22 Gennaio 2026 - 12:06

Venduti ai Minori. Giochi d’azzardo tra i giovani: scarsa percezione del rischio e controlli inefficaci

L’81% dei ragazzi conosce i rischi del gioco d’azzardo, ma solo il 46% li ritiene seri; il 29% è entrato in sale dedicate, il 12% ha giocato online e nel 50% dei casi i gestori non hanno impedito l’accesso ai minorenni.

18 Novembre 2025

“Come genitori, auspichiamo più controlli, sanzioni più severe, ed una norma adesso inesistente che metta il divieto ai minori per videogiochi18+”. Sono ancora troppi i minori che accedono a prodotti loro vietati, complice la superficialità di alcuni rivenditori che dovrebbero tutelarli. Si tratta di una grave violazione della legge e di una rottura del patto educativo e sociale che deve proteggere i nostri figli. Occorre rafforzare controlli e sanzioni, ma anche promuovere una responsabilità collettiva: famiglie, scuole, istituzioni e operatori economici devono collaborare per diffondere una cultura della legalità e della prevenzione. Il MOIGE continuerà a denunciare e promuovere azioni su tutto il territorio per garantire tutela ad ogni minore da prodotti vietati”.

Sono queste le parole di Antonio Affinita, direttore generale del MOIGE-movimento italiano genitori che ha aperto questa mattina in sala Matteotti, presso la Camera dei Deputati il convegno di presentazione dell’edizione 2025 di “Venduti ai minori”, un’indagine su 2.123 ragazzi fra i 10 e 18 anni non compiuti condotta dal MOIGE – Movimento Italiano Genitori, in collaborazione con l’Istituto Piepoli per analizzare il fenomeno della vendita ai minori di prodotti vietati o inadatti: alcol, fumo, gioco d’azzardo, pornografia, videogiochi 18+ e prodotti contraffatti.

All’evento coordinato da Ida Molaro, giornalista Mediaset con Antonio Affinita, direttore generale Moige sono intervenuti: Livio Gigliuto, presidente Istituto Piepoli; Alfredo Mantovano, Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri; Maria Teresa Bellucci, Vice Ministro del lavoro e delle politiche sociali; Marianna Madia, Commissione parlamentare per l’infanzia e l’adolescenza; Maddalena Morgante, componente della XII commissione affari sociali; Gioacchino Angeloni, Generale della Guardia di Finanza; Anna Bonifazi, Colonnello del Raggruppamento Investigazioni Scientifiche dell’Arma dei Carabinieri; Antonio Lirosi, Direttore generale per la proprietà industriale – UIBM – MIMIT; Mario Lollobrigida, Direttore della Direzione Giochi Agenzia delle Dogane e dei Monopoli; Mario Antonelli, Presidente Federazione Italiana Tabaccai – FIT; Massimiliano Pucci, Presidente AS.TRO – Confindustria SIT; Emmanuele Cangianelli, Consigliere delegato – FIPE Confcommercio; Francesco Rossolini, CODICI Centro per i diritti del Cittadino; Maria Angela Grassi, Presidente ANPE – Associazione Nazionale Pedagogisti Italiani; Luigi Centorame, giurista, esperto di monitoraggio legislativo parlamentare; Metis Di Meo, conduttrice, autrice e attivista per i diritti umani e Jack Nobile, mago e content creator. All’evento hanno inoltre partecipato una delegazione di ragazzi dell’IC Plinio il Vecchio di Cisterna di Latina.

Livio Gigliuto, presidente dell’Istituto Piepoli ha presentato i dati estrapolati dall’indagine eseguita sui giovanissimi. Nella categoria dei giochi d’azzardo “emerge un problema culturale: il 19% dei giovani non vede rischi nel gioco d’azzardo e meno della metà ritiene che possa essere molto pericoloso. La conseguenza più temuta è la dipendenza. Nel gioco in sala, il 52% dei ragazzi afferma di essere entrato senza alcun controllo dell’età. Secondo un terzo degli intervistati, era evidente che fossero minorenni, ma l’ingresso gli è stato comunque consentito. Inoltre, nel 70% dei casi i rivenditori non hanno mai spiegato i rischi del gioco con vincita in denaro. Nel gioco online le cose non vanno meglio: tre giovani su dieci non vedono avvisi sul divieto ai minori e un terzo dice che, al momento dell’iscrizione, non è stata verificata l’età”.

