15 ottobre 2019
ore 02:09
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Università di Catania. Il 64% degli studenti gioca d’azzardo

Il 64,3 % dei giovani degli Istituti superiori catanesi – di età compresa tra i 16 e i 20 anni – gioca d’azzardo. Tra questi ben il 15,10% è un giocatore “a moderato rischio”, l’1,60% è “ad alto rischio”, il 29,20% a rischio basso. Il 18,4 % non corre allo stato attuale alcun rischio di diventare “giocatore patologico”. E’ la fotografia attuale della situazione relativa alla problematicità del gioco d’azzardo nei giovani catanesi, realizzata nell’ambito del progetto “Gioco d’azzardo, indebitamento e usura. Un programma di studio e consulenza alle vittime”, promosso dal dipartimento di Scienze umanistiche dell’Università di Catania in collaborazione con i Servizi per le Tossicodipendenze (Sert) dell’Asp di Catania e con l’associazione antiusura “Obiettivo Legalità”.
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Università di Catania. Il 64% degli studenti gioca d’azzardo

Il 64,3 % dei giovani degli Istituti superiori catanesi – di età compresa tra i 16 e i 20 anni – gioca d’azzardo. Tra questi ben il 15,10% è un giocatore “a moderato rischio”, l’1,60% è “ad alto rischio”, il 29,20% a rischio basso. Il 18,4 % non corre allo stato attuale alcun rischio di diventare “giocatore patologico”.

E’ la fotografia attuale della situazione relativa alla problematicità del gioco d’azzardo nei giovani catanesi, realizzata nell’ambito del progetto “Gioco d’azzardo, indebitamento e usura. Un programma di studio e consulenza alle vittime”, promosso dal dipartimento di Scienze umanistiche dell’Università di Catania in collaborazione con i Servizi per le Tossicodipendenze (Sert) dell’Asp di Catania e con l’associazione antiusura “Obiettivo Legalità”.

Dalle 350 interviste effettuate dai ricercatori nelle scuole superiori della Provincia catanese emerge inoltre che i maschi scommettono di più delle femmine (77,8% contro il 47,2%) e che tutti i giocatori problematici del campione sono maschi.

Il progetto – condotto per l’Ateneo catanese dai docenti Salvatore Castorina e Giuseppina Mendorla – sarà presentato alla stampa domani, mercoledì 17 giugno, alle 11, nei locali del Palazzo centrale. Saranno presenti il rettore Giacomo Pignataro, il direttore del Disum Giancarlo Magnano San Lio, il prof. Castorina, il rappresentante dell’Asp Catania (dipartimento Salute Mentale Area Dipendenze patologiche) Sergio Amico e il rappresentante di “Obiettivo Legalità” Manfredi Zammataro.

Nei mesi scorsi i ricercatori hanno inoltre effettuato una serie di interviste nelle sale da gioco a 400 soggetti, ai quali è stato proposto il Gambling Test (che serve a stabilire l’indice di gioco problematico), dal quale è risultato che ben il 20% del campione è ‘patologico’ e che il 7 % circa dei presenti all’interno delle sale era addirittura minorenne, in contrasto con le disposizioni di legge.

Partendo da questi drammatici dati e dalla consapevolezza che l’indebitamento da gioco porta anche ad un aumento del fenomeno dell’usura (i debiti di gioco sono diventati il terzo motivo di ricorso a prestiti ad usura), il progetto intende fornire un supporto psicologico alle vittime di questi fenomeni. Attraverso il numero verde gratuito 800 592 826 e un sito internet dedicato (www.giocoeazzardo.it) che presenta un test autovalutativo già compilato da diverse centinaia di visitatori, infatti, il giocatore patologico potrà chiedere gratuitamente e anonimamente consulenza e supporto psicologico, psichiatrico, legale e ricevere eventualmente un sostegno sulle modalità di accesso al fondo antiracket e antiusura e anche consulenza sulla gestione del risparmio e dei conti correnti e consulenza su problematiche economiche e finanziarie. Il ventaglio delle consulenze riguarda anche altre nuove dipendenze, quali l’Internet addiction e lo shopping compulsivo.

Il problema del gioco d’azzardo in Italia tocca in particolar modo le Regioni meridionali, in particolare le fasce più deboli della popolazione: strati sociali medio bassi, poveri e disoccupati, secondo uno studio del 2008 del Consiglio nazionale dell’Economia e del Lavoro. Il tutto con conseguenze devastanti per le vittime: disagi economici che sfociano in povertà, problemi abitativi, comportamenti criminali, rottura delle relazioni (separazioni e divorzi), assenteismo dal lavoro e vari problemi di natura psicofisica che nei casi più drammatici può sfociare addirittura in pensieri di suicidio.

PressGiochi

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