Il settore del gioco a distanza affronta una fase di trasformazione, spinta dal riordino normativo e dall’adozione delle nuove regole tecniche introdotte dai recenti bandi di gara. Tra sfide e
Il settore del gioco a distanza affronta una fase di trasformazione, spinta dal riordino normativo e dall’adozione delle nuove regole tecniche introdotte dai recenti bandi di gara. Tra sfide e opportunità, innovazione digitale, strumenti di pagamento avanzati e tecnologie all’avanguardia diventano leve strategiche fondamentali per rafforzare la crescita del mercato regolamentato e migliorare l’esperienza dei giocatori.
A spiegare come queste novità impattino concretamente sui concessionari e sulle loro reti è stato Marco Castaldo, intervenuto a Enada durante il convegno “Pagamenti digitali e iGaming: guidare la crescita nel nuovo mercato dei giochi”.
“Se consideriamo che gli operatori che lavorano nel segmento dei PVR registrano un’incidenza dell’uso del contante tra il 35% e il 65% del transato, possiamo dire che in media si attesta intorno alla metà. Stiamo quindi parlando di circa il 50% delle transazioni utilizzate per alimentare le attività di gioco impattate dalla nuova norma. Per quanto riguarda il prelievo dal conto di gioco, l’impatto è totale, poiché il prelievo di contante è ormai vietato. Sul fronte delle ricariche, invece, è prevista una limitazione di 100 euro a settimana, che non azzera l’utilizzo del contante ma lo condiziona in modo significativo.
Partendo da questo presupposto, un operatore medio attivo in questo comparto vede, di fatto, metà della propria attività impattata, da un giorno all’altro, dalla normativa. L’effetto si riflette soprattutto sulle decisioni strategiche: l’operatore deve individuare quali mezzi di pagamento adottare per sostituire il contante e su quale scala implementarli. Parliamo di realtà con migliaia di giocatori e spesso migliaia di conti di ricarica, per cui diventa necessario spiegare su larga scala questi nuovi strumenti, alcuni dei quali richiedono l’apertura di conti per ogni singolo utente. L’aspetto logistico diventa quindi centrale e, forse ancora più rilevante, è l’impatto economico sull’attività: il contante è sostanzialmente gratuito, mentre i nuovi mezzi di pagamento possono incidere anche per oltre un punto percentuale sul transato, modificando in modo significativo gli equilibri economici dell’attività. L’impatto, dunque, è economico, strategico e logistico, e riguarda in modo diretto il modello di punto vendita”.
Parlando dell’impatto che l’implementazione delle regole, compreso il limite di ricarica in contanti, avrà sui giocatori, Castaldo ha spiegato: “In questo momento c’è molta preoccupazione, anche perché, come è stato detto, non esiste un giocatore unico, ma una pluralità di profili con esigenze diverse. L’uso del contante oggi risponde anche a bisogni specifici e non è detto che la sua sostituzione con strumenti digitali sia accettata da tutti.
Va inoltre considerato che, allo stato attuale, l’effetto è ancora in gran parte teorico, perché nessuno ha ancora implementato soluzioni alternative su larga scala. L’obbligatorietà delle nuove norme scatterà ufficialmente il 13 maggio e la sostituzione del contante rappresenta un cambiamento operativo rilevante; è quindi comprensibile che gli operatori non si muovano in anticipo, per evitare svantaggi competitivi rispetto a chi non ha ancora adottato alcuna soluzione. Questa attesa rende la scadenza in parte “teorica”, anche se, nei fatti, pochissimi operatori risultano davvero pronti.
Le alternative concrete, integrate con i sistemi di gioco, sono ancora limitate e non esiste una soluzione unica. Le opzioni sono diverse: strumenti a circuito completo, che sostituiscono integralmente la ricarica; soluzioni che emulano l’esperienza del contante trasferendo il denaro su un wallet collegato al conto di gioco; oppure l’utilizzo diretto di portafogli digitali da parte del giocatore. La scelta dipende da molte variabili: tipologia di clientela, caratteristiche del punto vendita, contesto territoriale. Sono soluzioni che si possono validare solo attraverso una strategia operativa concreta”.
Intervenendo sulla questione dell’ integrazione tra fisico e onlineil Ceo Microgame ha detto: “Il tema dell’unicità è chiaro: se l’operatore riesce a presidiare più momenti della relazione con il cliente, aumenta le possibilità di fidelizzazione e di ritorno economico. Il nodo è capire come applicare questo principio, anche perché il mezzo di pagamento, da solo, non è sufficiente a guidare questa dinamica. Anzi, potrebbe finire per disaccoppiare la rete fisica dal gioco, trasformandola in una rete dedicata alla gestione dei fondi digitali, con una funzione diversa rispetto alla vendita.
Una questione cruciale riguarda il futuro dei punti vendita ricarica: se smettono di gestire contante e diventano punti di accesso a strumenti di pagamento, si configurano di fatto come collaboratori di istituti finanziari. Questo implica nuove competenze, sistemi e livelli di professionalizzazione. Si pone quindi un interrogativo sull’identità di questi punti vendita e sul loro ruolo rispetto agli operatori di gioco: quale valore potranno ancora generare e come contribuiranno all’unitarietà del sistema?
Molti punti vendita fisici sono destinati a perdere alcune delle loro caratteristiche tradizionali. La vera domanda è cosa diventeranno. Potrebbero trovare una nuova centralità nel mondo dei pagamenti, ma non necessariamente in quello del gioco. Per gli operatori, la sfida principale resta quella logistica: una volta scelto il mezzo di pagamento, bisogna gestire migliaia di punti vendita e di utenti”.
Durante l’evento si è affrontato anche il tema della formazione degli operatori, che le innovazioni tecnologiche e normative impongono alla filiera. “La formazione – ha detto Castaldo – è certamente un tema, ma ancora prima viene l’accettazione da parte dei punti vendita, che devono essere disponibili a trasformare il proprio modello di attività. Non si tratta solo di soddisfare i giocatori, ma anche di coinvolgere e convincere la rete fisica.
Non esiste un mezzo di pagamento risolutivo: la soluzione è un portafoglio di opzioni, adattabile a contesti diversi. Ad esempio, il punto vendita può continuare ad accettare contante, ma le somme vengono trasferite su un conto di moneta elettronica gestito da un istituto di pagamento e poi riversate sul conto di gioco. È però una soluzione più onerosa, che richiede formazione e apertura di conti, e quindi sostenibile soprattutto nei punti con alto transato e forte utilizzo del contante.
L’operatore deve quindi segmentare la propria base utenti e individuare le soluzioni più adatte caso per caso. Non esiste una risposta unica: le opzioni sono articolate e giustificate solo in determinate condizioni. Più che una soluzione perfetta, esiste un insieme di risposte possibili.
Negli ultimi anni sono stati effettuati importanti investimenti tecnologici, integrando aspetti di compliance nei pagamenti e nel gioco sostenibile, anche attraverso strumenti di intelligenza artificiale in grado di rilevare anomalie comportamentali e individuare situazioni critiche. Le piattaforme consentono così di monitorare i giocatori e intervenire quando necessario.
In sintesi, il settore sta attraversando una fase di cambiamento profondo e, per molti aspetti, anche stimolante. Gli ecosistemi digitali aprono nuove opportunità, ma sarà fondamentale individuare strumenti in grado di garantire continuità operativa in un contesto complesso. Sarà interessante osservare quali soluzioni verranno adottate e come evolverà, nel tempo, il ruolo dei punti vendita e dei sistemi di pagamento” ha concluso.
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