24 Gennaio 2022 - 18:27

Sicilia e legge sul gioco. Calderone (Fi) a PressGiochi: “Proposto ddl per modificare la norma prima della sentenza della Corte Costituzionale”

“Nel corso di questi mesi ho ricevuto le segnalazioni di tanti gestori di sale slot che lamentavano varie problematiche derivanti dall’applicazione della legge regionale in materia di distanze. Questo mi

23 Dicembre 2021

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“Nel corso di questi mesi ho ricevuto le segnalazioni di tanti gestori di sale slot che lamentavano varie problematiche derivanti dall’applicazione della legge regionale in materia di distanze. Questo mi ha portato a presentare in Parlamento regionale alcuni disegni di legge che apportano dei correttivi al testo vigente. Credo tuttavia sia necessaria una riforma organica che modifichi la legge dell’ARS dell’ottobre 2020 e voluta fortemente dal Movimento 5 Stelle per l’introduzione delle distanze dal gioco”.

Lo afferma a 15 Minuti con PressGiochi l’onorevole di Forza Italia presso la Regione Sicilia Tommaso Calderone che nelle scorse settimane insieme a Riccardo Savona e ad altri esponenti del suo gruppo ha presentato diversi disegni di legge per modificare (uno anche per abrogare) la Legge Regionale n. 24 del 21 ottobre 2020 recante ‘Norme per la prevenzione e il trattamento del disturbo da gioco d’azzardo‘.

A luglio, infatti, l’assemblea regionale ha approvato la legge n. 18 sempre a firma Carderone recante “Modifiche all’articolo 6 della legge regionale 21 ottobre 2020, n. 24” prevedendo l’eliminazione del distanziometro – di 300 metri per i comuni inferiori ai 50mila abitanti e di 500 metri per i comuni oltre 50mila abitanti – per le attività già in essere al momento dell’entrata in vigore della legge del 2020. Ma secondo Palazzo Chigi, le modifiche approvate in materia di pubblica sicurezza, eccedendo dalle competenze attribuite alla Regione Siciliana dallo Statuto speciale di autonomia, si pongono in contrasto con la normativa statale, violando l’art. 117, secondo comma, lett. h), della Costituzione.

La modifica alla legge sul gioco della Sicilia approderà in Corte Costituzionale il 26 aprile 2022.

Di qui la necessità di proporre nuovi correttivi.

“Quella sulle distanze dal gioco – afferma l’onorevole forzista – è una legge inaccettabile perché, numeri alla mano, non ha eliminato il problema della ludopatia. Ogni legge deve avere una finalità e una legge che non raggiunge gli obiettivi sociali che si prefigge al momento della sua emanazione, è una legge fallimentare.
Il distanziometro ha determinato una crisi imprenditoriale senza risolvere il problema del gioco patologico.
Ha determinato due effetti negativi: il primo, difficoltà per gli imprenditori; il secondo, nessuna soluzione del Gap. Il gioco patologico è un problema sociale che deve allertare il legislatore ma di certo questa legge non ha risolto il problema.
Per questo ho presentato una legge di un solo articolo che abroga totalmente la legge del M5S.

Con la nuova legge abbiamo costatato le difficoltà derivanti per gli imprenditori nel caso in cui ci fosse stata la necessità di cambiare il proprio concessionario di riferimento. Con la modifica approvataa luglio, la stipula di un nuovo contratto, anche con un nuovo concessionario, non verrà più considerata “nuova installazione”. Questo non constringerà molte sale a delocalizzare”.

L’impugnativa da parte del Consiglio dei Ministri nasce in relazione al comma 2, in particolare, la previsione dell’ultimo periodo del comma 2 dell’articolo 1 della legge regionale n. 18/2021 che considera “nuova installazione la cessione della licenza ad altro soggetto”. La norma, così scritta, introduce l’istituto del subingresso per atto tra vivi nelle licenze di pubblica sicurezza che non è previsto dalla disciplina statale in materia di pubblica sicurezza Tulps, il quale, invece, sancisce il principio della personalità delle licenze di polizia, a monte del quale deve esserci coincidenza tra il titolare della licenza e colui che gestisce l’attività autorizzata, con la conseguenza che dette autorizzazioni non possono essere trasmesse o cedute ad altri soggetti.

“Qui il Consiglio dei Ministri – spiega l’onorevole – in maniera ragionevole ha contestato la norma in quanto le autorità di polizia devono rifarsi al TULPS che non prevede la trasmissibilità della licenza. Il licenziatario deve corrispondere con il gestore dell’attività”.
Tuttavia, chiarisce l’on. Calderone “L’impugnativa non significa che la legge è già stata dichiarata incostituzionale. Sarà la Consulta a decidere.
In attesa della pronuncia della Corte Costituzionale ho cercato di risolvere la questione depositando un nuovo ddl e andando incontro alle richieste sollevate dal Consiglio dei ministri, articolando meglio la norma.
Se noi riuscissimo, prima che si pronunci la Corte, ad approvare questa nuova proposta prima della fine della legislatura (ottobre 2021) forse risolveremmo il problema che si è creato.
Ma nel frattempo la legge approvata a luglio è a tutti gli effetti valida e in vigore”.

Cercheremo nella prossima legislatura di lavorare su questo tema. Sicuramente sarà una mia battaglia. Ho trovato grandi difficoltà a far modificare una legge a pochi mesi di distanza dalla sua approvazione”.

“Faccio parte del partito delle libertà, Forza Italia ha a cuore il tessuto socio economico del nostro paese. Sono un uomo libero che non si fa condizionare dai populismi. La legge sul gioco patologico non è servita a nulla, ma va a cavalcare il populismo. La ludopatia si cura con la prevenzione e con interventi seri. A cosa serve fissare un distanziometro quando i cittadini posso giocare online? Questo strumento non risolve il problema ma danneggia gli imprenditori. Ho incontrato in questi mesi imprenditori disperati e preoccupati. Ho incontrato anche tante famiglie con problemi economici derivanti da famigliari ludopatici. Ma servono strumenti di prevenzione seri. Questa è una legge che non serve a nulla. Inoltre, – annuncia – sto cercando di avere tutti i dati della curva ludopatica per dimostrare, dati alla mano, come questa legge non sia servita a nulla”.

 

Altri aspetti della norma del 2020 che andrebbero modificati?

“Tutti. Per questo ho presentato un ddl di abrogazione. Il distanziometro di 300 metri rende espulsiva l’offerta. Tanti sono i piccoli paesi nei quali non si troveranno spazio per delle sale”.

 

Nell’ultimo ddl presentato da Forza Italia a dicembre, i firmatari si prefiggono: “ la salvaguardia   delle   posizioni  e   delle   aspettative giuridiche  degli  imprenditori,  già  autorizzati   alla    raccolta delle scommesse antecedentemente all’entrata  in vigore della legge regionale 21 ottobre 2020, n. 24,  nel caso  di  stipula di un nuovo contratto, previa  verifica in  capo  al  nuovo concessionario di tutti  i  requisiti previsti   dalla  legge  anche  in  materia  di  Pubblica Sicurezza,  nel  caso  di risoluzione  o  rescissione  di quello precedente e di voltura della licenza”.

 

L’on. Calderone, ha presentato nei mesi scorsi anche una proposta per abrogare la legge del 2020 e una per escludere le rivendite di generi di monopolio dai divieti distanziali all’offerta di giochi pubblici.

 

 

PressGiochi