15 Gennaio 2026 - 02:20

Giuliano Guinci (Eurobet Italia): “La sostenibilità per il gioco pubblico è un capitolo obbligato, ma anche una scelta di futuro”

In occasione di Sigma Central Europe, Giuliano Guinci, Direttore delle Relazioni Istituzionali del Gruppo Eurobet Italia, ha affrontato il tema della sostenibilità come uno degli assi portanti per il futuro

12 Novembre 2025

In occasione di Sigma Central Europe, Giuliano Guinci, Direttore delle Relazioni Istituzionali del Gruppo Eurobet Italia, ha affrontato il tema della sostenibilità come uno degli assi portanti per il futuro del settore del gioco. Ma, come ha sottolineato, non si tratta solo di un adempimento normativo: è una scelta strategica e imprescindibile per la sopravvivenza stessa delle aziende.

Partecipando al panel organizzato da PressGiochi dal titolo “Ripensare il Gioco Pubblico: la Sostenibilità come Nuova Strategia tra Innovazione e Azione, Guinci ha parlato di sostenibilità, definendola un capitolo obbligatorio per le aziende.

“Credo che tutte le aziende cerchino di immaginare il proprio futuro – o meglio, i propri futuri.
Per noi che operiamo nel settore del gioco, la sostenibilità si declina soprattutto in termini di player protection, quindi nella protezione del cliente.
Questo tema è centrale per il nostro futuro: se non siamo e non saremo in grado di proteggere i nostri clienti, non avremo futuro. L’argomento è complesso, ma oggi ci sono molti spunti positivi da cui partire. Rispetto a qualche anno fa – e lo dico da chi ha conosciuto il settore sin dalla prima regolamentazione – il concetto di “gioco responsabile” era allora piuttosto vago e con poche applicazioni concrete.
Oggi invece, anche grazie ai progressi della normativa ma non solo, quel concetto è diventato ricco di contenuti reali.

Abbiamo sviluppato sistemi che, credo, saranno sempre più capaci di comprendere le abitudini dei nostri clienti e di individuare le soluzioni migliori per evitare che tali abitudini degenerino”.

Quando si parla di misure di prevenzione nel gioco, alcuni operatori obiettano che queste possano scoraggiare i giocatori, spingendoli verso competitor meno rigorosi. È un rischio reale?

“Sì, è questo il nodo centrale per dare efficacia ai sistemi di tutela. Come dicevo prima, prima non esistevano: oggi ci sono — o meglio, ci saranno nel nuovo sistema — e dobbiamo implementarli per fare lo step successivo.

L’obiettivo è non trasformare queste misure in un fattore di competizione negativa, ma far sì che diventino un elemento positivo di competizione. Per riuscirci serve una base comune molto alta, e su questo il regolatore deve aiutarci.

In Italia, il sistema regolatorio è unico a livello mondiale: siamo in grado di accentrare in tempo reale tutti i dati di un giocatore, indipendentemente dalla piattaforma che utilizza.
Questo significa che i sistemi di protezione del cliente, integrati nella customer base unica del regolatore, permettono di alzare notevolmente il livello di tutela del giocatore.

Sono ottimista: abbiamo già fatto molti passi avanti rispetto al passato, e oggi la normativa italiana sul gioco è ancora ai vertici internazionali, anche per quanto riguarda la protezione del cliente”.

 

PressGiochi