18 Febbraio 2026 - 19:38

UIF, piano strategico 2026 – 2028: gioco d’azzardo tra le minacce abbastanza significative

L’Unità di Informazione Finanziaria (UIF) per l’Italia ha pubblicato il suo Piano Strategico 2026-2028. Nel documento si legge: “L’Analisi Nazionale dei rischi di riciclaggio e di finanziamento del terrorismo (NRA),

22 Gennaio 2026

L’Unità di Informazione Finanziaria (UIF) per l’Italia ha pubblicato il suo Piano Strategico 2026-2028.

Nel documento si legge: “L’Analisi Nazionale dei rischi di riciclaggio e di finanziamento del terrorismo (NRA), aggiornata dal Comitato di Sicurezza Finanziaria a fine 2024 ed estesa anche alla proliferazione delle armi di distruzione di massa, individua e valuta l’intensità delle minacce e delle criticità del sistema italiano, misura il rischio complessivo e quelli specifici delle aree geografiche e dei settori più esposti e indica gli interventi necessari per mitigarli.

Essa rappresenta pertanto il principale punto di riferimento per selezionare i fattori di contesto più rilevanti. In linea con il precedente esercizio, l’NRA conferma che il rischio di riciclaggio nel nostro Paese è molto significativo, mentre quello di finanziamento del terrorismo risulta abbastanza significativo.

L’NRA identifica come minacce molto significative corruzione, estorsione, evasione e reati tributari, narcotraffico, reati fallimentari e societari. Gioco d’azzardo, contrabbando e contraffazione, sfruttamento sessuale, traffico illecito di rifiuti, truffa e usura sono stati valutati di rilevanza abbastanza significativa. La criminalità organizzata è ampiamente attiva in tutti gli ambiti indicati, in particolare se collegati agli appalti e all’erogazione di fondi pubblici. Il diffuso utilizzo del contante e l’estensione dell’economia sommersa, caratteristici dell’economia italiana, amplificano i rischi in misura molto significativa.

Fra i destinatari della normativa antiriciclaggio, vulnerabilità relative molto significative sono state rilevate per gli agenti immobiliari, gli avvocati, i compro oro, i dottori commercialisti, le fiduciarie non vigilate dalla Banca d’Italia, gli operatori di gioco, gli IMEL e gli IP esteri, i prestatori di servizi in criptoattività. La limitata trasparenza della proprietà determina un rischio specifico molto significativo per i trust esteri.

L’analisi delle SOS evidenzia alcune casistiche connotate da una particolare rischiosità: il crescente ricorso alle criptoattività, l’utilizzo di IBAN virtuali e di conti di corrispondenza, l’indebita percezione di risorse pubbliche derivanti dal PNRR o di finanziamenti assistiti da garanzia pubblica”.

 

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