A Trento si torna a parlare di gioco d’azzardo in Consiglio provinciale. Nella prossima sessione d’aula, convocata dal 9 all’11 settembre 2025, tra i punti all’ordine del giorno figura la
A Trento si torna a parlare di gioco d’azzardo in Consiglio provinciale. Nella prossima sessione d’aula, convocata dal 9 all’11 settembre 2025, tra i punti all’ordine del giorno figura la proposta di mozione n. 257/XVII presentata dal consigliere Eleonora Angeli.
La proposta di mozione punta a rafforzare le misure di prevenzione e contrasto al gioco d’azzardo in Trentino, affrontando un fenomeno in costante crescita sia a livello nazionale sia locale.
Negli ultimi anni il gioco d’azzardo ha visto una trasformazione significativa, con strumenti come slot-machine e VLT che hanno reso l’esperienza più rapida e immediata, abbassando la soglia di accesso e favorendo comportamenti compulsivi. Nel 2023 il volume lordo giocato in Italia ha raggiunto 150 miliardi di euro, in aumento del 10,2% rispetto all’anno precedente, con un incremento marcato nelle scommesse sportive e nel poker online. Tra il 2020 e il 2023 il gioco online è cresciuto del 67%, per un totale di 82 miliardi di euro, senza che ciò abbia ridotto la spesa nel gioco fisico.
Anche il Trentino presenta dati preoccupanti: solo nel 2024 la spesa per scommesse, slot machine, lotterie e giochi online ha raggiunto 851 milioni di euro, con un aumento pro capite da 1.800 a 2.000 euro. Le fasce più coinvolte sono uomini tra i 30 e i 50 anni e donne sopra i 60 anni, mentre cresce l’attenzione sulle segnalazioni di giovanissimi giocatori online, attratti soprattutto dalle scommesse calcistiche e dalla pubblicità dei siti. In alcune zone turistiche con impieghi stagionali, la spesa raddoppia rispetto alla media provinciale. Nonostante ciò, a maggio 2025 solo 56 persone risultano assistite dall’Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari (APSS), segnalando un ampio sommerso.
La dipendenza da gioco d’azzardo (DGA) è riconosciuta come patologia sanitaria, paragonabile alle dipendenze da sostanze, e richiede un approccio multidisciplinare. In Trentino, la presa in carico è affidata all’Unità Operativa Dipendenze di APSS, con il supporto del terzo settore. Tuttavia, il SerD (Servizio per le Dipendenze) è percepito da molti giocatori come stigmatizzante, associato storicamente alle tossicodipendenze. La mozione suggerisce di valutare strutture alternative, come i Centri di Alcologia, Antifumo o Altre Fragilità, già presenti sul territorio, con percorsi differenziati per under e over 25.
La mozione sottolinea anche l’impatto economico e sociale del gioco d’azzardo, che può determinare difficoltà finanziarie, conflittualità familiare e disagio sociale. A livello preventivo, le scuole rappresentano un punto centrale: nell’anno scolastico 2022-2023 sono state svolte circa 850 ore di attività nelle scuole secondarie di primo e secondo grado, mentre studi precedenti dimostrano come interventi mirati riducano significativamente l’incidenza di giocatori problematici. La mozione evidenzia inoltre l’importanza della peer education e della sensibilizzazione mirata sul gioco online, sempre più accessibile ai minori.
Tra le proposte principali della mozione:
Istituzione di ambulatori dedicati per la presa in carico dei giocatori, distinti dal SerD, o utilizzo dei centri già esistenti, con personale qualificato e percorsi personalizzati.
Potenziare la collaborazione con il terzo settore, incentivando progetti di prevenzione, assistenza, orientamento e reinserimento sociale e lavorativo.
Supporto legale ed economico, integrando consulenti legali negli sportelli informativi sulle dipendenze.
Promozione scolastica di interventi educativi sui rischi del gioco d’azzardo, con focus sul mondo digitale.
Rilevazione statistica e osservatorio provinciale, affidata a ISPAT e Università di Trento, per monitorare costantemente il fenomeno e orientare le politiche pubbliche.
Installazione obbligatoria di strumenti di auto-limitazione su apparecchi da gioco, consentendo al giocatore di impostare limiti di spesa e tempo.
La mozione ribadisce l’urgenza di consolidare e modernizzare il percorso avviato dalla legge provinciale 22 luglio 2015, n. 13, che ha introdotto misure come il distanziamento minimo degli apparecchi da gioco dai luoghi sensibili e la possibilità di escludere dagli incentivi le attività commerciali con slot.
In conclusione, la Provincia di Trento intende rafforzare la prevenzione, la cura e il reinserimento dei soggetti affetti da DGA, valorizzando il ruolo del privato sociale e assicurando interventi strutturati, professionali e mirati, per ridurre l’impatto economico e sociale del gioco d’azzardo sul territorio.
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