20 ottobre 2019
ore 05:44
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Udine. Pioggia di multe da oltre mille euro per le slot accese prima delle 10,00

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Udine. Pioggia di multe da oltre mille euro per le slot accese prima delle 10,00

Prima delle dieci di mattina e dopo l’una di notte l’utilizzo delle slot machine è vietato. A stabilirlo è una “vecchia” ordinanza firmata dal sindaco Sergio Cecotti nel 2007. Ma quasi nessuno lo sa. Così, soltanto nell’ultimo mese, la polizia amministrativa ha multato dodici locali. Ogni bar con le macchinette in funzione “fuori orario” ha ricevuto una multa di 1.116 euro. Una “mazzata” che ha colto di sorpresa la maggior parte degli esercenti che si è infatti giustificata dicendo di non conoscere il divieto.

L’obiettivo principale del primo cittadino, oltre a ridurre l’impatto dei giochi d’azzardo, era quello di contrastare l’utilizzo delle slot da parte degli studenti prima dell’inizio della scuola e il questore Claudio Cracovia ha voluto una serie di controlli mirati proprio nelle zone più frequentate da giovani e giovanissimi. «Da parte nostra abbiamo un occhio di riguardo alle tematiche giovanili – sottolinea il capo della Questura – e queste sono iniziative finalizzate a prevenire comportamenti che possono poi trasformarsi in disagio sociale». Gli agenti dell’amministrativa, coordinati dalla dirigente Graziella Colasanto, non si sono infatti limitati a monitorare l’utilizzo delle slot ma hanno controllato anche la vendita di alcolici, vietata ai minorenni. «In caso di malesseri di qualche ragazzino – precisa Cracovia – vogliamo essere informati in tempo, in modo da poter avviare accertamenti per capire dove e come ha bevuto. La legge vieta di somministrare alcolici a chi ha meno di 18 anni e, nel caso in cui la maggiore età non sia manifesta, c’è l’obbligo di richiedere un documento. Se si viene sorpresi a servire alcol a ragazzi tra i 16 e i 18 anni si tratta di un illecito amministrativo, mentre se l’età è inferiore ai 16 anni si passa al penale». Ma su questo frutto i controlli mirati voluti dalla Questura hanno dato i primi frutti. «Rispetto a un anno fa ormai soprattutto nei locali o esercizi pubblici più frequentati dagli studenti c’è l’abitudine di chiedere un documento per la vendita dei tabacchi o degli alcolici, cosa che in precedenza non avveniva».

PressGiochi

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