19 Maggio 2026 - 18:11

Torrigiani (Mettiamoci in Gioco): “Nel 2025 17,4 milioni di conti gioco attivi e 13,3 miliardi di ricariche”

“Ci sono numeri che parlano da soli. E poi ci sono numeri che dovrebbero far parlare tutti, ma su cui invece cala un silenzio assordante. Nel 2025 – scrive Filippo

21 Aprile 2026

“Ci sono numeri che parlano da soli. E poi ci sono numeri che dovrebbero far parlare tutti, ma su cui invece cala un silenzio assordante.
Nel 2025 – scrive Filippo Torrigiani, di Mettiamoci in gioco e membro del comitato parlamentare dedicato alle infiltrazioni mafiose nel calcio – i conti gioco continuano a crescere. Crescono nel numero, crescono nell’uso, crescono soprattutto nella quantità di denaro che vi viene riversata. La tabella parla in modo netto: tra febbraio 2025 e febbraio 2026 i conti gioco attivi passano da 16.573.095 a 17.412.192, con un incremento di 839.097 conti in appena un anno. Già questo basterebbe a restituire la dimensione del fenomeno.
Ma il dato più impressionante è un altro: nel corso del 2025 sono state effettuate 341.287.386 ricariche sui conti gioco, per un valore complessivo di 13 miliardi e 333 milioni di euro.
Una cifra enorme. Enorme non solo per ciò che rappresenta in termini di consumo di azzardo, ma per ciò che sottrae al resto della società. Perché quei soldi non finiscono nei negozi, non sostengono la ristorazione, non alimentano la cultura, non rafforzano il commercio di prossimità, non entrano nel circuito del tempo libero sano, delle relazioni, della vita ordinaria. Vengono invece trasferiti dentro un sistema chiuso, separato, autoreferenziale.
È difficile non pensare ai conti gioco come a una sorta di banca parallela dell’azzardo. Un contenitore dentro cui si deposita liquidità, pronta a essere rigiocata, rimessa in circolo, trattenuta nel perimetro del gambling online. Non è solo denaro speso: è denaro spostato dall’economia reale a un sistema che vive di sottrazione continua.
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Confesercenti, Cna, Confartigianato, Confcommercio non hanno nulla da dire davanti a oltre 13 miliardi di euro caricati sui conti gioco in un solo anno?
Perché la questione non riguarda soltanto chi perde al gioco. Riguarda anche chi, fuori da quel circuito, prova ogni giorno a tenere aperta un’attività, a vendere un prodotto, a offrire un servizio, a far vivere una città.
Ogni euro che prende la via dell’azzardo è un euro che non passa da un bar, da una libreria, da un cinema, da un ristorante, da un artigiano, da un negozio di quartiere. È un euro sottratto alla trama concreta dell’economia reale.
In questo senso i conti gioco non sono un dettaglio tecnico per addetti ai lavori. Sono un indicatore potente del modello economico che si sta consolidando: un modello in cui aumenta la finanziarizzazione dell’azzardo e si normalizza il trasferimento di risorse dalle persone e dai territori verso piattaforme che non producono valore sociale, ma assorbono disponibilità economiche.
Il dato finale, allora, non è solo contabile. È politico, sociale, culturale.
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E il silenzio, davanti a tutto questo, non è neutrale. È già una forma di complicità”.
PressGiochi