15 Gennaio 2026 - 03:23

Laura D’Angeli: “La sostenibilità è un elemento strategico di progresso per il settore del gaming”

Durante Sigma Europe, abbiamo incontrato Laura D’Angeli, consulente direzionale e fondatrice dello Studio D’Angeli, per parlare di un tema che oggi più che mai guida la trasformazione delle imprese: la

13 Novembre 2025

Durante Sigma Europe, abbiamo incontrato Laura D’Angeli, consulente direzionale e fondatrice dello Studio D’Angeli, per parlare di un tema che oggi più che mai guida la trasformazione delle imprese: la sostenibilità. Con oltre vent’anni di esperienza nel lancio di start-up e nella pianificazione strategico-finanziaria, Laura D’Angeli da oltre 15 anni concentra la sua attività sull’innovazione, la sostenibilità e il marketing responsabile nel settore del gaming.
Nel corso dell’intervista ci ha raccontato come le grandi aziende del gioco stanno interpretando questo cambiamento, come la sostenibilità stia diventando leva di crescita e innovazione, e cosa si può fare per coinvolgere anche le piccole e medie imprese nella filiera.

Come viene interpretato il tema della sostenibilità dalle grandi aziende del gaming e in che modo può diventare una leva strategica per la crescita e l’innovazione?
“Il tema della sostenibilità si muove tra adempimento e sviluppo sostenibile. Un’azienda deve avere una base economica e finanziaria solida, ma allo stesso tempo la sostenibilità – intesa come tutela ambientale e sociale – deve diventare un obiettivo strategico di progresso. Nel settore del gaming la protezione del giocatore è al centro delle strategie aziendali e rappresenta uno degli aspetti fondamentali della sostenibilità. Analizzando i bilanci di sostenibilità delle aziende che redigono questo tipo di reportistica si osservano progressi significativi: gli indicatori migliorano, la rendicontazione è più trasparente e aumenta la consapevolezza del ruolo che le imprese hanno nello sviluppo sostenibile. La direzione intrapresa è quella giusta”.

Possiamo dire che il settore del gaming sia uno dei più avanzati nell’applicazione dei principi di sostenibilità?
“Sì, il settore del gioco applica i principi della sostenibilità da oltre 15 anni. Per le aziende del gaming, sostenibilità significa tutela del giocatore, ma anche attenzione alla socialità, all’ambiente, alla parità di genere e alla governance”.

Parlando di parità di genere, qual è il livello di applicazione di questi principi nelle grandi aziende del settore?
“La parità di genere è uno dei temi fondamentali. I dati Istat mostrano che molte aziende del gaming superano la media nazionale per la presenza di donne in posizioni apicali. Questo dimostra che le politiche di genere sono particolarmente avanzate. Inoltre, questi temi vengono ripresi anche nei bandi pubblici, dove la sostenibilità diventa un criterio concreto: i principi di parità di genere, equità sociale e tutela ambientale sono centrali, insieme alla protezione del giocatore, che resta il fulcro dell’approccio sostenibile del settore”.

E per quanto riguarda la filiera? Come si può estendere questo approccio anche alle piccole e medie imprese del comparto?
“È una grande sfida. Bisogna semplificare il concetto di sostenibilità e renderlo più concreto per le PMI, adattandolo alle loro esigenze operative. Serve formazione, non tanto sui criteri di rendicontazione, ma su come un’azienda di piccole dimensioni possa essere sostenibile anche con risorse limitate. Le grandi imprese possono svolgere un ruolo importante diffondendo lungo la filiera principi e buone pratiche già consolidati. Investire in sostenibilità può sembrare impegnativo inizialmente, perché i risultati non sono immediati, ma nel tempo garantisce credibilità, stabilità e maggiori opportunità di accesso al credito. La sostenibilità è una garanzia di affidabilità anche per il mondo finanziario e bancario, che riconosce valore e solidità alle imprese che la integrano nella propria strategia”.

Il rapporto con il mondo bancario resta un punto delicato per il settore del gioco. Quale può essere il contributo della sostenibilità in questo ambito?
“Una gestione sostenibile rafforza la reputazione e la credibilità di un’azienda anche nei confronti degli istituti di credito. Un’impresa che integra la sostenibilità nella propria governance e nei propri processi viene percepita come più affidabile, solida e orientata al lungo periodo. Questo può contribuire ad affrontare e superare alcune difficoltà storiche nel rapporto con il sistema bancario”.

 

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