19 Maggio 2026 - 17:21

USA, il gaming cresce ma le scommesse sportive rallentano: pesano nuovi competitor e margini in calo

Il settore del gioco commerciale negli Stati Uniti continua a espandersi, ma con segnali contrastanti tra i diversi comparti. A febbraio, secondo i dati diffusi dall’American Gaming Association, i ricavi

20 Aprile 2026

Il settore del gioco commerciale negli Stati Uniti continua a espandersi, ma con segnali contrastanti tra i diversi comparti. A febbraio, secondo i dati diffusi dall’American Gaming Association, i ricavi complessivi sono aumentati del 4,6% su base annua. Un risultato positivo che però nasconde una dinamica meno brillante per il segmento delle scommesse sportive.

Proprio i bookmaker registrano una flessione: i ricavi degli sportsbook sono diminuiti di circa il 6% rispetto allo stesso mese del 2025. A incidere è stato soprattutto un calo dell’hold – sceso al 9,24% – dovuto a esiti favorevoli ai giocatori che hanno ridotto i margini degli operatori. Ma non è solo una questione tecnica: cresce infatti la pressione competitiva di nuovi attori.

Il mercato appare sempre più diviso. Da un lato, il gioco online continua a correre: l’iGaming segna un balzo del 25%, raggiungendo 976,3 milioni di dollari, pari a circa un quarto dei 4 miliardi generati dai casinò tradizionali. Dall’altro, le strutture terrestri mostrano segnali di stabilizzazione, con ricavi in aumento del 3,9% e una crescita del 5% nei giochi da tavolo, il primo incremento mensile da ottobre.

Questa solidità complessiva ha compensato solo in parte le difficoltà delle scommesse sportive, i cui ricavi sono scesi del 6,4% a 1,17 miliardi di dollari. Un dato che si inserisce in un trend più ampio: il volume delle giocate (handle) è in calo per il quarto mese consecutivo.

A preoccupare il settore è soprattutto l’ascesa dei cosiddetti “prediction markets”, piattaforme che offrono contratti legati a eventi sportivi simili alle scommesse tradizionali, come player props e multiple. A differenza degli operatori autorizzati, queste realtà non operano sotto licenze statali e non contribuiscono al gettito fiscale del gaming regolamentato.

Secondo l’American Gaming Association, questa concorrenza “parallela” avrebbe già sottratto agli Stati circa 800 milioni di dollari di entrate fiscali, risorse che avrebbero potuto finanziare pensioni, programmi di gioco responsabile e altri servizi pubblici.

Nel complesso, il gaming regolamentato ha comunque generato 1,42 miliardi di dollari di entrate fiscali, in crescita del 10,5% su base annua. Tuttavia, l’associazione sottolinea come il potenziale sia frenato anche da altri operatori non soggetti a tassazione, tra cui le cosiddette “skill machines” e i siti di “sweepstakes casino”.

I dati di marzo saranno decisivi per capire se il calo delle scommesse sportive rappresenti un episodio isolato o l’inizio di una tendenza più strutturale. Un banco di prova importante è stato il torneo NCAA Tournament, durante il quale i prediction market hanno intensificato le campagne pubblicitarie. Se davvero stanno conquistando quote di mercato significative, l’impatto potrebbe emergere già nel prossimo aggiornamento mensile.

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