Gigliuto ha poi analizzato tutti i risultati ottenuti relativamente alle altre categorie di prodotti vietati.

Alcol – “La nostra prima domanda – spiega Gigliuto – riguardava la consapevolezza dei giovani sui rischi legati all’alcol. Quasi tutti sanno che fa male: solo il 6% non immagina conseguenze e il 14% pensa che siano lievi. La grande maggioranza riconosce che possono essere conseguenze serie e sa anche che per legge l’alcol è vietato ai minori di 18 anni. Tuttavia, questa consapevolezza non impedisce il consumo: un terzo degli under 18 intervistati dichiara di bere bevande alcoliche. Tra questi, circa l’1% beve quattro o più volte a settimana e un altro 5% due o tre volte a settimana. La parte più ampia (28%) consuma alcol da due a quattro volte al mese. Passando ai controlli da parte dei venditori, solo il 40% dei ragazzi dice che gli è stata chiesta la carta d’identità al momento dell’acquisto dell’alcol. Nel restante 60% dei casi il controllo non è stato fatto. Ancora più grave: solo il 6% dei venditori esegue un controllo rigoroso e si rifiuta di vendere l’alcol se il cliente è minorenne. Inoltre, anche quando l’età viene verificata, nel 40% dei casi la vendita avviene comunque. Quasi metà dei ragazzi racconta anche di aver continuato a ricevere alcol in pub o discoteche nonostante fossero già visibilmente alticci”.

Fumo – “Tre giovani su quattro non hanno mai fumato, ma il 25% ha provato e spesso molto presto: il 13% prima dei 13 anni. La modalità di acquisto più frequente è la tabaccheria. Seguono i distributori automatici, dove i minorenni riescono spesso a procurarsi sigarette utilizzando la tessera sanitaria di amici o familiari. Anche qui i controlli sono scarsi: sei ragazzi su dieci non si sono sentiti chiedere la carta d’identità e nel 40% dei casi la vendita è avvenuta anche dopo aver verificato che erano minorenni. Sul fronte della sigaretta elettronica, circa un terzo degli intervistati la usa, dato stabile rispetto al 2023. La maggioranza preferisce liquidi con nicotina. Nel 60% dei casi i venditori non si rifiutano di venderli anche se l’acquirente è minorenne.

Contenuti pornografici – Il 56% dei giovani dichiara di non aver mai visto contenuti pornografici; il restante 44% sì, e con frequenze non trascurabili: il 7% li guarda molto spesso e il 9% spesso. Il 16% afferma di non aver visto avvisi che indicano il divieto ai minori e il 41% dice che il sito non ha verificato l’età”.

“Nel complesso emerge un quadro chiaro: i giovani conoscono i rischi, ma hanno un accesso molto facile a alcol, tabacco, e anche gioco d’azzardo e contenuti vietati. Le maglie dei controlli da parte dei venditori o delle piattaforme sono ampie e poco efficaci, e troppo spesso si “chiude un occhio” di fronte all’età reale dei ragazzi. I nostri dati ci dicono che la consapevolezza tra i ragazzi c’è, ma non basta: le regole vengono conosciute più di quanto vengano rispettate. È un segnale che chiama in causa non solo i minori, ma l’intera filiera, che a volte sembra allentare pericolosamente le maglie del proprio controllo. Serve uno sforzo ulteriore di impegno collettivo per proteggere i più giovani, trasformando la conoscenza in responsabilità” conclude il presidente  dell’Istituto Piapoli.

Il Sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano ha sottolineato l’importanza della prevenzione:“ L’attenzione del governo nei confronti del diveito per i minori del consumo di prodotti vietati è molto alta. Trovo singolare che si faccia polemica sulla non immediata entrata in vigore del divieto dei contenuti vietati ai minori di 18 anni sul web, abbiamo dato semplicemente ai siti web ancora qualche settimana per adeguarsi.

Il nuovo meccanismo combina tutela della privacy e l’obiettivo di tenere lontani i minori dai contenuti che possono causare loro danno. Nonostante la buona volontà degli esercenti, è facile per i minori aggirare i divieti negli esercizi commerciali. Inoltre, non dobbiamo farci troppo illusioni sull’efficacia del distanziometro tra sale giochi e scuole visto che comunque le distanze vengono abbattute dal contesto digitale.

