Il settore del gaming sta attraversando una fase di profonda trasformazione, segnata da operazioni straordinarie, revisione delle strategie e crescente attenzione alla redditività. Dalle trattative di fusione che coinvolgono Evoke,
Il settore del gaming sta attraversando una fase di profonda trasformazione, segnata da operazioni straordinarie, revisione delle strategie e crescente attenzione alla redditività. Dalle trattative di fusione che coinvolgono Evoke, all’espansione mirata di Bally’s Intralot, fino agli aggiustamenti operativi di gruppi come FDJ United, Entain e Flutter, gli operatori stanno ridisegnando il proprio posizionamento in un contesto sempre più selettivo.
In questo scenario, anche i recenti cambiamenti fiscali nel Regno Unito rappresentano uno dei fattori di pressione, ma non l’unico: a fare la differenza sono soprattutto la capacità di diversificare i mercati, ottimizzare i costi e integrare efficacemente canali online e retail. Il risultato è un panorama competitivo in evoluzione, dove dimensioni, efficienza e presenza internazionale diventano elementi chiave per sostenere la crescita nel medio periodo.
Evoke – Nello scorso numero parlavamo delle possibili conseguenze dell’impennata dell’imposta sul gioco a distanza dal 21% al 40% nel Regno Unito. Eccone una: Evoke, che sul finire del 2025 stava riflettendo sulla possibilità di una vendita parziale o totale, adesso è in trattative con Bally’s/Intralot per una fusione interamente in azioni, al prezzo di 0,50 sterline (0,67 dollari) per azione. La scadenza per la conclusione dell’accordo è fissata al 18 maggio.
L’operatore residente a Gibilterra sta navigando in acque abbastanza tranquille dal punto di vista finanziario e, visto che le sue attività in Europa stanno procedendo positivamente (nel 4Q25 i ricavi internazionali di Evoke sono aumentati del 14%), a quanto pare non vuole correre il rischio di dover lavorare in perdita in UK. Tanto è vero che in marzo ha annunciato ufficialmente la chiusura di 200 negozi William Hill, che comincerà a maggio, seguendo l’esempio di Entain e Flutter.
A gennaio Deutsche Bank ha declassato le azioni di Evoke a ‘hold’, in conseguenza al fatto che il gruppo è troppo esposto sul mercato online britannico, e pertanto il previsto aumento delle imposte ha indotto la banca a ridurre le proprie previsioni di EBITDA per gli esercizi fiscali 2026 e 2027 rispettivamente del 12% e del 18%.
L’appetito di Bally’s Intralot – il cui fatturato si divide fra il 30% nel Regno Unito, negli il 43% Stati Uniti e l’11% in Europa – è stato sollecitato soprattutto dalle attività di Evoke in Italia (888casino e William Hill) – che generano circa £60 milioni di EBITDA all’anno, con una crescita totale di circa il 15% (fonte Deutsche Bank) – e Romania (New Gambling Solutions – Winner.ro); ma nel mirino ha anche la Spagna, dove per ora ha una piccola presenza.
A diciannove giorni dall’inizio di aprile, in seguito all’aumento della tassa RGD nel Regno Unito, Reeves ha dichiarato che il fatturato netto B2C di Bally’s ha registrato una crescita a doppia cifra su base annua e che il volume dei giocatori e l’importo totale delle scommesse “sono rimasti stabili”. Secondo lui, “Il cambiamento relativo alla gestione del gioco da remoto ha creato un panorama competitivo più diversificato. Gli operatori con margini ridotti e dimensioni limitate sono sottoposti a una pressione reale”. In merito alle attività di vendita al dettaglio, il CEO di Bally’s Reeves è contrario a chiuderle del tutto, purché funzionino in stretta sinergia con l’online.
FDJ United – Anche FDJ United è ancora fiduciosa nel mercato britannico, così come in quello olandese, dove il fatturato nel 1Q26 è calato rispettivamente del 24,1% e del 19,9%, ed ha già intrapreso delle iniziative per migliorare la propria posizione in questi mercati chiave, aggiornando la sua piattaforma di scommesse. A febbraio, Pascal Chaffard è passato dal ruolo di CFO a quello di responsabile dell’unità di gioco e scommesse online, subentrando a Nils Andén, CEO di Kindred, che ha lasciato l’incarico per “perseguire nuovi progetti” .
