Un’azienda di gioco online dovrà pagare 609.104 sterline a seguito di un’indagine della Gambling Commission britannica che ha evidenziato carenze in materia di antiriciclaggio (AML) e responsabilità sociale. QuinnBet (Gibraltar)
Un’azienda di gioco online dovrà pagare 609.104 sterline a seguito di un’indagine della Gambling Commission britannica che ha evidenziato carenze in materia di antiriciclaggio (AML) e responsabilità sociale. QuinnBet (Gibraltar) Limited pagherà tale somma nell’ambito di un accordo transattivo con l’Autorità.
L’indagine è stata avviata dopo che una verifica di conformità aveva evidenziato carenze nei sistemi antiriciclaggio e nelle misure di responsabilità sociale.
Per quanto riguarda la responsabilità sociale, le carenze hanno riguardato innanzitutto la gestione dei clienti più giovani. L’operatore utilizzava infatti una procedura manuale che consentiva ai clienti di età compresa tra 18 e 24 anni di superare i limiti di deposito fissati proprio per questo gruppo, considerato potenzialmente vulnerabile. I controlli adottati si sono inoltre rivelati inefficaci nell’individuare e segnalare tempestivamente alcuni importanti indicatori di possibile rischio di gioco problematico, tra cui depositi elevati, sessioni brevi e caratterizzate da un’elevata frequenza di gioco, aumento delle puntate, numero di scommesse e volume complessivo delle giocate. In un caso, per esempio, un cliente ha potuto effettuare circa 4.800 scommesse in un solo giorno e 7.000 il giorno successivo senza che il comportamento venisse individuato e sottoposto a verifica. In un altro caso, dopo una vincita significativa, le puntate di un cliente sono aumentate fino a raggiungere oltre 215.000 sterline in una sola giornata, con diverse scommesse superiori a 5.000 sterline. Anche questa situazione non è stata rilevata immediatamente, ma soltanto il giorno successivo, quando è stato prodotto un apposito report. La Commissione ha inoltre rilevato che i sistemi non garantivano sempre l’individuazione tempestiva degli indicatori di rischio e l’attivazione degli interventi manuali o automatizzati necessari. Infine, non era assicurato in modo efficace che tutti i clienti che raggiungevano la soglia prevista fossero sottoposti al controllo semplificato della vulnerabilità finanziaria.
Per quanto riguarda invece gli obblighi antiriciclaggio (AML), la Commissione ha riscontrato controlli insufficienti nell’individuazione e nella gestione tempestiva dei rischi associati ai clienti che mostravano livelli di spesa sproporzionati rispetto alle proprie disponibilità economiche. In un caso particolarmente significativo, un cliente aveva fornito buste paga che indicavano un reddito mensile di circa 2.000 sterline, ma era stato comunque in grado di depositare e perdere 9.000 sterline nell’arco di soli quattro giorni. Sono state inoltre riscontrate carenze nella verifica della provenienza dei fondi: alcuni clienti hanno potuto depositare somme considerevoli senza che fosse stata adeguatamente accertata la legittima origine del denaro attraverso la procedura di Source of Funds (SoF). Infine, i controlli interni non erano sufficientemente efficaci nel garantire che le segnalazioni di attività sospette (Suspicious Activity Reports, SAR) venissero presentate tempestivamente, non appena fossero emersi elementi sufficienti a far sorgere un ragionevole sospetto.
John Pierce, direttore dell’enforcement della Commissione, ha dichiarato: «Questo caso evidenzia le gravi conseguenze del fare affidamento su sistemi e controlli che non sono in grado di individuare e affrontare abbastanza rapidamente gli indicatori di rischio per i clienti e di criminalità finanziaria. Ci aspettiamo che gli operatori garantiscano che le loro misure di salvaguardia siano efficaci nella pratica, al fine di proteggere i consumatori e tenere la criminalità fuori dal settore del gambling.In questo caso, l’operatore ha riconosciuto le problematiche e ha intrapreso immediatamente azioni per apportare significativi miglioramenti ai propri sistemi e controlli. Ciò ha incluso il rafforzamento delle politiche e delle procedure AML e il miglioramento delle modalità con cui vengono individuati e gestiti gli indicatori di rischio.Ci aspettiamo che gli operatori traggano insegnamento da questo caso e leggano la dichiarazione pubblica, affinché non commettano gli stessi errori. Il nostro obiettivo principale è garantire che gli operatori rispettino gli standard che ci aspettiamo e, laddove ciò non avvenga, adotteremo le necessarie misure regolamentari.»
PressGiochi
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