«Il gioco d’azzardo è trasversale a tutte le fasce d’età, dai giovani agli anziani. Per questo abbiamo dovuto costruire messaggi diversi, traducendo dati scientifici in comunicazione accessibile, senza però creare
«Il gioco d’azzardo è trasversale a tutte le fasce d’età, dai giovani agli anziani. Per questo abbiamo dovuto costruire messaggi diversi, traducendo dati scientifici in comunicazione accessibile, senza però creare uno stigma che allontanasse le persone»
Lo ha dichiarato Alessio Saponaro, responsabile dell’area Salute mentale e dipendenze della Regione Emilia-Romagna, nell’ambito del convegno “Tutti in gioco” della Regione Lombardia, parlando a margine dell’evento a PressGiochi.
La campagna ha dovuto tenere conto dell’esplosione del gioco online dopo il Covid, che ha superato per volume quello fisico senza però sostituirlo del tutto: le due forme di gioco risultano complementari per molti giocatori.
Saponaro ha difeso con convinzione l’efficacia del distanziometro previsto dalla legge regionale (500 metri dai luoghi sensibili): «È una misura tangibile, misurabile e supportata anche da evidenze internazionali, come quelle di Las Vegas. Crea reale difficoltà all’apertura di punti gioco vicino a scuole, chiese, residenze per anziani e altri luoghi sensibili».
Sul fronte della comunicazione, ha evidenziato il protocollo stretto con le associazioni di auto-mutuo aiuto, che hanno contribuito a rendere il messaggio più efficace: «Non diciamo che il gioco è sempre male, ma che può diventare un problema. Quando succede, non vergognarti: chiedi aiuto». La rete di supporto include servizi pubblici, strutture terapeutiche e gruppi di autoaiuto.
Saponaro ha anche ricordato la testimonianza drammatica di un ex giocatore che ha perso un amico per suicidio, sottolineando come la vergogna sia uno dei principali ostacoli all’accesso alle cure. «La dipendenza è una malattia, non una colpa. Solo riconoscendola e chiedendo aiuto esterno si può uscirne». Un approccio equilibrato che unisce rigore normativo, prevenzione ambientale e comunicazione empatica, ritenuto dall’Emilia-Romagna uno dei migliori strumenti a disposizione delle Regioni.
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