29 Settembre 2020 - 21:24

Vicenza. Colombara (lista Variati): “Quando arriveranno i fondi stanziati? Quali risultati sulle limitazioni orarie?”

Dopo che i SERD del Veneto segnalano il continuo aumento di casi di giocatori compulsivi, il cui trend di crescita è ormai superiore a quello di eroina e droghe tradizionali,

02 Dicembre 2016

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Dopo che i SERD del Veneto segnalano il continuo aumento di casi di giocatori compulsivi, il cui trend di crescita è ormai superiore a quello di eroina e droghe tradizionali, in un’interrogazione comunale Raffaele Colombara, Consigliere Comunale lista Variati, chiede quando arriveranno i fondi stanziati per la cura e la prevenzione dell’azzardo? E quali sono i risultati e le valutazioni ad un anno dal regolamento sugli orari di apertura delle sale gioco?

“Il gioco d’azzardo e le patologie ad esso legate – scrive nell’interrogazione – costituiscono una delle questioni sociali e sanitarie emerse con maggior gravità negli ultimi anni. Il Comune di Vicenza si è mosso da subito e ha adottato una serie di misure tra le prime in Italia.

L’azione delle amministrazioni locali come quella berica ha fatto sì che negli anni anche lo Stato, seppur in maniera incerta e per certi versi schizofrenica, abbia cominciato a farsi carico della questione. Un’azione, quella delle Amministrazioni locali, oggi addirittura sotto tiro con denunce da parte di associazioni di categoria contro le amministrazioni che agiscono con provvedimenti a tutela della salute dei cittadini.

Manca oggi una normativa nazionale; manca una seria volontà di ridurre l’offerta di gioco. Da almeno tre anni da parte del Parlamento e del Governo si promette di diminuire il numero delle oltre 400.000 macchinette disseminate sul territorio nazionale, un numero abnorme, specie se confrontato con gli altri paesi europei: ma ad oggi, nessuna reale riduzione del numero. Non parliamo poi di quanto promesso sulla Pubblicità.

D’altro canto, tra i risultati che le amministrazioni locali sono riuscite ad ottenere c’è quella di aver spostato l’attenzione sull’aspetto socio sanitario dell’emergenza: di qui l’introduzione del GAP (Gioco d’Azzardo Patologico) tra le patologie riconosciute dal sistema sanitario; sempre grazie alla pressione delle amministrazioni locali, finalmente lo stanziamento di fondi per cura e prevenzione.

Lo Stato ha stanziato 100 milioni per la prevenzione e la cura della dipendenza da GAP (Gioco d’Azzardo Patologico) così suddivisi:

50 milioni nel “Fondo per la prevenzione e cura di soggetti a rischio di patologie derivanti dalla dipendenza dal gioco d’azzardo”, art. 1, comma 133 legge di stabilità per l’anno 2015 (190/2014);
altri 50 milioni fuori dal fondo: art. 1, comma 946 legge di stabilità per l’anno 2016 (208/2015).
Fondi poi mai effettivamente assegnati: un balletto durato due anni, più volte inceppato al tavolo Stato-Regioni.

La situazione si è sbloccata lo scorso ottobre: al Veneto sono stati destinati una prima tranche di 4 milioni, fondi che la Giunta regionale ha poi diviso tra la Ulss 9 di Treviso (Castelfranco, sede dell’osservatorio regionale gioco azzardo, capofila per Padova, Belluno e Venezia), e l’Azienda ospedaliera universitaria integrata di Verona, riferimento per Vicenza e Rovigo. Risulta assegnata anche la seconda tranche, per analoghi 4 milioni , ma sulla sua suddivisione ancora non si hanno notizie.

L’anno scorso a ottobre si teneva a Vicenza un importante convegno sul gioco d’azzardo in cui il territorio berico metteva sul piatto un innovativo progetto per la prevenzione, la cura e la riabilitazione delle patologie connesse alla dipendenza da gioco d’azzardo.

“Fuori dal Gioco” (Allegato A) ha la peculiarità di essere un progetto su scala provinciale che mette insieme tutti gli attori del territorio, dalle Ulss ai Comuni (tra cui Vicenza) al privato sociale, al mondo della scuola, fino alle banche, per un intervento integrato che prende in carico tutti gli aspetti del problema, da quello sociale e sanitario a quello formativo, a quello economico e amministrativo. Un progetto pilota, unico su scala nazionale, pronto ad essere finanziato e poter quindi sperimentare in modo integrato prevenzione, cura e riabilitazione, interpretando un’esigenza del territorio emersa in questi anni dalle molte iniziative portate avanti dalle amministrazioni a livello locale.

Il nostro Comune, infine, ha introdotto una normativa di regolamentazione degli orari di apertura delle sale da gioco (ord. 32259, aprile 2015 1), concertata con altri comuni della provincia (Bassano, Schio, Thiene), ripresa da altri e successivamente integrata (ord. 135478, ottobre 2015 2).

In essa si prevede che il gestore attivi un percorso validato dal SERD di Vicenza e attuato da altre agenzie per la formazione del personale delle sale da gioco, insieme a una campagna di informazione e prevenzione nei confronti dei giocatori. Prevede, al termine del primo anno, la consegna al Suap del Comune di una dettagliata relazione sulle azioni intraprese e gli effetti ottenuti dal programma di contrasto alla ludopatia, in particolare per quanto riguarda il numero di giocatori che si sono successivamente rivolti al SERD incoraggiati dall’iniziativa. La relazione deve poi essere verificata con i dati sanitari sulla ludopatia registrati dalla competente Ulss – SERD, al fine di valutare l’adeguata attuazione del progetto.

Tutto ciò premesso SI CHIEDE ALL’AMMINISTRAZIONE

In merito allo stanziamento dei 4+4 milioni destinati alla Regione Veneto:

Secondo quali criteri e con che tempi verranno ripartiti questi fondi?

L’Azienda ospedaliera universitaria integrata di Verona, destinataria della prima tranche, aveva inizialmente destinato l’importo ad azioni di studio e prevenzione, a discapito delle molte attività extraospedaliere di cura e riabilitazione (la maggioranza) attive sul territorio. La distribuzione è stata successivamente modificata. Per quanto riguarda la seconda tranche, si terranno in debito conto le esigenze delle strutture del territorio, in prima linea per quanto riguarda la cura e la riabilitazione dei malati?

Sono previsti stanziamenti per il progetto interdipartimentale “Fuori dal Gioco” presentato dalla Provincia di Vicenza?

In merito all’ordinanza (e successiva integrazione) che regolamenta gli orari di apertura delle sale da gioco:

Ad un anno dall’inizio della sperimentazione quali sono risultati e valutazioni?

All’interno del progetto era prevista la somministrazione di questionari che A) avevano lo scopo di rendere consapevoli gli utenti sulle modalità del gioco; B) dovevano dare indicazione sulla presenza e sulla percentuale di dipendenti presenti all’interno del numero di giocatori per struttura. Quali dati sono emersi?

E’ possibile rilevare in che percentuale i giocatori patologici incidono sul dato complessivo del giocato?

Quali tipi di controllo sono stati effettuati per verificare il rispetto della normativa?”

PressGiochi