La parola chiave è prevenzione che si articola su due livelli; in primo luogo la sensibilizzazione: i ragazzi hanno mille motivi per avvicinarci ai materiali vietati ma la più forte è che non conoscono i rischi. Non sono coscienti nel più dei casi di esporsi a rischi. Altro aspetto fondamentale sono le cause profonde che rendono giovani più inclini all’accesso dei materiali vietati: focalizzare l’attenzione sul malessere che vivono alcuni minori”.

A partecipare all’evento anche il Vice Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Maria Teresa Bellucci che ha spiegato: “Questo evento deve sollecitare tutti a una presa di responsabilità. Gli adulti devono dare l’esempio dimostrando comportamenti responsabili. Nella fase dell’adolescenza, l’assunzione di responsabilità riguarda anche i minorenni, in base alla loro età e al loro percorso di crescita. Come Governo siamo consapevoli che il buon esempio deve partire da chi ha una investitura politica, per questo dobbiamo dare un modello ancora più forte.

Avete portato all’attenzione un tema educativo che richiede cura dei processi formativi. Allo stesso tempo, però, esiste un problema di normalizzazione dei consumi: viviamo in una comunicazione che, a tutti i livelli, spinge al consumo, anche di prodotti dannosi o il cui eccesso può comportare perdita di valori e di identità.

Proteggere i minori dall’uso di prodotti vietati non significa soltanto dire ‘no’, ma costruire insieme una cultura dei ‘sì che contano’: sì alla vita, alla libertà, al rispetto di sé e degli altri. La tutela dei minori non è solo un dovere istituzionale, ma una missione collettiva che coinvolge istituzioni, associazioni come il MOIGE, famiglie, scuole e società civile, per costruire un futuro a misura dei sogni dei più piccoli.

Come Governo siamo impegnati a promuovere una crescita sana e consapevole delle nuove generazioni attraverso prevenzione, inclusione, ascolto e sostegno. I centri desTEENazione, il rafforzamento dei servizi sociali, i bandi in coprogettazione con il Terzo Settore e l’istituzione della Giornata nazionale dell’ascolto dei minori sono solo alcune delle iniziative messe in campo per investire nel benessere psicofisico di bambini e adolescenti, favorendo la loro partecipazione attiva e la valorizzazione dei talenti.”

“È fondamentale – ha detto Marianna Madia, Commissione parlamentare per l’infanzia e l’adolescenza  – non ignorare il crescente disagio giovanile, che può avere conseguenze serie sulla salute fisica e mentale. Oggi ragazze e ragazzi affrontano pressioni e difficoltà che, se trascurate, possono generare conseguenze significative sulla loro salute fisica e mentale. È nostro dovere ascoltare, riconoscere e intervenire tempestivamente, affinché nessun giovane si senta solo o privo di sostegno. Allo stesso tempo, è necessario introdurre la “maggiore età digitale”, limitando l’accesso ai social sotto i 14/15 anni, per proteggere i più giovani da rischi e pressioni premature. Solo così possiamo garantire un ambiente sicuro e un percorso di crescita più equilibrato per le nuove generazioni”.

Il Generale della Guardia di Finanza Gioacchino Angeloni ha ribadito quanto sia importante diffondere maggiore consapevolezza sul tema della contraffazione:“Dobbiamo portare avanti il concetto di consapevolezza tra i consumatori, di qualsiasi fascia d’età, che l’acquisito di prodotti falsi intensifica e rafforza il mercato della contraffazione. Per la filiera del falso sono previste molte misure nei confronti degli esercenti comparabili al mercato illegale degli stupefacenti.

C’è ancora molto da fare, gli uffici addetti della Gdf hanno ricevuto migliaia di segnalazioni anche da minori – grazie all’intermediazione dei genitori – delusi dell’acquisito di prodotti falsi che hanno causato loro anche danni alla salute, come irritazioni cutanee”.

Maria Angela Grassi, Presidente ANPE – Associazione Nazionale Pedagogisti Italiani ha affermato: “Dal punto di vista pedagogico il comportamento di chi vende ai giovani prodotti vietati non solo infrange la normativa, ma mina profondamente il processo educativo fondamentale impartito dai genitori, compromettendo lo sviluppo sano e responsabile delle nuove generazioni. Questo grave vuoto di tutela provoca difficoltà nel costruire valori stabili e trasmettere le regole necessarie, creando un danno educativo che si riflette negativamente sull’intera società.”

