27 Settembre 2020 - 15:48

UE: Obiettivo digitalizzazione anche nel settore dei giochi e delle scommesse. Di Stefano Sbordoni

La Commissione europea la scorsa settimana ha reso pubblici i piani particolareggiati per il digitale, con l’obiettivo di creare un MERCATO UNICO DIGITALE con azioni mirate e specifiche entro il

12 Maggio 2015

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La Commissione europea la scorsa settimana ha reso pubblici i piani particolareggiati per il digitale, con l’obiettivo di creare un MERCATO UNICO DIGITALE con azioni mirate e specifiche entro il 2016. Ma perché nel 2015 si parla di mercato unico digitale? Ecco la risposta: la rivoluzione digitale, facendo leva sulla forza del mercato unico dell’UE deve essere il collante dell’Europa unita, aprendo nuove opportunità digitali a cittadini ed imprese. Ad oggi ancora troppi gli ostacoli alle operazioni online che impediscono ai cittadini di utilizzare una più vasta gamma di beni e servizi,  ed alle imprese che operano via Internet e alle start-up di trarre pieno vantaggio dalle opportunità di crescita offerte dal web.  Ed anche le pubbliche amministrazioni non possono fruire appieno degli strumenti digitali. L’obiettivo del mercato unico digitale mira ad abbattere le barriere regolamentari fino ad instaurare un unico mercato al posto dei 28 mercati nazionali ora esistenti. Si stima che un mercato unico digitale pienamente funzionante possa apportare all’economia europea un incremento di 415 miliardi di euro l’anno e creare centinaia di migliaia di nuovi posti di lavoro. Questa la strategia, individuata dalla Commissione su tre punti:

1) Migliorare l’accesso ai beni e servizi digitali in tutta Europa per i consumatori e le imprese, attraverso l’introduzione di norme intese ad agevolare il commercio elettronico transfrontaliero. Ciò include norme dell’UE armonizzate in materia di contratti e di tutela dei consumatori per gli acquisti online, sia di servizi che di beni materiali. I consumatori beneficerebbero di una più vasta gamma di diritti e di offerte, mentre le imprese venderebbero più facilmente in altri paesi dell’UE.

2) Creare un contesto favorevole e parità di condizioni affinché le reti digitali e i servizi innovativi possano svilupparsi;

3) Massimizzare il potenziale di crescita dell’economia digitale.

Sappiamo per i noti motivi, dalla esclusione dalla direttiva Bolkenstein in poi, che questo progetto probabilmente non contemplerà ufficialmente il settore dei giochi online, ma di certo non potrà non riguardarlo. L’equipe a capo di questo interessante progetto infatti sta effettuando un’analisi dettagliata del ruolo delle piattaforme online (motori di ricerca, social media, app store, ecc.) nel mercato, lamentando la mancanza di trasparenza dei risultati di ricerca e delle politiche in materia di prezzi, le modalità di utilizzo delle informazioni ottenute, le relazioni tra piattaforme e fornitori e la promozione dei propri servizi a scapito dei concorrenti e dei consumatori.  Nel settore dei giochi e scommesse sempre pronto a ricevere gli input delle richieste dei consumatori questi aspetti già in parte oggetto di normativa a livello di singoli stati membri (normative in tema di antiriciclaggio, tutela dei consumatori) potranno essere ben affrontati e sviluppati.  L’Italia, che è stata la prima a lanciare il gioco on line, dovrà essere protagonista nello sviluppo del Mercato Unico Digitale, favorendo la liquidità condivisa già in lavorazione tra Spagna e Francia, e rivedendo le concessioni a suo tempo ben impostate per un futuro contesto europeo, ma necessariamente da aggiornare. Molte le ipotesi di lavoro, ma da favorire sono certo quelle che ci riporterebbero all’avanguardia in un settore che unendo indissolubilmente web e sicurezza potrebbe essere il migliore banco di prova per l’ipotesi del mercato unico digitale. E chissà che le nuove licenze non possano addirittura prevedere, con un’adesione a moduli, la possibilità di offrire i propri servizi a tutti i cittadini dell’Unione Europea.

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