“Ciò che è emerso dalla discussione di questa mattina è che sembra sia mancato l’ascolto delle voci dei principali rappresentati delle associazioni del settore da parte del governo nel percorso
“Ciò che è emerso dalla discussione di questa mattina è che sembra sia mancato l’ascolto delle voci dei principali rappresentati delle associazioni del settore da parte del governo nel percorso di riforma.
Con gli enti locali, le associazioni di categoria e il terzo settore, abbiamo posto dall’inizio l’esigenza di una riforma organica e non per pezzi. Fin dall’inizio, abbiamo colto tale necessità e proposto delle leggi per superare la stratificazione normativa che ci trasciniamo dal 2003 (fatta per far uscire dall’illegalità gran parte del settore). Questa stratificazione non aveva mai avuto un disegno organico e aveva lasciato spazi troppo grandi che hanno permesso l’infiltrazione di organizzazioni criminali in questo settore.
Dati confermati anche da un ricerca della Commissione antimafia che non aveva demonizzato assolutamente le associazioni e le imprese del settore ma aveva spiegato che in questo settore servivano delle regole diverse per tenere fuori dal settore i criminali che operavano danneggiando il settore stesso e di migliaia di cittadini per lucrare e riciclare denaro proveniente da altri settori illegali. Questa questione è stata messa sul tavolo attraverso altri due convegni simili a questo proprio per attenzionare il governo rispetto questa problematica, avvertendo che scegliendo di spacchettare il settore occupandosi prima dell’online e poi del gioco fisico i problemi emergeranno.
Gli altri paesi europei presentano altri esempi su come gestire la situazione: il Regno Unito ha aumentato le tasse sull’online, parificando l’online rispetto al gioco fisico. Altra strategia vincente sarebbe l’impiego degli strumenti digitali per la tutela dei giocatori.
L’ideale sarebbe chiedere al Governo di fermarsi e di ragionare non solo con i rappresentanti delle associazioni ma anche con chi con queste proposte le ha già fatte da tempo.
Nella delega fiscale – con un mio emendamento – avevamo introdotto un emendamento sull’accesso ai dati; un tema che nei decreti attuativi è stato bypassato. Il Direttore Alesse, lo scorso anno, ha adottato un regolamento che negava l’accesso ai dati a chiunque e per qualsiasi motivazione per questione di privacy per garantire la libera concorrenza. Il Partito democratico continuerà a chiedere i dati tramite interrogazioni parlamentari e le metteremo a disposizione dei comuni, delle regioni e delle associazioni che permettono di avere un’idea molto più ampia della distribuzione sul territorio.
Credo, inoltre, che sia sbagliato che le regioni abbiano richiesto e anche ottenuto la compartecipazione a tutto il gettito fiscale delle entrate dai giochi. Penso sia una questione cuulturalmente ed etic amente molto sbagliata e che le mette in enorme difficoltà nel momento in cui vogliono sostenere le scelte sostenute fino a questo momento.
Rispetto alle indiscrezioni sulla riforma del gioco fisico che circolano nell’ultimo periodo, il Partito democratico è assolutamente contrario e tenteremo di aver eun confronto trasversale con le altre forze politiche per provare a modificare il decreto prima ancora che arrivi in Parlamento”.
Lo ha dichiarto l’onorevole Stefano Vaccari (PD) nel corso del convegno “Le nuove regole del gioco. Tra riordino e nuovi bandi” che si è svolto questa mattina presso la Sala della Lupa Palazzo Montecitorio.
PressGiochi