Mario Lollobrigida, Direttore dell’Ufficio Giochi dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli ha partecipato al convegno dedicato alla tutela dei minori concentrando il suo intervento sull’accesso dei minori al gioco d’azzardo, sia nelle sale fisiche sia online.

«Come Agenzia, insieme alle forze dell’ordine – Guardia di Finanza, Polizia di Stato e Carabinieri – effettuiamo numerosi controlli sul territorio. Solo quest’anno – ha spiegato il direttore – abbiamo realizzato circa 13.000 verifiche sugli esercizi di gioco. Il tasso di irregolarità non è elevato, ma è chiaro che serve una maggiore presenza e un controllo più capillare, per impedire che i minori possano accedere alle strutture di gioco. Le pur pesanti sanzioni previste però non sembrano sufficienti, e quindi occorre aumentare la consapevolezza di tutti gli operatori sulla gravità del problema attraverso un’idonea attività di formazione specifica, misura che potrebbe essere prevista nel decreto di riordino del gioco fisico previsto dalla legge 111 del 2023.

Occorre una formazione più intensa per tutti gli operatori del settore. Chi lavora a contatto con i giocatori, minorenni e maggiorenni, deve essere consapevole delle proprie responsabilità e dei rischi legati a un gioco eccessivo. Questa formazione dovrebbe diventare obbligatoria per chi intende operare nel settore». A tal proposito, Lollobrigida ha citato la proposta inserita nel Decreto Legislativo Delegato: «Prevediamo norme che renderanno obbligatoria la formazione continua degli operatori, per garantire standard uniformi su tutto il territorio nazionale».

Particolare preoccupazione è stata espressa per l’accesso dei minori al gioco d’azzardo online: «Secondo i dati più recenti, molti ragazzi hanno dichiarato che non è stato loro richiesto alcun documento di identità per iscriversi a siti di gioco. Questo indica un ricorso massiccio a piattaforme illegali, spesso pubblicizzate sui social, dove la pressione sugli under 18 è difficile da controllare. Non tutti, né tra i minori né tra i maggiorenni, percepiscono chiaramente cosa sia legale e cosa no nel gioco pubblico. È fondamentale colmare questa lacuna attraverso una maggiore informazione e sensibilizzazione. Sì al controllo e alla repressione, ma la prevenzione resta la chiave. Solo combinando formazione, informazione e presenza sul territorio possiamo proteggere i minori e promuovere un gioco responsabile» ha concluso Lollobrigida.

Luigi Centorame, giurista, esperto di monitoraggio legislativo parlamentare ha dichiarato:“La tutela della salute pubblica, e in particolare delle fasce più vulnerabili, è un principio cardine del nostro ordinamento che deve ispirare il legislatore nell’elaborazione normativa. Questa responsabilità, tuttavia, è da condividere con il mondo scientifico, dell’associazionismo e, inevitabilmente, con gli operatori delle filiere coinvolte che hanno il compito e il dovere di supportare le istituzioni nella corretta applicazione delle norme e nello studio dei continui progressi tecnologici.”

“La tutela dei minori – ha detto Maddalena Morgante, componente della XII commissione affari sociali – richiama l’attenzione del legislatore per la portata della sfida, più insidiosa rispetto al passato, che abbiamo davanti. Tutela e responsabilità: due parole che devono tornare al centro della nostra azione politica sempre nell’ottica della cura e della prevenzione. Responsabilizzare i rivenditori, regolamentare le piattaforme digitali, contrastare la pedopornografia, educare i giovani a stili di vita sani e alla responsabilità significa difendere i nostri figli, le nostre famiglie e la credibilità stessa delle istituzioni. Tutelare i minori è una battaglia dritta al cuore del futuro della nostra società.”

Mario Antonelli, Presidente Federazione Italiana Tabaccai – FIT ha ricordato che “La nostra categoria è in prima linea e svolge un ruolo cruciale nella prevenzione dell’accesso dei prodotti del tabacco e del gioco ai minori. Per noi, il rispetto della legge è un dovere imprescindibile e la tutela della salute dei più giovani è soprattutto una questione di responsabilità sociale. Non accettiamo eccezioni. Ma il nostro sforzo richiede anche il sostegno di tutti. Nel ribadire con forza l’impegno di ogni singolo tabaccaio a eseguire controlli rigorosi e a richiedere sempre un documento d’identità valido per accertare la maggiore età dell’acquirente, invitiamo sempre i nostri clienti a essere consapevoli e a collaborare, comprendendo che la richiesta del documento non è un’azione burocratica, ma un gesto necessario per tutelare i più giovani.

