spiega Tagliarini – al punto vendita ricarica, che è il ponte tra canale fisico e online; oggi, con le nuove norme in vigore, non si tratta più solo di gestire transazioni di pagamento, ma entra in gioco anche il tema della gestione del rischio.
Allo stesso modo, la società che offre servizi di pagamento alla rete e ai concessionari non è più soltanto un fornitore di una piattaforma transazionale, ma diventa un soggetto che garantisce infrastruttura, compliance e governance, per assicurare la piena aderenza alle nuove regole.
Anche i concessionari hanno l’obiettivo di creare partnership con questi fornitori, capaci di assicurare una governance solida e l’applicazione efficiente dei controlli richiesti dalla normativa. Non si tratta più, quindi, soltanto di valutare il costo delle transazioni, ma la robustezza della compliance e dei sistemi di controllo. L’impatto, quindi, è significativo.
Prima dell’introduzione di queste regole, l’ente regolatore di riferimento era sostanzialmente uno solo: ADM. Oggi, con l’ingresso dei fornitori di servizi di pagamento nella filiera, si aggiunge anche il presidio di Banca d’Italia. Questo comporta nuove esigenze in termini di adeguata verifica della clientela, monitoraggio delle transazioni e prevenzione dei fenomeni di riciclaggio, temi che fino a poco tempo fa erano meno evidenti nel dibattito sul gioco.
Questa intersezione tra il mondo dei pagamenti e quello del gioco genera quindi nuove complessità che devono essere gestite con attenzione”.
Quale impatto possono avere queste novità sul comportamento dei giocatori?
“Lavorando con le aziende, emerge chiaramente come queste chiedano supporto per organizzarsi al meglio e gestire l’impatto delle nuove regole su tutta la filiera, dai punti vendita ai clienti finali. Oggi infatti si aggiunge un attore fondamentale: il fornitore di servizi di pagamento, che abilita la tracciabilità delle transazioni e garantisce la conformità normativa.
Questo ha impatto anche sull’esperienza del cliente, che diventa più articolata. Il consumatore è però ormai abituato a transazioni rapide e immediate. Quindi, con l’introduzione di nuove regole, diventa fondamentale un percorso di educazione del cliente: un processo più articolato deve essere percepito come portatore di maggiore sicurezza e tutela. Inoltre, l’uso crescente di strumenti come gli e-wallet, che prevedono registrazione e autenticazione a più fattori, sta già abituando gli utenti a questi meccanismi.
Infine, se gli operatori di pagamento sono in grado di costruire un ecosistema di servizi digitali più ricco attorno alla transazione, l’eventuale maggiore complessità sarà compensata da un’offerta più ampia di servizi e opportunità per il cliente”.
Quanto viene favorita l’ integrazione tra fisico e online e in che modo il multichannel può essere strategico per il brand?
“Il sistema dei pagamenti rappresenta sempre più il ponte tra fisico e online. In Italia, alla crescita del digitale si affianca ancora un forte utilizzo del contante, insieme a una rete fisica molto capillare.
Questo scenario comporta sfide in termini di compliance, ma non deve essere visto come un limite, bensì come un’opportunità. Gli elementi chiave da integrare sono tre: l’esperienza del cliente, le esigenze normative e la capacità di portare valore attraverso servizi aggiuntivi.
L’obiettivo non deve quindi essere di eliminare il contante, ma inserirlo in un contesto regolamentato, sicuro e tracciabile. Anche nei Paesi più avanzati dal punto di vista digitale si sono evidenziate criticità legate a una riduzione troppo drastica dell’utilizzo del contante. Il punto centrale resta quindi la qualità e la sicurezza nell’utilizzo del denaro, non la sua forma”.
“Come cambia il ruolo dei vari attori della filiera e quanto le novità normative e le innovazioni tecnologiche impongono una loro formazione?
“Guardando agli attori della filiera, emerge con chiarezza il tema della formazione.
Alla base c’è il giocatore, che più che formato deve essere educato all’utilizzo dei nuovi strumenti di pagamento.
Il punto vendita ricarica evolve profondamente: da punto ricarica in contanti con forme di pagamento per lo più anonime, diventa un punto di accesso a un ecosistema digitale strutturato. Questo comporta l’obbligo di formazione continua, in particolare sui controlli e sulla prevenzione del riciclaggio di denaro.
Il concessionario, invece, assume un ruolo centrale di raccordo tra fornitori di pagamento e rete distributiva, con necessità di formazione sia interna che verso l’esterno.
Infine, anche gli istituti di pagamento e moneta elettronica devono adattarsi alle specificità del mercato italiano. Non si tratta di formazione ma di apprendere quali sono le peculiarità del mercato e adattare i propri modelli operativi di conseguenza. Ad esempio, in caso si operi tramite distributori e si raggiungano determinati livelli di volumi di transato, è necesario costituire un cosiddetto Punto di Contatto Centrale, un presidio locale che si interfaccia con l’autorità di vigilanza e facilita controlli, segnalazioni e gestione della compliance.
Chi ha già istituito un PCC ha l’opportunità di generare fiducia in tutti i soggetti della catena del valore.
Quanto sono sostenibili economicamente gli investimenti in tecnologia, imposti dalla compliance?
“Dal punto di vista degli operatori dei servizi di pagamento, la tecnologia deve essere vista come uno strumento chiave per costruire un’infrastruttura di compliance efficace e garantire un’esperienza di pagamento efficiente. In questa prospettiva, la compliance non rappresenta un costo, ma un investimento capace di generare vantaggio competitivo.
Solo le realtà più strutturate, in grado di garantire il rispetto delle regole e la sicurezza dell’intero ecosistema, potranno operare con successo nel mercato italiano, offrendo affidabilità a tutti gli attori della filiera”.
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