15 ottobre 2019
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Tra lobbisti e ricorsi, è guerra sul bando Superenalotto

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Tra lobbisti e ricorsi, è guerra sul bando Superenalotto

È guerra totale per il Superenalotto, gioco famoso e ricco che l’anno passato ha raccolto 1,4 miliardi e da quando è stato lanciato, 22 anni fa, ha incassato oltre 42 miliardi.

Come scrive Daniele Martini sulle pagine de Il Fatto Quotidiano, il gioco “Da sempre è stato gestito da Sisal, ma poco tempo fa la concessione è scaduta e i Monopoli dello Stato hanno opportunamente deciso di affidarla al miglior offerente con una gara. Mercoledì mattina la commissione esaminatrice composta dal presidente aggiunto della Corte dei conti e da altri 4 tecnici non ha fatto neanche in tempo ad aprire gli scatoloni contenenti le offerte che è scoppiata la rissa.

I concorrenti sono tre: la stessa Sisal che punta al rinnovo, poi Lottomatica, cioè la rivale storica di Sisal che già gestisce giochi molto popolari, dal Lotto al Grattaevinci. E infine c’è un terzo incomodo tra i due contendenti, Sazka, la più antica compagnia di lotterie della Repubblica Ceca.

Sisal ha subito sganciato una bomba sulla gara: ha chiesto alla commissione esaminatrice l’immediata estromissione di Lottomatica.

Ed è facile prevedere che la faccenda finirà nelle aule dei tribunali come già c’è finita la storia del Gratta e vinci. Anche peri “grattini” la concessione era scaduta e in quell’occasione Sisal e Lottomatica si affrontarono a parti rovesciate. Sisal avrebbe voluto che i Monopoli indicessero una gara a cui avrebbe partecipato. Titolare della concessione era Lottomatica che vedeva invece la gara come fumo negli occhi. La spuntò Lottomatica che ottenne il rinnovo automatico per altri 9 anni facendo leva sul comma di una legge approvata ai tempi in cui capo di Gabinetto del ministero del Tesoro era l’influentissimo Vincenzo Fortunato. Sisal sostiene che la gara per il Superenalotto sia macchiata da un peccato originale: Lottomatica sapeva quanti erano echi erano i concorrenti prima che fossero aperte le buste.

Nell’esposto consegnato alla commissione esaminatrice, ritiene che questa circostanza “è tale da provocare un inammissibile vantaggio competitivo… con un effetto distorisivo sulla procedura di gara”. Lottomatica sarebbe venuta in possesso di queste informazioni tramite la controllata Lottomatica Italia Servizi-Lis, l’azienda incaricata di ricevere e gestire il pagamento del contributo versato dai concorrenti all’Anac, l’Autorità anticorruzione di Raffaele Cantone, necessario per poter partecipare alla gara.

 

 

Non è finita perché Sisal chiede l’esclusione di Lottomatica anche per alterazione della concorrenza: ritiene che Lottomatica “in via preliminare, a prescindere dall’eventuale aggiudicazione della gara in oggetto… attualmente ricopre una posizione dominante nel mercato delle lotterie” e con il Superenalotto “consoliderebbe un monopolio”. Lottomatica incassa le bordate della rivale, forte di una capacità di lobby che non ha uguali. Di recente due professionisti che gravitano intorno alla sua galassia, Gianluca Comin e Gaetano Caputi, sono entrati nello staff del Tesoro di Giovanni Tria che attraverso i Monopoli è il ministero di riferimento per i giochi. Comin è considerato il principe dei comunicatori d’azienda ed è la punta di diamante della squadra Lottomatica. Per lui al Tesoro è stato inventato un ruolo del tutto nuovo: deve gestire la comunicazione del capo di Gabinetto, Luigi Carboni, aggiungendosi ai comunicatori del ministero.

 

Caputi è invece considerato l’alter ego di Vincenzo Fortunato che ora fa il legale di grandi gruppi e annovera trai principali clienti proprio Lottomatica di cui difende le ragioni al Tar del Lazio e al Consiglio di Stato nella causa intentata da Sisal per il Gratta e vinci. Fortunato inoltre rappresenta Caputi in una causa che vede entrambi contrapposti allo Stato per una storia legata alla determinazione dei loro stipendi come professori della Scuola nazionale d’amministrazione.

 

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