Nel primo trimestre 2026, il gruppo francese ha registrato un aumento del GGR dell’1% su base annua, raggiungendo i 2,175 miliardi di euro, mentre il fatturato è diminuito del 3%, attestandosi a 895 milioni di euro, a causa di un impatto negativo di 24 milioni di euro derivante dalle imposte. La divisione di scommesse e giochi online di FDJ, composta dalle attività di Kindred, ha registrato un calo del GGR dell’1% a 342 milioni di euro, mentre i ricavi sono diminuiti dell’8% a 213 milioni di euro. Escludendo però il Regno Unito e i Paesi Bassi, il GGR di FDJ nel primo trimestre, derivante dalla sua divisione di scommesse e giochi online, è cresciuto del 6%, mentre i ricavi sono diminuiti solo dell’1%.
Il presidente e amministratore delegato Stéphane Pallez ha annunciato che “il gruppo sta intensificando i propri sforzi in termini di efficienza operativa, sinergie e disciplina finanziaria, con l’obiettivo di tornare a una crescita sostenibile e creatrice di valore a partire dalla seconda metà dell’anno, a beneficio di tutti i suoi stakeholder”.
Visti i risultati del primo trimestre, l’azienda prevede ora un leggero aumento del GGR nel corso del 2026, pur prevedendo anche un lieve calo dei ricavi. Si prevede che il margine EBITDA ricorrente si attesti tra il 23% e il 24%, leggermente inferiore all’obiettivo precedente del 24,5% per l’esercizio 2026.
Entain – Nonostante il calo complessivo delle vendite al dettaglio (che ha decretato la chiusura di 39 delle sue agenzie Ladbrokes in Irlanda), Entain si vanta di continuare a sovraperformare il mercato britannico nel primo trimestre 2026, con un aumento del 13% del suo fatturato netto online, grazie al continuo aumento della sua quota di mercato. Nei tre mesi conclusi il 31 marzo scorso, il gruppo ha registrato una crescita “in linea con le aspettative”, grazie a un aumento dei volumi dell’8%. Il NGR online è cresciuto del 5%, con l’iGaming in particolare che ha registrato una performance eccezionale, aumentando del 9%, compensando così un calo dell’1% nel segmento del betting sportivo dovuto a margini più deboli. I risultati hanno portato il Gruppo a ribadire le proprie previsioni per l’anno fiscale 2026, stimando una crescita del fatturato netto online compresa tra il 5% e il 7% a valuta costante.
Entain ha inoltre affermato di “rimanere fiduciosa” riguardo le aspettative per il 2026, secondo le quali raggiungerà un EBITDA di gruppo pari a 1,13 miliardi di sterline, nonché un flusso di cassa rettificato annuo di almeno 500 milioni di sterline nel 2028.
Il fatturato netto internazionale è aumentato dell’1%, con il canale online (+2%) che ha nuovamente sovraperformato quello al dettaglio (-4%). Va però rilevato che nell’Europa centro-orientale il fatturato netto è calato del 6%, soprattutto pe colpa del -30% subito dalle vendite al dettaglio.
Flutter, dopo aver chiuso il 2025 con un 4Q piuttosto negativo, prevede una modesta crescita degli utili per il 2026 – pari al 4% quest’anno, raggiungendo i 2,97 miliardi di dollari – comunque ben al di sotto delle aspettative degli analisti (la stima era di $3,5 mld), a causa delle difficoltà riscontrate nel mercato statunitense, dove opera con Fan Duel, aggravate dai tentativi falliti di conquistare clienti con promozioni e bonus.
