15 Agosto 2020 - 15:14

Val D’Aosta. Dibattito sul Piano di ristrutturazione aziendale della Casinò de la Vallée

Val D’Aosta. Piano di ristrutturazione della Casinò de la Vallée: approvato l’odg di Cognetta (M5S) Casinò de la Vallée. Carpinello su piano di ristrutturazione: “Ai lavoratori servono garanzie” Dopo la

24 Maggio 2017

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Val D’Aosta. Piano di ristrutturazione della Casinò de la Vallée: approvato l’odg di Cognetta (M5S)

Casinò de la Vallée. Carpinello su piano di ristrutturazione: “Ai lavoratori servono garanzie”

Dopo la presentazione dell’assessore Chatrian e del consigliere Padovani, la seduta consiliare pomeridiana del 23 maggio 2017, è stata interamente dedicata alla discussione sul Piano di ristrutturazione aziendale della Casinò de la Vallée spa e il disegno di legge che contiene disposizioni urgenti per il finanziamento del piano, in attuazione della legge regionale n. 2/2017.

 

 

Il Capogruppo dell’UV Ego Perron ha osservato: “L’Assessore Chatrian ha bruciato i tempi, soprattutto per quei Consiglieri che, non facendo parte delle Commissioni, hanno avuto solo pochissimi giorni per studiare questo Piano, in cui rileviamo che non c’è stata la tanto annunciata discontinuità rispetto a quanto fatto prima per quanto attiene l’Amministratore unico, né tantomeno la valorizzazione dei professionisti valdostani nella scelta dei numerosi consulenti. Grave il fatto che questo pool non dia assicurazione del raggiungimento dei valori, anche solo parzialmente. La costante di questo documento è ripetere che qualunque risultato non potrà mai prescindere da una ristrutturazione dei costi del personale: questa spada di Damocle è ingiusta. Il cuore delle proposte consiste in ovvietà, come il rilancio dell’area giochi, e mancano ragionamenti sui mercati limitrofi e sul rilancio della clientela. La filosofia del Piano è che viene progressivamente abbandonato uno dei pilastri caratterizzanti la Casa da gioco di Saint-Vincent: l’area dei giochi lavorati. Il tema del finanziamento regionale è stato utilizzato come “clivage politique”; l’Assessore Chatrian ha gridato allo scandalo per anni, inculcando nella comunità un messaggio negativo nei confronti del Casinò e oggi dimostra la sua incoerenza politica. La parte saliente del Piano non fa che riprodurre pedissequamente il ragionamento che abbiamo condotto noi. Non siamo convinti delle modalità con cui è stato messo in piedi un intervento finanziario non risolutivo. Occorreva più coraggio, senza timore del consenso elettorale. È un Piano dall’impostazione debole, non pone sguardi al privato, non dà soluzione ai problemi”.

 

 

La Presidente della quarta Commissione Patrizia Morelli (ALPE), dopo aver ringraziato i Commissari e i Sindacati per il lavoro svolto e per l’utile confronto, ha affermato: “Questa maggioranza, insediatasi il 10 marzo, si è fatta carico di un onere impegnativo, da portare a termine in un lasso di tempo estremamente limitato, pur di venire incontro alla comunità valdostana e in particolare ai lavoratori della Casa da gioco. Negli anni il gruppo ALPE ha mosso critiche, ma solo in un’ottica costruttiva. I professionisti hanno avuto tre settimane per redigere il Piano, mentre l’Amministratore unico uscente aveva già avviato una procedura di licenziamento collettivo. Le ristrettezze temporali sono quindi giustificabili.

La Giunta ha scelto la via difficile del rispetto della legge regionale n. 2/2017 approvata all’unanimità; e oggi presentiamo un Piano credibile, realistico, improntato alla prudenza. Non è un Piano perfetto, nasce condizionato da elementi antecedenti stringenti. Non offrire una chance all’azienda e ai lavoratori sarebbe uno spreco di denaro per le risorse precedentemente investite, uno spreco di immagine per il marchio. È un Piano praticabile, rappresenta un’operazione di salvataggio necessaria, ma non senza porre condizioni giudiziose. Ogni soldo risparmiato crea nuove opportunità: per questo è stato studiato il reale fabbisogno della struttura. Non è facile cambiare paradigma per una Casa da gioco ostaggio della politica. È necessaria un’opera di risanamento, perché l’obiettivo – che siamo certi sia comune – è riportare il Casinò ad essere polo d’attrazione in un’offerta complessiva con ricadute sull’intera regione”.

