Il mercato del gioco online illegale negli Stati Uniti ha raggiunto nel 2025 un valore stimato di 97,4 miliardi di dollari di GGR, in aumento del 45,2% rispetto ai 67,1
Il mercato del gioco online illegale negli Stati Uniti ha raggiunto nel 2025 un valore stimato di 97,4 miliardi di dollari di GGR, in aumento del 45,2% rispetto ai 67,1 miliardi registrati nel 2024. È quanto emerge da una nuova analisi di Gaming Compliance International (GCI) commissionata dalla Campaign for Fairer Gambling (CFG).
La crescita del comparto non regolamentato è risultata quasi doppia rispetto a quella del mercato legale, il cui GGR è passato da 23 a 28,3 miliardi di dollari, con un incremento del 23%.
Secondo lo studio, il GGR complessivo del gioco online statunitense, considerando operatori autorizzati e non autorizzati, è quindi salito da 90,1 miliardi di dollari nel 2024 a 125,6 miliardi nel 2025, con una crescita del 39,4%.
Le stime confermano e ampliano il quadro già emerso dalle precedenti analisi di Yield Sec/GCI: nel 2024 gli operatori illegali rappresentavano circa il 74% del mercato online statunitense, generando 67,1 miliardi di dollari contro i 23 miliardi del comparto regolamentato.
Sulla base delle nuove stime, gli operatori privi di licenza rappresenterebbero ora circa il 77% del GGR online statunitense, rispetto al 74% dell’anno precedente.
Il dato mette in discussione, secondo GCI e CFG, l’efficacia della progressiva apertura dei mercati statali al gioco online regolamentato. La legalizzazione delle scommesse sportive e, in alcuni Stati, dei casinò online non avrebbe infatti impedito la crescita delle piattaforme offshore e degli operatori non autorizzati.
La lettura del fenomeno resta tuttavia fortemente condizionata dalla metodologia e dalla natura della fonte: la ricerca è stata commissionata e finanziata dalla Campaign for Fairer Gambling, organizzazione che sostiene una linea critica nei confronti dell’espansione del mercato del gioco.
Lo studio utilizza anche un indicatore denominato Loss Ratio, che rapporta il GGR pro capite al reddito pro capite, con l’obiettivo di misurare il peso delle perdite da gioco rispetto al reddito.
Nel 2025, gli Stati che consentono sia le scommesse sportive online sia il casinò online hanno registrato un Loss Ratio medio dell’1,38%. Il dato scende allo 0,99% negli Stati in cui è regolamentato soltanto il betting online e allo 0,44% negli Stati privi di un’offerta regolamentata di scommesse e casinò online.
Il dato nazionale si è attestato allo 0,83%, contro lo 0,62% del 2024. Anche nei mercati privi di legalizzazione, tuttavia, il rapporto evidenzia una presenza significativa del gioco non regolamentato.
Tra i singoli Stati, la Louisiana presenta il più elevato rapporto tra spesa per il gioco e reddito e, secondo la ricerca, anche il più alto peso della componente non regolamentata.
In West Virginia, dove sono legali sia le scommesse sportive online sia il casinò online, il Loss Ratio complessivo raggiunge invece l’1,57%. Di questo valore, 0,87 punti percentuali vengono attribuiti dal rapporto al segmento non regolamentato.
Particolarmente significativo anche il caso della California, dove né le scommesse sportive online né i casinò online sono legalizzati. Qui il Loss Ratio è pari allo 0,43% e, secondo GCI, l’intero valore è riconducibile ad attività non regolamentate.
Per Derek Webb, finanziatore della Campaign for Fairer Gambling, i risultati dimostrerebbero che la priorità dovrebbe essere il contrasto agli operatori illegali, piuttosto che un’ulteriore espansione dell’offerta regolamentata.
La posizione di CFG si inserisce in un dibattito già acceso negli Stati Uniti sull’efficacia della legalizzazione come strumento per sottrarre consumatori al mercato offshore. Le precedenti analisi di Yield Sec avevano già evidenziato la forte sproporzione tra operatori legali e illegali: nel 2024 erano stati individuati 917 operatori online illegali rivolti agli utenti statunitensi, contro appena 95 operatori autorizzati.
Il nuovo rapporto sostiene quindi che la sola regolamentazione non sia sufficiente a ridurre il mercato illegale e indica in monitoraggio, enforcement e contrasto ai soggetti non autorizzati gli strumenti necessari per ridurne il peso.
La fotografia fornita da GCI mostra in ogni caso la dimensione raggiunta dal gioco online negli Stati Uniti. Il passaggio da 90,1 a 125,6 miliardi di dollari di GGR complessivo in un solo anno evidenzia un’espansione molto significativa del mercato, all’interno della quale la componente illegale continua a rappresentare la quota maggioritaria.
Il dato va però letto con cautela: non si tratta di statistiche ufficiali delle autorità statunitensi, ma di una stima elaborata da GCI sulla base della propria attività di intelligence e commissionata da un’organizzazione che si oppone all’espansione del gioco d’azzardo. Anche i precedenti rapporti della stessa filiera di ricerca hanno utilizzato metodologie proprietarie per stimare la dimensione del mercato offshore.
La crescita del mercato non regolamentato resta così uno dei principali nodi della politica statunitense sul gioco online: mentre gli Stati ampliano progressivamente l’offerta autorizzata, una parte ancora molto consistente della spesa dei consumatori continua, secondo le stime disponibili, a raggiungere operatori al di fuori del sistema regolamentato.
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