15 dicembre 2019
ore 15:13
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Vavolo (Cgia Mestre): “Il distanziometro mette a rischio più di 6mila posti di lavoro”

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Vavolo (Cgia Mestre): “Il distanziometro mette a rischio più di 6mila posti di lavoro”

Dal nostro inviato a Milano – “Intere branche del settore verrebbero estromesse dal mercato se il distanziometro venisse applicato in tutto il Paese così come fatto in Piemonte. La mappatura è talmente fitta che molte attività dovrebbero chiudere. Il modello Piemonte prevede un effetto retroattivo per cui anche chi è in attività se è ad una distanza inferiore ai 300 o 500 metri, in base alle località, è destinato a chiudere. Quindi abbiamo un calo di occupazione e una perdita di gettito ed altre conseguenze negative. Se questo modello venisse replicato in tutta Italia e applicato a tutte le attività in essere ci sarebbe un importante calo occupazionale. Noi stimiamo grosso modo intorno alle 6mila unità. Uno scenario certamente apocalittico.

Questo sicuramente favorirebbe le altre attività di gioco. Sul caso Piemonte l’anno scorso abbiamo notato un calo delle giocate del 30% sulle slot machine. Contemporaneamente avevamo verificato un incremento delle altre tipologie di gioco, una recrudescenza dell’illecito e lo spostamento dei giocatori verso territori dove era possibile giocare. Dai nostri dati si andava incontro ad una perdita di diverse centinaia di milioni di euro di gettito e di centinaia di posti di lavoro.

E’ probabile che il modello Piemonte venga replicato in Emilia Romagna nel prossimo anno”.

 

Lo ha dichiarato a PressGiochi Andrea Vavolo, Cgia Mestre, in occasione del convegno dal titolo: “Occupazione, fiscalità, territorio: quale futuro?” a Milano.

 

PressGiochi

 

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