L’American Gaming Association (AGA) torna all’attacco dei mercati predittivi, sostenendo che la crescita delle piattaforme che offrono contratti “sì/no” sugli eventi, compresi quelli sportivi, abbia già causato una perdita superiore
L’American Gaming Association (AGA) torna all’attacco dei mercati predittivi, sostenendo che la crescita delle piattaforme che offrono contratti “sì/no” sugli eventi, compresi quelli sportivi, abbia già causato una perdita superiore a 1 miliardo di dollari in entrate fiscali per gli Stati americani e le comunità tribali.
Secondo il presidente e CEO dell’associazione, Bill Miller, queste piattaforme operano di fatto come operatori di scommesse sportive, ma senza essere soggette alle stesse regole, licenze e imposte previste a livello statale. Per questo motivo, l’AGA le definisce una forma di “sports betting dalla porta di servizio”.
Al centro della controversia c’è la natura giuridica dei contratti sugli eventi sportivi: da un lato le società del settore sostengono che si tratti di strumenti finanziari regolati a livello federale; dall’altro, le autorità del gioco e diversi Stati ritengono che siano vere e proprie scommesse sportive.
La disputa ha già portato a numerose azioni legali contro operatori come Kalshi, Polymarket e Crypto.com. Nel frattempo alcuni Stati stanno valutando l’introduzione di tasse e licenze specifiche per il settore, nel tentativo di recuperare gettito fiscale e riportare queste attività all’interno di un quadro normativo più definito.
Per Miller, la questione non riguarda soltanto l’industria del gioco, ma le risorse che Stati e tribù potrebbero destinare a infrastrutture, servizi pubblici e progetti per le comunità locali.
PressGiochi
Fonte immagine: https://depositphotos.com/it






