06 luglio 2020
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Trento. Cia (Agire) a PressGiochi: “Sul gioco si deve ragionare in modo meno ideologico e più rispettoso del settore”

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Trento. Cia (Agire) a PressGiochi: “Sul gioco si deve ragionare in modo meno ideologico e più rispettoso del settore”

“L’audizione è stato un momento di condivisione, di ascolto, elemento fondamentale della politica. Gli operatori hanno condiviso le loro preoccupazioni, con delicatezza e rispetto verso l’istituzione, ma anche con determinazione, riguardo la rimozione delle slot all’interno delle loro attività. La Commissione ha ascoltato con interesse tutti i soggetti coinvolti come gli operatori, le famiglie colpite da questa patologia e i sindacati. Quello che ci chiedono gli operatori è una proroga dell’attuale norma, così da poter ragionare su una nuova legge in modo meno ideologico e più rispettoso verso le aspettative del settore e non solo, legge che ora è molto penalizzante verso il settore”.

 

 

15 MINUTI CON PRESSGIOCHI insieme a: – Ivan Pirrone (operatore gioco Sicilia) – Claudio Cia (Assessore Trentino)

In piazza con i lavoratori della Sicilia – poi ascoltiamo Claudio Cia di Agire sulla modifica alla legge sul gioco https://www.pressgiochi.it/15-minuti-con-pressgiochi-in-piazza-con-i-lavoratori-del-gioco-a-palermo-cia-trento-poste-le-condizioni-per-tutelare-cittadini-e-lavoratori/73461

Pubblicato da PressGiochi su Venerdì 29 maggio 2020

 

E’ quanto dichiara a PressGiochi Claudio Cia (minuto 7:09), presidente della quarta commissione Politiche sociali della provincia di Trento dove si è tenuta questa settimana l’audizione delle associazioni del gioco che chiedono la proroga all’entrata in vigore a metà agosto delle norme sulle distanze previste nella legge provinciale del 2015.

“Abbiamo portato – ha chiarito Cia – all’attenzione della Giunta Provinciale quanto emerso dalle audizioni e spero che si trovi il coraggio di porre uno stop all’entrata in vigore di questa norma, non per rimandare il problema ma per affrontarlo approfondendo la materia, prendendo in considerazione tutti i vari aspetti, così da non perdere tempo e trovare e soluzioni nuove.

“Ritengo – conclude – che con un tavolo di lavoro avremmo potuto coinvolgere le categorie interessate e trovare insieme una soluzione rispettosa di tutte le parti interessate.

Per contrastare il gioco patologico, gli strumenti ci sono, al giorno d’oggi è possibile addirittura quantificare e limitare il contante utilizzato o l’età del giocatore attraverso una tessera sanitaria. Se però l’obiettivo è un ritorno elettorale credo che tutto questo non aiuti a far giustizia. Mi auguro che la provincia a cui “è stata passata la palla” crei le condizioni per fare un lavoro per coinvolgere le parti interessate del settore e tenga presente le preoccupazioni di tutti per il bene dei cittadini, degli esercenti e di quanti vi lavorano”.

 

PressGiochi

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