22 Settembre 2020 - 12:05

Trento: da domani via le slot dai bar, la Provincia perde 45 milioni di entrate

Da mercoledì prossimo bar e tabaccai dovranno rimuovere le slot machine presenti all’interno degli esercizi ed è già polemica anticipata. Le slot rappresentano un’entrata significativa per molti esercizi pubblici trentini

10 Agosto 2020

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Da mercoledì prossimo bar e tabaccai dovranno rimuovere le slot machine presenti all’interno degli esercizi ed è già polemica anticipata.

Le slot rappresentano un’entrata significativa per molti esercizi pubblici trentini e non erano pochi quelli che con questo tipo di servizio si pagavano affitto e spese fisse.

La stessa Provincia dovrà rinunciare a 45 milioni di euro di mancate entrate fiscali. Dall’altra parte il provvedimento da una parte tutela le categorie più deboli.

Chiaro l’intervento dell’avvocato Michele Bosetti referente per il Trentino di Sapar e Sinagi le due maggiori associazioni di categoria: a dover rimuovere le slot machine e quindi a rinunciare al conseguente guadagno sarà l’80% dei locali e punti vendita della Provincia.

Bosetti quantifica anche il danno stimato in 350 disoccupati oltre alla già citata significativa contrazione del ritorno fiscale. Ed a questo punto la discussione passa sul tema del contrasto alla ludopatia.

Secondo l’avvocato Bosetti la scomparsa delle slot machine nelle tabaccherie e bar sarà un assist per il gioco online al quale potranno prendere parte anche i minori.

Il giocare a casa, farà cadere anche quel sottile filtro che può essere rappresentato dalla vergogna di farsi vedere alle prese col gioco e dagli orari di chiusura degli esercizi: tutte le alternative sono h24.

Di parere opposto le associazioni che vedono nella limitazione delle opportunità di gioco, un valido modo per contrastare la ludopatia.

Nei computer di casa c’è pur sempre la possibilità del controllo parentale ed anche la rete parentale può essere un’altra efficace modalità di contrasto. In contemporanea alla legge prossima a diventare operativa, si apre il dibattito e di certo non sarà dai toni tranquilli.

 

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