 

 

Il Consigliere dell’UV Augusto Rollandin ha sostenuto che “se si vuole dare una lettura corretta della vicenda, la vera soluzione c’era già e l’avevamo proposta: il finanziamento della Casinò de la Vallée a titolo di rimborso dei crediti contratti dalla società nei confronti della Regione per le opere di ristrutturazione, la cui legittimità è stata confermata dal parere pro veritate richiesto a febbraio 2017 e inviato a maggio. Il Governo oggi fa finta di non riconoscere questi fondi che servirebbero per superare il problema dell’azienda: perché non si vogliono dare? Per una questione di principio? Di sicuro con l’operazione di finanziamento proposta dalla nuova Giunta è sicuro che non facciamo altro che continuare a indebitare la Casa da gioco, mentre potremmo restituire le risorse dovute. Noi chiediamo che si riconosca quanto detto nel parere, proprio per dare tranquillità al Casinò”.

 

Entrando nel merito del Piano, il Consigliere ha osservato che “è difficile immaginare che con questo Piano si risolvano i problemi ben conosciuti del Casinò: le proposte contenute potranno magari aiutare, ma non aggiungono nulla a quanto già scritto in precedenti Piani industriali. Nessuno si aspettava dei miracoli, però la Giunta non può nemmeno venderci come qualcosa di innovativo un prodotto che di nuovo non ha niente. Altrimenti creiamo delle illusioni che saranno disattese e ci ritroveremo a breve a discutere delle stesse problematiche. La questione principale resta quella del personale: bisogna prendere in considerazione di togliere la procedura di licenziamento collettivo e prevedere una riorganizzazione graduale e funzionale della Casa da gioco”.

 

 

Il Consigliere Aurelio Marguerettaz (UV) ha dichiarato: “Ho avuto modo di constatare che più di un esponente della maggioranza è convinto di essere un superuomo, dati i termini altisonanti utilizzati. I bluff della Giunta Marquis sono numerosi: in primis la trasparenza, come nel caso della negata comunicazione sul compenso dei professionisti. Nella redazione del Piano, ogni consulente esperto ha svolto un compitino per la propria parte di competenza. Abbiamo diversi dubbi in merito, come quando si definisce punto di debolezza la cosiddetta lontananza da Milano e Torino o quando non si tiene in debito conto per la parte alberghiera del dualismo tra la clientela del Casinò e quella ordinaria; per non parlare della minaccia individuata dalla presenza in zona di una struttura termale. Capiamo la prudenza sulle previsioni di crescita, ma non sui costi, in cui i tagli per il personale superano abbondantemente i dieci milioni. Tutti concordiamo che il Casinò sia una risorsa, oggi però date otto milioni al buio, perché il Piano non entra nel merito di nulla. È un documento che ha la stessa funzione della foglia di fico, serve solo a lavarvi la coscienza. Oltre al taglio del personale, gli unici argomenti sono il gioco online e quello virtuale: un business rischioso in cui possiamo entrare come Cenerentola. C’è un futuro per la Casa da gioco, ma non con questi metodi di finanziamento e senza un’adeguata concertazione con i Sindacati”.

 

 

Per il Capogruppo di Pour Notre Vallée, Antonio Fosson, “l’aspetto patetico e paradossale di questa situazione è che quelli che hanno portato il Casinò a questa situazione non ammettano nessuna responsabilità né nei confronti del personale né rispetto ai conti in perdita. Anzi, ci spiegano cosa dobbiamo fare per risolvere questa situazione che è drammatica, soprattutto per i lavoratori. L’allora Giunta ci voleva far restituire i soldi spesi per la ristrutturazione: peccato che rispetto al preventivo presentato siano stati spesi oltre 20 milioni di euro in più, e noi dovevamo restituire somme che non abbiamo mai autorizzato? Con questo Piano noi vogliamo affrontare con serietà questo “cadeau empoisonné” che la precedente Giunta ci ha consegnato. Noi vogliamo che il Casinò e i suoi dipendenti possano continuare a esistere, perché riteniamo che la Casa da gioco sia una risorsa per la Valle d’Aosta”.

 

 

Il Capogruppo del PD-SVdA Jean-Pierre Guichardaz, ha evidenziato: “Il Casinò è stato usato come un grimaldello politico. Su questo Piano la nuova maggioranza ha investito la propria credibilità e la propria tenuta; un documento di cui ogni pagina è costata tremila euro, mentre il precedente rientrava negli incarichi dell’ex Amministratore unico e conteneva analisi e dati precisi. Questo invece è un brogliaccio che si vanta di inventarsi soluzioni. La Giunta può dirci quanto è stato speso per la pletora di consulenti? Il Piano ha una fattibilità relativa, forse solo per quanto attiene alla riorganizzazione del personale; è un documento che ha unito le tessere di un puzzle di esperti scoordinati e che raggruppa azioni scontate. Invece di orientarsi sulla manfrina dei prestiti bancari, si sarebbe potuto valutare un mutuo con Finaosta; l’emendamento di oggi di sette milioni serve per le fideiussioni. Servono una vera condivisione, l’invocata trasparenza e soprattutto la reale voglia di rilanciare il Casinò. La Giunta deve avere il coraggio di fare un passo indietro ammettendo i propri errori. Deve dire ai valdostani che costa molto di più chiudere un’azienda del genere anziché tenerla in vita”.