Ci sono stati dei lievi miglioramenti sul fronte dell’accesso dei minori a prodotti vietati, secondo quanto emerge dai risultati della ricerca dell’Istituto Piepoli presentata oggi. Ma non è abbastanza: genitori, esercenti devono fare squadra per far rispettare questi divieti. I tabaccai partecipano a continui corsi di aggiornamento per poter esercitare la loro professione. Istituzioni, famiglie, scuola e associazioni di settore devono unirsi ed agire insieme per far fronte a questo fenomeno. Un minore che accede al tabacco e ad altre sostanze e contenuti che creano dipendenza non è un caso singolo ma un fallimento per l’intera società” ha concluso Antonelli.

“Il settore dei giochi – ha dichiarato Massimiliano Pucci, Presidente AS.TRO – Confindustria SIT – ha fatto molto, ma evidentemente non è ancora sufficiente, come indicano i dati di cui discutiamo oggi. Potrei parlare dell’impegno del settore verso la formazione, ma i numeri ci dicono altro: il 17% dei giovani intervistati non conosce l’esistenza del divieto di gioco per i minori.

Non credo che questo sia un problema risolvibile solo con divieti “verticali”: serve un approccio “orizzontale”, che coinvolga un’unione di parti sociali per affrontare queste tematiche in maniera più ampia. Dobbiamo riconoscere che una parte del problema ci è sfuggita e che le dipendenze da gioco sono spesso interconnesse con altre forme di dipendenza. Il divieto di gioco ai minori di 18 anni è un punto di partenza necessario, ma non sufficiente a garantire una reale protezione dei minori, così come accade in tutti i settori che trattano prodotti sensibili. I dati dell’Istituto Piepoli confermano che c’è ancora molto da fare: la ricerca presentata oggi, infatti, ci offre una lettura chiara delle criticità e delle aree su cui intervenire che noi raccogliamo con un forte senso di responsabilità. Studi come questo sono fondamentali per comprendere la dimensione del fenomeno e possono aiutarci a rafforzare gli strumenti a difesa dei più giovani.”

Ad intervenire nella giornata anche Emmanuele Cangianelli (EGP- FIPE): «Parliamo di centinaia di migliaia di punti vendita, con differenze significative tra vendite legali e illegali, e tra chi vende alcolici e chi li somministra, creando situazioni incerte. Negli ultimi anni, con l’esplosione del gioco digitale, sono emersi punti vendita abusivi o che operano oltre la propria licenza, anche nel settore delle scommesse. Alcuni interventi giurisdizionali recenti hanno aperto l’accesso al gioco in Internet point, andando in parte contro l’indirizzo normativo che vuole che i luoghi di gioco siano solo quelli in concessione, qualificati e sicuri.

Garantire consapevolezza nel consumo, sia da parte dei consumatori sia degli esercenti, e sostenere una formazione strutturata per chi vende giochi con vincita in denaro è fondamentale. Così come esiste una formazione per la vendita di tabacchi, è essenziale qualificare e responsabilizzare chi opera nel settore dei giochi.

I minori oggi hanno strumenti digitali in tasca che, se utilizzati correttamente, possono aiutare a filtrare l’accesso e a misurare autonomamente il consumo. Non esiste ancora una soluzione definitiva, ma questa rappresenta una via per qualificare l’offerta ed educare meglio i consumatori. Solo attraverso momenti di confronto come questo possiamo migliorare le soluzioni esistenti e informare chi fa e applica la legislazione, per tutelare realmente i minori» ha concluso.

