22 agosto 2019
ore 18:16
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Valle d’Aosta. Aggravi e Cognetta contro pdl a favore della casa da gioco

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Valle d’Aosta. Aggravi e Cognetta contro pdl a favore della casa da gioco

“Tutto questo, in realtà, serve per tentare di pararsi il portafoglio davanti alla Corte dei Conti”.

Così i consiglieri regionali Stefano Aggravi (Lega Vda) e Roberto Cognetta (Mouv’) commentano il disegno di legge 31 “Disposizioni urgenti per Casinò de la Vallée S.p.A.” che prevede sostanzialmente la trasformazione del debito della Casinò de la Vallée verso Finaosta (48 milioni) in apporto di capitale tramite la sottoscrizione di uno Strumento finanziario partecipativo (Sfp). “Siccome sappiamo che quei soldi sono usciti dalle tasche di Finaosta – spiegano – ci sembra assurdo e paradossale ascoltare da parte della maggioranza chi dice che grazie a questa operazione la Regione non rinuncia al credito e anzi così facendo non regala i soldi alla Casa da Gioco”.

 

“Questo debito – proseguono – si è accumulato nel tempo a fronte di finanziamenti erogati senza certezza di rimborso tenuto conto del fatto che Cava accumulava anno per anno significativi passivi di bilancio. Chi in assemblea si è trovato a votare il bilancio al 31/12/2018 con il famoso debito postergato (ovvero il debito che viene pagato alla fine di tutti gli altri debiti) ha sulla propria testa la spada di Damocle della Corte dei Conti che nella sentenza di primo grado non ha considerato in sede di condanna il mancato rimborso del debito di 48 mln in quanto non era ancora certo il mancato rimborso. Cosa succederebbe se questo debito non fosse onorato? In questo caso sarebbero i politici di allora a dover pagare! Così nasce il disegno di legge 31”.

 

Inoltre i due consiglieri pongono alcune domande: “un delegato del tribunale è stato coinvolto nella scelta dell’Sfp quale strumento per conservare il valore dei 48 mln? perché si è scelto l’Sfp quando questo strumento è solitamente utilizzato come altra forma di finanziamento o di partecipazione di aziende in salute e che crescono? il 9 luglio prossimo ci sarà l’assemblea dei creditori: l’emissione di un Sfp può rappresentare un fattore di rischio da considerare in relazione all’eguale trattamento di tutti i creditori? un Sfp rispetta i dettami della Legge Madia che dice espressamente che non si possono finanziare in alcun modo delle società in passivo da più di 3 esercizi?”.

 

 

“Un’ultima considerazione politica – concludono – su questo ddl. Se questo governo dispone, sulla carta, di 17 voti in consiglio, chi andrà in suo soccorso per approvare questa legge che ufficializza lo spreco dei 48 milioni? Gli indecisi eterodiretti dall’ex consigliere Riccarand ovvero il duo Bertin – Minelli? L’argine filosofico e sognatore della consigliera Pulz? I 5 stelle a caccia di consensi dopo la pessima figura alle europee? Il consigliere Restano? Ovviamente non lo sapremo perché in aula verrà chiesto il voto segreto con buona pace delle posizioni politiche e delle tasche dei valdostani”.

 

PressGiochi

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