Il Department for Culture, Media and Sport (DCMS) del governo britannico ha avviato una consultazione pubblica sulla proposta di vietare le sponsorizzazioni sportive da parte di operatori del gioco d’azzardo
Il Department for Culture, Media and Sport (DCMS) del governo britannico ha avviato una consultazione pubblica sulla proposta di vietare le sponsorizzazioni sportive da parte di operatori del gioco d’azzardo privi di licenza. Inizialmente prevista per la primavera, la consultazione durerà otto settimane e arriva in un momento in cui gli operatori autorizzati chiedono misure più incisive contro la concorrenza degli operatori non autorizzati.
Il divieto, se approvato, impedirà ai loghi degli operatori offshore di comparire sulle divise delle squadre, sui cartelloni pubblicitari negli stadi e persino nei nomi di campionati, competizioni o impianti sportivi.
La consultazione individua due possibili modalità di attuazione della misura: la soluzione preferita dal governo prevede l’entrata in vigore del divieto ad agosto 2027, prima dell’inizio della stagione calcistica 2027/2028, mentre l’alternativa consiste in un’applicazione graduale che consentirebbe ai contratti di sponsorizzazione già in essere di rimanere validi fino ad agosto 2028. Secondo l’esecutivo britannico, l’introduzione del provvedimento nell’agosto 2027 permetterebbe di “ridurre al minimo le conseguenze commerciali e lasciare il tempo necessario per individuare sponsor alternativi legittimi”.
La consultazione raccoglierà i pareri sulla proposta di vietare ai club e alle organizzazioni sportive di stipulare accordi di sponsorizzazione con operatori del gioco che non siano titolari di una licenza rilasciata dalla Gambling Commission britannica. Questo tipo di accordi è particolarmente diffuso nel calcio inglese ed è finito sotto i riflettori dopo il ritiro dal mercato britannico dell’operatore white label TGP Europe, in seguito alla sanzione di 3,3 milioni di sterline inflitta dalla Gambling Commission.
Al momento il governo non intende estendere il divieto agli operatori che continuano a operare legalmente attraverso accordi di white label. Ha però annunciato che collaborerà con la UK Gambling Commission per valutare se sia opportuno rafforzare i controlli su questo modello operativo.
Con gli accordi white label, un operatore titolare di licenza UKGC offre servizi di gioco a distanza utilizzando il marchio commerciale di una terza parte.
La proposta si fonda su tre obiettivi principali:
Per introdurre il divieto il governo sta valutando il ricorso a una normativa secondaria, che attribuirebbe al Segretario di Stato il potere di regolamentare la pubblicità del gioco d’azzardo (previa approvazione del Parlamento). In questo scenario, la sottoscrizione di accordi con operatori privi di licenza potrebbe diventare un reato, con l’applicazione di sanzioni economiche giornaliere in caso di violazione.
In ogni caso, tutte le parti interessate avranno tempo fino al 9 settembre per presentare le proprie osservazioni nell’ambito della consultazione pubblica.
L’avvio della consultazione è stata accolta positivamente dal Betting and Gaming Council (BGC). Un suo portavoce ha infatti dichiarato: “Gli operatori privi di licenza non dovrebbero poter utilizzare lo sport britannico per promuovere il gioco illegale presso i consumatori del Regno Unito. Operano al di fuori del quadro normativo britannico, non offrono le tutele per i consumatori richieste agli operatori autorizzati ed espongono i clienti a rischi inutili.
Poiché il mercato nero continua a crescere, è giusto che il Governo intervenga per impedire agli operatori illegali di sfruttare sponsorizzazioni e pubblicità per acquisire credibilità e raggiungere i consumatori britannici.
Il Governo dovrebbe ora agire senza ulteriori ritardi per proteggere i consumatori. Attendiamo con interesse di contribuire in modo costruttivo alla consultazione e di sostenere misure efficaci che rafforzino il mercato regolamentato”.
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