I DATI DELLO STUDIO

ALCOL E MINORI

Il 94% del campione intervistato è consapevole del fatto che l’alcol può avere conseguenze nocive sulla salute. 3 intervistati su 4 affermano di averne parlato in famiglia e i genitori li hanno messi in guardia. 9 ragazzi su 10 dichiarano che anche i loro docenti hanno affrontato il tema in classe. Ciononostante, un terzo dei minori italiani dichiara di aver consumato bevande alcoliche, anche se con frequenze e intensità diverse. Il (28%) ha bevuto alcol almeno una volta e il 5% lo fa abitualmente (in aumento rispetto al 2023). I minori bevono alcol principalmente per sentirsi più energici e allegri (14%), rilassarsi (12%), ed essere più socievoli (10%).

Gli alcolici vengono acquistati principalmente in locali, pub e discoteca (9%) e bar (8%), il 6% al supermercato. Il 59% dei rivenditori non ha verificato l’età di chi comprava alcolici e il 53% ha continuato a vendere alcolici ai minori anche se visibilmente alticci.

FUMO E MINORI

Il 95% del campione intervistato sa che il fumo fa male, e che può comportare conseguenze serie e permanenti (85%). Il 28% ha fumato almeno una sigaretta. Di questi, il 8% lo fa abitualmente. I minori fumano principalmente per curiosità (20%) e per rilassarsi (9%). Il 76% dei fumatori lo fa in compagnia. Il 56% ha solo provato o fuma occasionalmente, tra i fumatori, la maggior parte (26%) fuma tra 1 e 5 sigarette, ma il 4% arriva ad un intero pacchetto da 20 a giorno e l’2% fuma anche oltre un pacchetto quotidianamente (dato raddoppiato rispetto al 2023). Le sigarette o tabacco trinciato vengono acquistate principalmente presso tabaccherie (45%) e distributori (22%). Il 17%, invece, le chiede ad amici. I minori che acquistano presso distributori automatici con controllo della tessera sanitaria utilizzano quella di amici più grandi (52%), o dei genitori o fratelli maggiori (38%). Nel 10% dei casi, invece, la verifica non era attiva. Per quanto riguarda i negozi fisici, invece, il 60% dei venditori non ha verificato l’età, e il 45% non ha negato la vendita anche sapendo che si trattava di un minore.

SIGARETTA ELETTRONICA E MINORI

Il 33% degli intervistati ha fumato almeno una volta la sigaretta elettronica. A fumarla abitualmente è il 8% degli intervistati, a fronte di un 4% della precedente rilevazione del 2023. Il motivo che spinge a svapare è la curiosità (21%), la convinzione che sia meno dannosa delle sigarette tradizionali (10%), per rilassarsi (7%) e per smettere di fumare altri tipi di sigarette (4%). Il 5% (+2% rispetto al 2023) lo fa perché la fumano gli amici. Il 69% utilizza liquidi che contengono nicotina (+25% rispetto al 2023). Il 38% acquista sigarette elettroniche e ricariche in tabaccheria, il 19% presso distributori automatici e il 17% le chiede agli amici. Riguardo alle ricerche l’80% utilizza prodotti già confezionati e pronti all’uso.

GIOCO D’AZZARDO E MINORI

L’81% (-2% rispetto al 2023) dei ragazzi è consapevole del fatto che giocare spesso con giochi con vincita in denaro può avere conseguenze negative, ma solo il 46% crede che queste possano essere serie e permanenti. Il 59% riconosce come conseguenza grave il non essere più in grado di smettere, per il 34% comporta il ridursi il povertà, il 7% riconosce influenze le attività quotidiane. L’83% sa che questo tipo di attività è vietato ai minori di 18 anni, il 5% crede che l’età minima sia 16 anni, per il 4% è sufficiente avere 14 anni e per il 8% non è mai vietato. Il 46% ritiene che giocare moderatamente non sia pericoloso, mentre l’85% ritiene utile inserire un limite massimo di importo o di tempo per il gioco. Il 29% è entrato in una sala dedicata al gioco con vincita in denaro, il 72% lo ha fatto con i coetanei. Il 68% conosce il divieto di accesso alle sale con vincite in denaro per i minori. Il 16% ha giocato almeno una volta presso agenzie per le scommesse, bar, tabaccherie, sale bingo, o altri luoghi simili. La tipologia di gioco più diffusa tra i minori è il gratta e vinci (30%), seguiti dalle scommesse sportive (22%), slot machine (12%) e Casinò (11%). Presso le attività commerciali, il 48% dice che sia stata controllata la sua età, il 50% dei gestori non si è rifiutato di far giocare un minore. Il 64% dichiara che non sia possibile scambiarlo per un maggiorenne. Per quanto riguarda, invece, il gioco online con vincite in denaro, il 12% ci ha giocato almeno una volta, il 37% ne è venuto a conoscenza dagli amici, il 22% lo ha visto in tv. In rete si fanno principalmente scommesse sportive (7%), ma anche poker (in tutte le sue varianti), bingo, casinò e video lottery. Nel 30% dei siti non c’erano avvisi che dichiarano illegale quel gioco per i minori di 18 anni. Al momento dell’iscrizione, o non viene chiesta l’età (34%), oppure, semplicemente, i ragazzi mentono (47%).

