Per quanto sia sorprendente, un nuovo studio pubblicato sul British Medical Journal parla dei potenziali pericoli del nuovo modello di finanziamento per la ricerca sul gioco d’azzardo, in quanto i
Per quanto sia sorprendente, un nuovo studio pubblicato sul British Medical Journal parla dei potenziali pericoli del nuovo modello di finanziamento per la ricerca sul gioco d’azzardo, in quanto i ricercatori temono che l’industria possa avere troppa voce in capitolo nei risultati della ricerca se non esiste una governance adeguata.
Si tratta, a nostro avviso, di un modo eccessivo di mettere le mani avanti, o peggio ancora una pretesa assurda di voler gestire in piena autonomia le risorse in arrivo.
Come sappiamo, ad aprile in UK è entrata in vigore l’obbliga per gli operatori di gioco di versare una percentuale del loro reddito lordo al governo, che, a sua volta, dividerà il denaro e lo amministrerà per promuovere varie opzioni di prevenzione e trattamento dei danni del gioco d’azzardo, nonché per la ricerca.
Ebbene, se da un lato l’industria ha avvertito (non si sa bene su quali basi) che il cambiamento nei finanziamenti potrebbe rafforzare il mercato nero, il British Medical Journal ha fatto di peggio affermando che “la ricerca sul gioco patologico finanziata dalla nuova imposta è destinata al fallimento a causa dell’influenza dell’industria”.
Il problema, secondo gli studiosi, è che la UK Research and Innovation (UKRI), l’organismo responsabile della ricerca sul gambling, consentirà agli addetti ai lavori del settore di assumere ruoli di co-leadership, al fine di acquisire maggiori informazioni sulle attività delle società di gioco stesse e una vasta quantità di dati incentrati sui giocatori. In sostanza, il timore è che gli operatori di settore possano influenzare i risultati delle indagini, dimenticando però che essi da tanti anni finanziano un’entità autorevole ed efficace come GambleAware, che ora, non a caso, sta chiudendo i battenti.
Vi è poi il dubbio che i circa 100 mln di sterline che la tassa raccoglierà annualmente possano essere mal spesi. Ma se è vero che l’UKRI ha un raggio d’azione che va ben oltre il gioco d’azzardo, ritenere a priori che al suo interno non abbia una struttura in grado di indirizzare al meglio le risorse è a dir poco pretestuoso.
PressGiochi
Fonte immagine: Churchil-statue-Parliament-Square_by_Laurence-Norah






