25 Settembre 2020 - 08:07

Tuci (Imprenditori Ippici): “Cosa aspettarsi dal 2017? I giochi sono aperti”

“E’ tempo di Riforma ma un altro anno, ahimè!, si sta già presentando alla porta e sembra la copia, sempre più sbiadita di quello precedente.   Certamente non sarà un

02 Gennaio 2017

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“E’ tempo di Riforma ma un altro anno, ahimè!, si sta già presentando alla porta e sembra la copia, sempre più sbiadita di quello precedente.

 

Certamente non sarà un anno che parte all’insegna del rinnovamento, anzi.
Il settore – scrive Enrico Tuci degli Imprenditori Ippici Italiani – continua a perdere pezzi ogni giorno, lo sdegno e la rassegnazione sono dilaganti, è sempre più preda della mediocrità e della criminalità e l’attuale gestore non fa niente per combattere ne l’una ne l’altra. Del resto non riuscirebbe a farlo neppure se volesse non essendo un Ente con gli strumenti adeguati a gestire un settore economico ne, tantomeno, uno Sport.

Purtroppo i burocrati, ed i loro lacchè, credono che i soldi arriveranno sempre dal cielo e continuano ad agire incautamente sul palinsesto al punto di penalizzare, a colpi del 10% l’anno, la raccolta di Gioco. Dopo il lunedì senza correre adesso vogliono abbassare il numero di corse per giornata.

 

Ma le risorse prima vanno prodotte e poi distribuite. Come farà il settore a rilanciarsi se continua a trascurare e prendere in giro i Proprietari e gli Scommettitori?
L’ultima invenzione tratta del declassamento di 60 Gruppi 2 ed il dimezzamento delle risorse a questi destinate per aumentare la dotazione del Derby a un milione (inutile) e per aumentare la dotazione del Lotteria che certamente il primo straniero di turno si porterà via. Demenziale.

 

Come saranno distribuite nel 2017 le risorse disponibili?
Certamente ancora con gli attuali ritardi, che, seppur con un recupero delle ultime settimane, restano nell’ordine dei 3/4 mesi, e continuando a sbeffeggiare le Partite Iva che comunque ad oggi sono in ritardo di 5/6 mesi.

Ma, in questa palude sempre più torbida, – continua Tuci – ci sono anche elementi positivi che lasciano ben sperare:

 

– La conferma del Ministro Martina con la Delega per fare la Riforma offerta dal Collegato Agricolo e l’ostacolo (pretestuoso) del Decreto di classificazione degli Ippodromi superato in quanto rimandato ai contenuti della stessa Riforma. E’ la prima volta che il Ministro interviene direttamente sull’ippica e non sarà l’ultima.
– Un Direttore Generale, il Dott. Abate, conoscitore delle particolarità e della complessità del nostro mondo, che già abbiamo visto intervenire in maniera svelta e decisa e senza traccheggiare come i suoi predecessori.
– Le risorse economiche, e quindi il Montepremi, sostanzialmente confermate (al momento mancano solo 4 milioni che dovrebbero essere coperti col PREU) grazie ad un Bilancio dello Stato che, unicamente con lo scopo di preparare il terreno alla Riforma, continua, per adesso e con tutte i rischi annessi, a sostenere il settore. Non potrà durare ma per ora c’è.
– L’interesse dei Concessionari della Quota Fissa e del Gioco On Line che, evidentemente, ritengono molto interessante il potenziale del mercato italiano della Scommessa sulle Corse dei Cavalli.

 

 

Dato per assodato che, alle condizioni attuali, non si può andare avanti e non c’è futuro, cosa succederà adesso?
Ad essere ottimisti gli ingredienti per costruire, nei primi mesi del 2017, il futuro del Sistema ippico italiano ci sarebbero tutti ma perché siamo ancora qui ad aspettare e perché non si è fatto prima?
Le problematiche sono tante e portano a domande cui è difficile, in un Paese assurdo come il nostro, dare delle risposte:

 

– Ormai sembra certa la redazione, anche in tempi brevi, del Decreto per Riformare il settore ma si è perso, dopo anni, ancora qualche mese di troppo perché le vedute del Ministro non erano corrispondenti alle aspettative del Sottosegretario. Con la conferma dei due, saranno oggi superate queste divergenze? Ci sarà ancora chi cercherà di mantenere in capo al Ministero qualche attività che questo ha già ampliamente dimostrato di non essere in grado di svolgere ma che evidentemente rappresenta un portafogli consistente e allettante per qualcuno?

– Si metterà a disposizione del Governo, del Ministro e della volontà delle Aziende del settore, tutto quell’entourage di burocrati che ogni giorno sembrano essere repellenti a qualsiasi tipo di azione riformante e insistono nel voler attuare interventi efficaci come un brodino tiepido offerto ad un malato terminale o ancor peggio punitivi verso coloro che insistono per un cambiamento a favore dell’ippica?
– La lobby dei Concessionari, certamente interessati al loro business e non alla nostra Filiera, sarà correttamente incanalata in un rapporto di rispetto dei Diritti acquisiti del settore o prevarrà (come vergognosamente successo in passato) su questi? E’ molto preoccupante assistere a teatrini in cui presunti ippici (senza cavalli) portano avanti la bandiera di personaggi che l’ippica hanno sempre depredato. Oggi, mentre l’ignoranza degli ippici produce ancora assurde diatribe interne senza senso, il Lupo è affannosamente in giro, giorno e notte, per portarci via l’unica dote rimasta al nostro settore che possa consentire una ripartenza: I Diritti televisivi sulle Corse di tutto il Mondo.
Siamo al dunque, – conclude –  i giochi sono aperti e entrano in gioco i predatori più pericolosi travestiti da agnelli.

PressGiochi