PORNOGRAFIA E MINORI

Il 44% degli intervistati ha visto almeno una volta un contenuto pornografico, dannoso per il benessere psichico dei minori dal 49% degli intervistati. Per il 68% film e foto porno sono illegali per i minori di 18 anni, mentre per 22% si tratta solo di una raccomandazione, per il 10% basta avere almeno 14 anni.

Il 69% degli intervistati guarda questi contenuti da solo, il 23% con amici della stessa età, il 4% con il/la fidanzato/a, il 2% con amici più grandi e l’2% con adulti. Il 53% è venuto a conoscenza di contenuti pornografici da amici, il 21% li ha cercati su internet. Il mezzo più utilizzato è lo smartphone (36%), seguito da computer di casa (8%) e tablet (7%). Nel 41% dei casi non viene verificata l’età dell’acquirente, il 55% mente.

VIDEOGIOCHI 18+ E MINORI

Aumentano i giovani che giocano ai videogiochi, solo 25% dichiara di non giocarci mai. Il 40% gioca 1 ora al giorno , il 75% gioca collegato online (il 40% sempre o spesso). Il 36% gioca da solo, il 36% con amici collegati online, il 20% con amici in presenza e il 3% con sconosciuti connessi in rete. I giochi preferiti sono quelli di azione e avventura (43%), ma anche sport (22%). Il device più utilizzato è lo smartphone (42%), seguito da console per videogiochi (38%).

Il 38% dei minori intervistati ritiene che i giochi con contenuti violenti o volgari non abbia alcuna conseguenza sul proprio benessere mentale. Il 9% crede che non esistano divieti per i giochi con contenuti violenti e volgari, e il 47% ammette di aver giocato almeno una volta con videogiochi vietati per la propria età. Il 38% ha scaricato nell’ultimo anno videogiochi non adatti per la loro età, nel 32% dei casi non erano presenti avvisi di divieto di età. Il 18% li ha fatti acquistare ai genitori il 17% li ha acquistati in negozio, l’8% su internet. Molti ragazzi (57%) riconoscono i simboli che accompagnano i videogiochi, come il PEGI. Il 60% è d’accordo nell’installazione del parental control.

PRODOTTI CONTRAFFATTI E MINORI

La contraffazione è percepita in modo superficiale dagli adolescenti: il 33% non ha consapevolezza del fenomeno e il 13% lo riduce a una semplice “imitazione a basso costo”. Il 73% ritiene che riguardi tutti i settori, soprattutto abbigliamento, accessori e tecnologia. Il 70% sa che è un problema globale, non solo italiano. I canali di acquisto dei falsi sono sia online che offline (50%), ma internet è il principale: il 46% si imbatte spesso in offerte sospette su e-commerce e social. Molti ragazzi non sanno distinguere un prodotto autentico da uno contraffatto. I rischi percepiti riguardano soprattutto la scarsa qualità (67%), mentre pochi conoscono i pericoli per salute, sicurezza o le implicazioni legali; il 25% pensa che non ci siano rischi. Solo una minoranza sa che comprare falsi può essere sanzionato. Nelle strategie di prevenzione, prevale il controllo delle recensioni online (37%). Gli acquisti contraffatti riguardano soprattutto abbigliamento (66%) e tecnologia (20%), ma anche cosmetici e cibo. Il 41% riconosce il falso dopo problemi tecnici, il 19% lo usa comunque, e un 10% prova vergogna per l’acquisto. Le motivazioni principali sono convenienza (35%), scelta (40%) e rapidità (27%). Il 72% non conosce le tecniche dei contraffattori, sempre più sofisticate e ingannevoli.

Lo studio completo e la sintesi sono scaricabili liberamente al link: https://shorturl.at/LzKFv

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