10 Luglio 2026 - 16:59

Torrigiani: “Il gioco d’azzardo è sfuggito di mano ai governi, tra multinazionali e riciclaggio”

Filippo Torrigiani, da anni attivo sulle tematiche legate al gioco, ha annunciato la decisione di dire addio al dibattito su questo tema per dedicarsi ad altro.

03 Luglio 2026

“Per anni ci hanno raccontato che se lo Stato gestisse in maniera autonoma il settore, avrebbe guadagnato una montagna di soldi”.

Lo ha detto Filippo Torrigiani, consulente della Commissione Nazionale Antimafia alla presentazione dl libro dell’on. Stefano Vaccari “Non è un gioco, è azzardo”.

“Ma lo Stato ha affidato il settore in concessione e lo ha messo nelle mani di multinazionali e fondi di investimenti esteri”. E sotto il profilo dei ricavi che lo Stato ne ha tratto: “dal 2004 al 2025, il giocato l’italiano è stato 1940 miliardi, tanto per avere l’idea della portata del fenomeno, è più del PIL dell’Italia del 2021, che si è attestato a 1780 miliardi di euro. Ma di questi soldi allo Stato che sono rimasti 198 miliardi”. Secondo Torrigiani, “Questa cosa è scappata di mano a tutti i governi che si sono succeduti, perché mancano i soldi e si va a strascico”. E ancora, ha ricordato che “Decine di indagini hanno dimostrato che il gioco legale non è sicuro, perché i clan riescono a riciclare ingenti quantità di denaro grazie alla rete legale del gioco. La commissione Antimafia in una relazione aveva chiesto di tracciare ogni flusso di denaro, e questo non è avvenuto”. Sotto il profilo del riordino: “Il Governo attuale è rimasto schiacciato, da un lato ci sono le multinazionali, dall’altro le piccole che rischiano di essere tagliate fuori”.

Filippo Torrigiani, da anni attivo sulle tematiche legate al gioco, ha annunciato la decisione di dire addio al dibattito su questo tema per dedicarsi ad altro.

Infatti nella giornata di ieri aveva scritto: “Desidero cogliere questa occasione per condividere una riflessione amara ma necessaria. Questo appuntamento rappresenterà il mio ultimo intervento pubblico su queste tematiche. La mia partecipazione nasce da un profondo vincolo di stima, affetto, amicizia e condivisione ideale con l’autore e con l’amico Marco Ciarafoni. Entrambi rappresentano un esempio virtuoso di dedizione istituzionale, operando quotidianamente — spesso lontano dai riflettori e in contesti complessi — a tutela dei diritti civili, a sostegno delle fasce più vulnerabili della popolazione, in prima linea nel contrasto alla criminalità organizzata e per l’affermazione della giustizia sociale.
Purtroppo oggi assistiamo a una preoccupante deriva: battaglie sociali di fondamentale importanza, come il contrasto alla piaga del gioco d’azzardo, o il contrasto alle mafie che vengono talvolta ridotte a espedienti di visibilità o a mode passeggere da parte di chi persegue interessi personali o di tornaconto politico. Il problema drammatico è che il fenomeno dell’azzardo peggiora la vita di migliaia di individui giorno dopo giorno, mentre manca del tutto la volontà politica di porvi seriamente rimedio attraverso riforme strutturali.
Dopo venticinque anni di impegno sul campo, costato sacrifici e battaglie concrete, ritengo che lo spazio per un’azione politica genuina ed etica si sia drammaticamente ristretto. Per quelli come me, che intendono la politica come un luogo in cui poter cambiare davvero le cose, sembra non esserci più spazio: è così, sono sempre ‘i soliti’ che vanno avanti. E dunque credo sia giunto il momento di orientare altrove le mie energie e le mie competenze. Altri, certamente più bravi, sapranno fare di più e di meglio.
Resta immutato il valore scientifico e civile dell’opera dell’On. Vaccari, di cui raccomando vivamente la lettura e il sostegno, convinto che la buona saggistica rimanga uno strumento indispensabile di analisi e di emancipazione sociale”.

 

PressGiochi

×