 

 

Il Capogruppo dell’UVP Alessandro Nogara ha sottolineato: “Il Piano del 2013 non ha ottenuto gli obiettivi auspicati, per quanto sia stato scritto bene. Sono i fatti a parlare, mentre in questi anni si è detto tutto e il contrario di tutto. Questa maggioranza si è affidata a professionisti per la redazione di un Piano efficace. Gli esperti sostengono che il gioco lavorato non attiri più la clientela, ben più orientata alle slot: non possiamo che credere a queste affermazioni, perché non abbiamo le competenze per contraddire i professionisti. La mission di tutti i Consiglieri è quella di salvare la Casa da gioco e tutelare i lavoratori. Nessuno ha la sfera di cristallo, aspettiamo i risultati.  Un errore del passato è stato di non attuare i Piani per non risultare impopolari. Nel Piano di cui discutiamo oggi ci sono le possibilità per rilanciare i ricavi pur salvaguardando i dipendenti. Stiamo facendo tutto ciò che ci è possibile per raddrizzare la barca. Non abbiamo fatto un ribaltone, ma abbiamo fatto ciò che si doveva. I pareri pro veritate sono per l’appunto pareri, non sono testi sacri. Ci siamo presi a cuore la questione, ci stiamo anche giocando la nostra credibilità e abbiamo corso contro il tempo per rispettare le scadenze”.

 

 

Il Consigliere del M5S Roberto Cognetta ha annunciato il voto contrario sul Piano: “Nel 2012 il Casinò ha portato una perdita di 18 milioni di euro, nel 2013 di 21 milioni, nel 2014 di 19 milioni, nel 2015 di 18 milioni, nel 2016 intorno ai 40 milioni. Nel 2012 la Regione dette 10 milioni, nel 2014 fu votata la ricapitalizzazione di 60 milioni, senza però prevedere nessuna riorganizzazione: soldi buttati perché non sono serviti a nulla. Nel 2015 si danno altri 20 milioni e nel 2016 non si concedono i famosi 44 milioni proposti dalla Giunta Rollandin: non preoccupatevi, li diamo ora con questo Piano. Già Frigerio disse che bisognava azzerare i contratti dei lavoratori e non sono stati toccati: cosa farà l’amministratore Di Matteo? Oggi dovrei dare il mio sì al Piano in coerenza con quanto approvato, anche da me, con la legge regionale n. 2, ma questo non è un Piano di ristrutturazione, e su questo siamo tutti d’accordo. Tutti quanti hanno delle colpe – dai lavoratori, ai Sindacati alla politica -, ma nessuno vuole veramente risolvere la situazione. Perché si tratta di un bacino di tremila voti che, purtroppo, è costato dal 2012 ad oggi 170 milioni di euro. Ma non c’è una reale idea su come risolvere il problema: politicamente non c’è nessuno in grado di farlo e questa è una sconfitta di tutta la collettività. Quello che ci ha distrutto è stata l’abbondanza di soldi: nessuna idea ma tante risorse. Oggi, forse, sarebbe il momento di averla un’idea”.

 

 

Il Consigliere Nello Fabbri (UVP) ha auspicato che il Piano “riesca a risolvere almeno in parte i problemi. Oggi siamo qui per cercare di porre rimedio alla situazione gravissima in cui versa da anni la società del Casinò. Occorre avere rispetto, che deve essere reciproco, deve essere rivolto a tutti gli attori, compresi i cittadini valdostani. Rispetto vuol dire presentare un Piano che dia sostenibilità e sostegno a una situazione che rischia di cadere nel baratro. Questo è un Piano che assicura rispetto ai cittadini, applicando le leggi, sia nazionali sia regionali. L’aspetto innovativo e qualificante è la previsione che venga raggiunto l’equilibrio di bilancio prima di iniettare la liquidità. Il Piano si fonda su basi solide e ragionevoli, che fanno ben sperare per la sua concretizzazione; riconosce le potenzialità dell’azienda e la grande professionalità di chi vi opera. I lavoratori devono essere stimolati a salvare l’azienda. È un compito difficile, ma va assolutamente compiuto. Questa è una società fondamentale per la Valle d’Aosta, sono stati investiti milioni di denaro pubblico: non si può non cercarne il rilancio. Il compito della politica è legiferare e controllare l’applicazione delle norme, ma poi si ferma qui. L’applicazione del Piano spetta invece ai vari soggetti. L’augurio è di trovare un accordo per trovare una soluzione per un rilancio della Casa da gioco”.

 

 

I lavori sono sospesi e riprenderanno oggi, mercoledì 24 maggio, alle ore 9.00, con la ripresa del dibattito sul Piano di ristrutturazione aziendale della Casinò spa.

 

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