“Apprendiamo dai media che FdI, FI e Lega hanno presentato un uguale emendamento finalizzato al taglio del Preu (prelievo unico erariale) per gli apparecchi Awp (Slot). In realtà, in questo
“Apprendiamo dai media che FdI, FI e Lega hanno presentato un uguale emendamento finalizzato al taglio del Preu (prelievo unico erariale) per gli apparecchi Awp (Slot).
In realtà, in questo continuo dibattere, è stata evidenziata da tempo la necessità di riequilibrare la disciplina (quindi anche il prelievo) fissata, per detti apparecchi, rispetto a quella riguardante i giochi telematici.
Nell’emendamento in questione, tuttavia, non si ipotizza un riequilibrio nel senso di un contestuale aumento del prelievo sui giochi on line.
Si segnala invece un onere dell’intervento sulle Awp pari a quasi un miliardo e mezzo solo per i prossimi due anni (544 milioni nel 2026 e 838 nel 2027).
Si apprende altresì che la connessa copertura finanziaria indicata deriverebbe dalla “riduzione dei fondi esistenti” per il 2026 e il 2027 e, dal 2028, invece, dalle “maggiori entrate derivate dall’aumento del payout”.
Intanto: appare quantomeno artificiosa la certezza delle predette coperture ipotizzate, delle quali si occuperà chi di competenza, è tuttavia evidente una deduzione logica sulla scelta “politica” attinente all’emendamento.
Ovviamente, in linea teorica, la diminuzione del Preu sulla fonte d’entrata principale tra i giochi (gli apparecchi da intrattenimento) determina, ferma restando l'”offerta” (ossia il numero di Awp in esercizio sul territorio nazionale), una consistente diminuzione delle entrate tributarie dello Stato.
È del tutto evidente che, se si vogliono mantenere le stesse entrate tributarie dal comparto giochi, è logico pensare che il primo intento per generare entrate sia aumentare l’offerta. Ovvero, aumentare il numero di newslot, oltre 300 mila considerate le Vlt) già in attività.
L’alternativa più corretta sembrerebbe il contestuale aumento del risibile prelievo sui giochi on line, ma è lecito pensare che i grandi concessionari non vogliano questa soluzione.
Per cui, aggiungendo a questa analisi il taglio delle limitazioni decise dagli amministratori locali (e tuttora vigenti) per contenere la diffusione eccessiva degli apparecchi in parola, la scelta politica consiste nella possibilità di diffondere slot più o meno dappertutto, aumentando l’offerta, anziché alzare il prelievo sul gioco più diffuso e che paga un prelievo basso, il gioco on line.
In buona sostanza, al di là delle menzioni tecniche di circostanza e delle chiacchiere che si sprecano, il disegno è ridotto a questo: assediare paesi e città altri apparecchi, rendendoli più appetibili per mezzo dell’aumento del ‘ritorno in vincite’ per non andare ad intaccare il prelievo sul gioco telematico, in mano alle multinazionali, che poi si troverebbero a dover versare allo Stato”.
Questo quanto ha dichiarato Filippo Torrigiani, consulente della commissione parlamentare Antimafia, sulle pagine social di “Mettiamoci in gioco”.
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