In particolare, le perdite subite nel 4Q25 vengono attribuite soprattutto ai minori incassi relativi alle fasi finali della stagione NFL, dove la mancanza di nomi di spicco ha fatto sì che i clienti fossero meno interessati a scommettere
Peter Jackson, CEO di Flutter, ha affermato che FanDuel, che detiene una quota di mercato leader del 41% negli Stati Uniti, prevede di migliorare il sistema di premi per i clienti al fine di essere “in una posizione migliore” per la stagione NFL 2026/27, anche attraverso il lancio di un programma fedeltà nel secondo trimestre.
Flutter intende inoltre incrementare gli investimenti nella sua nuova piattaforma per i mercati di previsione, lanciata a fine dicembre in collaborazione con la borsa dei derivati CME Group, nonostante negli States i fronti di opposizione istituzionali siano molto forti. Tali investimenti dovrebbero ridurre la suddetta stima di 200-300 milioni di dollari.
Il fatturato 2025 di Flutter rimane comunque ineguagliabile, con una crescita sia nell’ultimo trimestre che nell’intero anno, raggiungendo i 16,4 miliardi di dollari (12,5 miliardi di sterline), in aumento del 17% rispetto ai 14 miliardi di dollari dell’anno fiscale 2024. Tuttavia, i risultati dell’utile netto evidenziano una netta differenza, con una perdita del 351%, da 162 milioni di dollari a 407 milioni di dollari per l’intero 2025.
Caesars Entertainment è al centro di importanti speculazioni su una possibile acquisizione, dopo che alcune indiscrezioni hanno indicato che l’operatore di casinò sta valutando diverse proposte di acquisto. Tra le proposte figurano una potenziale offerta da parte di Fertitta Entertainment, la società di Tilman Fertitta, proprietario degli Houston Rockets e della catena di casinò Golden Nugget, e un’operazione di management buyout. Le azioni di Caesars hanno registrato un’impennata tra il 19% e il 20% in seguito alla diffusione di queste notizie, segnando uno dei maggiori rialzi giornalieri degli ultimi anni.
L’impennata si registra nonostante le difficoltà di lunga data di Caesars, tra cui un prezzo delle azioni che rimane significativamente inferiore ai massimi post-pandemia. Gli analisti stimano che il valore d’impresa della società si aggiri intorno ai 16 miliardi di dollari, sebbene il suo elevato indebitamento, stimato in oltre 20 miliardi di dollari, potrebbe complicare qualsiasi tentativo di acquisizione.
Betsson – Nel primo trimestre dell’anno, le attività B2C di Betsson hanno continuato a registrare una solida crescita e un rafforzamento delle posizioni di mercato, mentre i ricavi B2B hanno continuato a diminuire, comportando un saldo negativo per i ricavi totali (€ 285 milioni contro €284 mln) e per l’utile operativo (EBIT), da 64 mln a € 34 mln.
I ricavi delle attività B2C sono aumentati del 15% su base annua. La crescita è stata significativa in America Latina, dove i ricavi sono cresciuti del 25% e rappresentano un terzo dei ricavi totali, principalmente grazie alla performance in Perù. Anche l’Europa occidentale ha registrato una crescita a doppia cifra, con l’Italia come principale motore, dove il gruppo svedese ha incrementato le quote di mercato sia nelle scommesse sportive che nei casino virtuali. Nell’Europa centrale e orientale e nell’Asia centrale (CEECA), i ricavi B2C hanno avuto una crescita piuttosto forte in Croazia e Grecia. Sulla leva di questi successi, Betsson continua a investire in diversi mercati B2C in cui non ha ancora raggiunto la redditività, il che riduce l’utile operativo di circa 10-15 milioni di euro su base trimestrale. Da segnalare poi che il secondo trimestre è cominciato in maniera promettente: il fatturato medio giornaliero, fino al 21 aprile incluso, è stato superiore del 3,7% rispetto alla media giornaliera corrispondente per l’intero secondo trimestre del 2025. Infine, a marzo, Betsson ha stipulato un accordo per l’acquisizione del ramo B2C di Rhino Entertainment Group, inclusa una licenza in Canada, nonché di una serie di risorse tecnologiche per il ramo B2B.
Fonte immagine: Finances Saving Economy concept. Female accountant or banker use calculator.
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