05 Dicembre 2022 - 14:41

Torrigiani (Commissione Antimafia): “Pensare a nuove soluzioni per contrarre l’offerta del gioco”

Durante la conferenza online, tenutasi questa mattina, del progetto Arp9 per il contrasto al gioco d’azzardo patologico e coordinato dall’Anci Toscana, è intervenuto Filippo Torrigiani, consulente Commissione Antimafia…

20 Maggio 2021

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Durante la conferenza online, tenutasi questa mattina, del progetto Arp9 per il contrasto al gioco d’azzardo patologico e coordinato dall’Anci Toscana, è intervenuto Filippo Torrigiani, consulente Commissione Antimafia, che ha fatto il punto della situazione per quanto riguarda il dilagare della criminalità all’interno del settore e quali potrebbero essere le azioni preventive per arginare la diffusione della ludopatia.

Torrigiani ha spiegato: “Partiamo dai numeri: nonostante le sale siano state chiuse per larga parte del 2020, abbiamo entrate in Toscana per oltre 4 miliardi di euro, con una perdita per i giocatori di 720 milioni di euro. Siamo in una fase drammatica del paese, sono anni che dico che siamo al corto circuito poiché una parte dello Stato ha bisogno di registrare somme e gettiti sempre più alti, mentre dall’altra parte ci sono le realtà locali che cercano di frenare o di regolamentare un fenomeno, quello della ludopatia, che è sfuggito di mano. Tutto ciò perchè rispetto a questo la politica non ha fatto il suo dovere. In un momento storico come questo, se non fosse stato per l’intervento delle Regioni che hanno tutelato tali realtà locali, i Comuni sarebbero stati esautorati da ogni azione volta alla regolamentazione del settore. Il rischio che stiamo correndo di fronte a questa situazione è quello di capitolare verso l’ennesimo rilancio di una politica disattenta. Attenzione, chi opera in questo settore è vincolato dalle scelte di carattere politico, infatti al lato delle sottoscrizioni delle concessioni, le società erano vincolate da ADM ad investire una quota delle entrate dell’anno precedente. Serve un cambio di rotta, siamo davanti ad un quadro inquietante, si stanno cercando di prorogare le concessioni e non vorrei che succedesse come per le lotterie, che si proroghino le concessioni del gioco d’azzardo per altri 8/9 anni senza effettuare delle gare”.

“Poi, si parla di nuove tipologie di gioco meno appetibili – continua Torrigiani – ma si dovrebbe fare un altro tipo di riflessione, per esempio sul tema delle mafie, che non sono più quelle che fanno morti come negli anni 90, ma sono quelle che infiltrandosi riescono a fare affari. Per anni ci hanno detto che se lo Stato avesse gestito il gioco d’azzardo, il problema dell’illegalità sarebbe stato debellato, ma non è stato così, perchè ora come ora riciclaggio, usura e controllo del territorio imperversano. Dico di più, negli anni gli enti locali sono intervenute per regolamentare l’offerta, ma l’hanno fatto solo per quanto riguarda slot machine e VLT, mentre dovrebbero poter regolare anche il gioco fisico e quello online. Dobbiamo pensare a delle soluzioni che contraggano l’offerta del gioco, come l’utilizzo della tessera sanitaria, che limiterebbe il gioco e garantirebbe il tracciamento dei flussi denaro. Finora si è parlato della prevenzione della ludopatia, le Regioni hanno investito fondi e ben venga, ma lo si è fatto in ritardo di 30 anni: già negli anni 80 lo Stato veniva avvertito del dilagare della malattia.

Infine c’è da evidenziare un altro aspetto, ovvero i termini sociali. Ci sono oltre 6 milioni di persone che fanno fatica a mettere insieme il pranzo con la cena e a queste condizioni la rete sociale non regge più”.

 

 

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