Questa mattina a Genova si è svolto il convegno “Universo azzardo. Quanto ci costa in termini umani ed economici”, appuntamento annuale promosso dalla campagna nazionale Mettiamoci in gioco e dedicato
Questa mattina a Genova si è svolto il convegno “Universo azzardo. Quanto ci costa in termini umani ed economici”, appuntamento annuale promosso dalla campagna nazionale Mettiamoci in gioco e dedicato all’analisi delle conseguenze sociali, economiche e sanitarie legate al fenomeno dell’azzardo. L’incontro ha riunito rappresentanti delle istituzioni, associazioni, esperti e operatori del settore per fare il punto sull’evoluzione di un comparto che continua a registrare numeri in crescita e a sollevare interrogativi sul piano della tutela dei cittadini e della sostenibilità sociale.
Nel corso del convegno sono stati approfonditi i principali nodi aperti del settore, dall’assenza di una disciplina organica nazionale alla crescita della raccolta – che nel 2025 ha raggiunto la cifra record di oltre 165 miliardi di euro – fino alle conseguenze sociali e sanitarie che continuano a interessare migliaia di persone e famiglie.
I lavori sono stati aperti da Armando Zappolini, portavoce nazionale della campagna, e hanno visto la partecipazione di relatori impegnati da tempo sul tema tra questi Luciano Gualzetti, presidente della Consulta nazionale antiusura Giovanni Paolo II, Enrico Malferrari, presidente di Conagga.
All’inizio dei lavori ha preso la parola Mons. Marco Tasca, Arcivescovo di Genova: “La Campagna Nazionale Mettiamoci in gioco ci dà l’occasione per ragionare su un problema che si sta espandendo enormemente. L’azzardo è in costante evoluzione e coinvolge un numero crescente di giovani che, con la complicità di strumenti tecnologici, può sfociare nella dipendenza. A ciò si aggiungono altri elementi quali l’isolamento, il disagio relazionale. L’impegno di Mettiamoci in gioco è prezioso e merita di essere sostenuto.
Occorre diffondere la consapevolezza tra le persone che l’azzardo non è un gioco, quindi è necessario favorire la prevenzione per tutelare le fasce più deboli e vulnerabili. Solo attraverso la collaborazione tra scuole, istituzioni, associazioni e famiglie sarà possibile affrontare questo fenomeno complesso”.
L’onorevole Lorenzo Basso ha contribuito così al dibattito:“Oggi l’azzardo è diventato un sistema economico. Molto diverso dal passato quando l’azzardo consisteva unicamente nell’andare al casinò e partecipare alla lotteria di capodanno. Un azzardo che c’era ma era limitato. Oggi è un vero e proprio mercato economico. Un mercato che ha delle regole ben chiare che riducono il giocatore ad una vittima.
La politica e le istituzione hanno il dovere di riconoscere che oggi esistono nuove responsabilità proprio in virtù di questo sistema che è cambiato. La prima responsabilità è quella di non accettare la compartecipazione delle regioni alle entrate erariale dal gioco”.
Sul tema “Il gioco irresponsabile: leggere l’azzardo in Italia al tempo dei divieti” è intervenuto Marzio Govoni, Presidente ISSCON Federconsumatori Modena: “La Liguria vive una crisi del gioco d’azzardo, ha i dati peggiori del Nord Italia. Ci sono comuni che hanno dati anomali da anni ma che non vengono correttamente esaminati.
C’è un fenomeno che deve essere indagato per dare anche corpo: dove c’è turismo spesso sono in circolazione dei capitali in nero, c’è un pezzo di economia irregolare che potrebbe trovare terreno fertile nell’azzardo”.
Ad intervenire anche Maria Luisa Centofanti , Consigliera Comunale di Genova, che ha affermato: “Confesso che questo tema mi stava particolarmente a cuore, perché quello dei diritti delle persone è uno degli aspetti che l’amministrazione comunale di Genova ha posto al centro delle proprie linee programmatiche. Siamo quindi pienamente dentro una questione che riguarda i diritti.
Sono lieta che questo convegno si svolga proprio a Genova. Una città che, come è stato ricordato, è da sempre luogo di incontro tra culture e persone diverse, una città dell’accoglienza e delle relazioni. Il nostro è un territorio caratterizzato da una forte pluralità culturale e sociale.
Mi ha fatto piacere sentire richiamato anche il ruolo dei Comuni nell’affrontare il tema dell’azzardo. È un richiamo importante e tutt’altro che secondario. Quando persino il Papa richiama la politica alle proprie responsabilità significa che il problema ha assunto una dimensione significativa.
Come amministratrice locale mi sento direttamente chiamata in causa. In questa sfida nessuno può sentirsi estraneo. Gli aspetti coinvolti sono talmente numerosi e complessi che nessuno può considerarsi fuori da questa battaglia. L’azzardo viene spesso presentato come una risposta a un bisogno primario: quello di essere felici, di stare bene. Si alimenta l’illusione che giocando si possa ottenere il denaro necessario per migliorare la propria vita. È una contraddizione enorme.
Per questo credo sia importante chiamare le cose con il loro nome. Non parliamo semplicemente di gioco. Parliamo di azzardo. Un fenomeno che può compromettere la libertà delle persone e condizionare profondamente la loro esistenza. Desidero ringraziare tutte le associazioni impegnate su questo fronte. Il lavoro che svolgete è enorme e richiede una capacità costante di fare rete. Attorno all’azzardo si intrecciano infatti molte altre problematiche: la casa, la sicurezza, le fragilità sociali, i giovani. È un fenomeno che coinvolge l’intera comunità. Per questo raccolgo l’invito a ‘metterci in gioco’: dobbiamo farlo davvero. Il Comune di Genova è presente e disponibile a collaborare. La nostra volontà è quella di fare tutto il possibile, anche dal punto di vista politico e istituzionale, per contrastare questo fenomeno”.
Nel pomeriggio l’incontro proseguirà con un confronto fra i vari coordinamenti regionali della campagna, che hanno un ruolo importante proprio a livello locale per promuovere azioni di studio, informazione, prevenzione.
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