Il contrasto al gioco d’azzardo illegale deve diventare una priorità per il legislatore britannico. È questo il messaggio lanciato da Grainne Hurst, CEO del Betting and Gaming Council (BGC), secondo
Il contrasto al gioco d’azzardo illegale deve diventare una priorità per il legislatore britannico. È questo il messaggio lanciato da Grainne Hurst, CEO del Betting and Gaming Council (BGC), secondo cui ogni cliente che abbandona il circuito regolamentato per rivolgersi agli operatori senza licenza rappresenta una perdita non solo per il settore, ma soprattutto per la tutela dei consumatori.
Nel suo intervento, pubblicato originariamente su PoliticsHome, Hurst risponde a quanti sostengono che le preoccupazioni legate al mercato nero del gioco siano eccessive. Secondo la CEO del BGC, anche ipotizzando che gli operatori illegali rappresentino meno del 10% del mercato britannico, il fenomeno rimane di dimensioni tali da richiedere un’azione immediata.
Ogni mese, infatti, circa 22,5 milioni di adulti nel Regno Unito effettuano almeno una scommessa. Se una quota significativa delle puntate viene indirizzata verso piattaforme prive di licenza, significa che centinaia di migliaia di consumatori stanno giocando al di fuori di qualsiasi sistema di protezione previsto dalla normativa britannica.
Il BGC sottolinea come gli operatori autorizzati investano costantemente in strumenti di gioco responsabile, tecnologie per l’individuazione precoce dei comportamenti a rischio e procedure di intervento dedicate ai giocatori vulnerabili. L’industria regolamentata, evidenzia Hurst, riconosce pienamente la propria responsabilità nella prevenzione del gioco problematico e continua a collaborare con autorità, governo e organizzazioni del terzo settore per rafforzare le misure di tutela.
Diversa è invece la situazione nel mercato illegale. Gli operatori privi di licenza non sono sottoposti al controllo della Gambling Commission, non aderiscono ai programmi di autoesclusione come GAMSTOP, non sono obbligati a effettuare verifiche sull’età dei clienti né ad applicare le normative antiriciclaggio. Inoltre, non contribuiscono al gettito fiscale del Regno Unito, non finanziano lo sport e non partecipano ai programmi destinati alla ricerca, alla prevenzione e al trattamento del gioco problematico.
Secondo il BGC, il rischio è destinato ad aumentare. Le stime elaborate dalla società di analisi H2 Gambling Capital indicano infatti che il volume delle puntate effettuate presso operatori illegali potrebbe passare da circa 17 miliardi di sterline nel 2025 a oltre 33 miliardi entro il 2028. Se questa tendenza dovesse confermarsi, nell’arco di tre anni quasi una sterlina su cinque giocata online finirebbe nelle casse di operatori non autorizzati.
Per Hurst, il dibattito sulla regolamentazione del settore non dovrebbe limitarsi all’introduzione di nuove restrizioni nei confronti degli operatori autorizzati, ma considerare anche le possibili conseguenze indesiderate. Regole eccessivamente restrittive, sostiene il BGC, potrebbero infatti spingere una parte dei consumatori verso piattaforme illegali che operano completamente al di fuori del quadro normativo.
L’associazione ribadisce di sostenere una regolamentazione efficace, purché sia proporzionata, fondata su dati concreti e costantemente monitorata per verificarne gli effetti reali sul mercato. L’obiettivo, secondo il Consiglio, deve essere quello di rafforzare il settore regolamentato senza favorire, anche indirettamente, la crescita dell’offerta illegale.
Per contrastare il fenomeno, il BGC propone un piano articolato in cinque punti. Tra le misure suggerite figurano un’azione più incisiva contro la pubblicità degli operatori illegali, la chiusura più rapida dei siti web privi di licenza, controlli più severi sui fornitori di servizi di pagamento che facilitano transazioni illecite, maggiori responsabilità per le aziende che supportano gli operatori illegali e un rafforzamento delle attività di contrasto nei confronti di chi offre servizi di gioco ai consumatori britannici in violazione della legge.
Il Governo ha recentemente istituito una Illegal Gambling Taskforce, iniziativa accolta positivamente dal BGC, che tuttavia ritiene necessario accompagnarla con interventi concreti e coordinati.
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