Filippo Torrigiani, da anni attivo sulle tematiche legate al gioco, ha annunciato la decisione di dire addio al dibattito su questo tema per dedicarsi ad altro.
“Per anni ci hanno raccontato che se lo Stato gestisse in maniera autonoma il settore, avrebbe guadagnato una montagna di soldi”.
“Ma lo Stato ha affidato il settore in concessione e lo ha messo nelle mani di multinazionali e fondi di investimenti esteri”. E sotto il profilo dei ricavi che lo Stato ne ha tratto: “dal 2004 al 2025, il giocato l’italiano è stato 1940 miliardi, tanto per avere l’idea della portata del fenomeno, è più del PIL dell’Italia del 2021, che si è attestato a 1780 miliardi di euro. Ma di questi soldi allo Stato che sono rimasti 198 miliardi”. Secondo Torrigiani, “Questa cosa è scappata di mano a tutti i governi che si sono succeduti, perché mancano i soldi e si va a strascico”. E ancora, ha ricordato che “Decine di indagini hanno dimostrato che il gioco legale non è sicuro, perché i clan riescono a riciclare ingenti quantità di denaro grazie alla rete legale del gioco. La commissione Antimafia in una relazione aveva chiesto di tracciare ogni flusso di denaro, e questo non è avvenuto”. Sotto il profilo del riordino: “Il Governo attuale è rimasto schiacciato, da un lato ci sono le multinazionali, dall’altro le piccole che rischiano di essere tagliate fuori”.
Filippo Torrigiani, da anni attivo sulle tematiche legate al gioco, ha annunciato la decisione di dire addio al dibattito su questo tema per dedicarsi ad altro.
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