20 Settembre 2020 - 23:35

Trento. Nel pdl sul gioco si mira a prevenzione e riduzione della pubblicità

La IV commissione del Consiglio Provinciale di Trento ha ieri discusso il ddl sul gioco d’azzardo, presentati dai consiglieri Viola e Plotegher che sono stati unificati in un testo unificato.

04 Giugno 2015

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La IV commissione del Consiglio Provinciale di Trento ha ieri discusso il ddl sul gioco d’azzardo, presentati dai consiglieri Viola e Plotegher che sono stati unificati in un testo unificato.

Un’intesa importante tra minoranza e maggioranza ha affermato Piero De Godenz dell’Upt. Il ddl, è stato detto, cerca di lavorare sull’offerta, soprattutto limitando la pubblicità, ma soprattutto sulla prevenzione. Si è rinunciato all’idea di elaborare un piano specifico e un osservatorio, ha ricordato, perché questi vanno incardinati nel piano della salute.

Si è invece mantenuta la norma con la quale si stabilisce la necessità che la Pat spenda in prevenzione e cura almeno l’1,5% di quanto ricava dal gioco. Fatte due calcoli, circa 700 mila euro. Una norma, ha ricordato la consigliera, già applicata a Bolzano con ottimi risultati. Mettere in norma una percentuale, ha ricordato Viola, dà l’idea di un impegno concreto. Donata Borgonovo Re ha detto che i dati sul gioco d’azzardo vanno presi senza esagerazioni. Già oggi, secondo l’assessora, si spendono 400 mila euro per il contrasto al febbre del gioco su un introito di 43 milioni, ma le azioni di prevenzione vanno al di là di questo problema specifico.

PressGiochi