21 Gennaio 2021 - 18:32

Tito taglia le tasse a chi rimuove le slot, ma il sindaco propone: “Introdurre dei casinò regionali”

L’amministrazione comunale di Tito, in provincia di Potenza, ha deciso di muoversi per contrastare la ludopatia, e lo ha fatto premendo un tasto sempre sensibile: l’esenzione dalle tasse. I locali

16 Novembre 2020

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L’amministrazione comunale di Tito, in provincia di Potenza, ha deciso di muoversi per contrastare la ludopatia, e lo ha fatto premendo un tasto sempre sensibile: l’esenzione dalle tasse.

I locali che sceglieranno di dismettere le slot machine presenti nei loro esercizi, infatti, non dovranno pagare la tassa sui rifiuti già dal 2020. Questo è il contenuto della delibera approvata all’unanimità nei giorni scorsi.

“Dovranno far rimuovere fisicamente gli apparecchi e poi comunicare che rinunciano all’autorizzazione concessa per gli stessi”, spiega il primo cittadino Graziano Scavone. L’impatto sul bilancio comunale c’è, ma, dice Scavone, bisogna accettarlo se si vuole risolvere questo problema. Spesso affidato alla sensibilità dei singoli: “Mi è capitato di incontrare gestori che spontaneamente hanno deciso di non inserire slot nelle proprie attività, perché non vogliono lucrare sulla disperazione della gente”, spiega il primo cittadino. A parte la buona coscienza di alcuni però, mancano vie di fuga: “La detassazione è uno dei pochi strumenti che noi Comuni abbiamo per cercare di contrastare la ludopatia. Non possiamo intervenire a livello legislativo e dobbiamo attenerci alle norme che vengono dall’alto”.

“Stiamo cercando di lavorare con le associazioni attive sul territorio, in particolare Famiglie Fuori-Gioco, per incoraggiare sensibilizzazione e forme di aiuto. Anche e soprattutto psicologico, rivolto alle famiglie di chi cade in queste trappole. Spesso vittime inascoltate del meccanismo. Speriamo inoltre che il tema ottenga l’attenzione del Governo, perché va gestito a livello complessivo”.

Come riporta Ilfattoquotidiano.it – “C’è chi continua a giocare su Internet, perdendo soldi su soldi”, continua Scavone. “Forse andrebbe studiata meglio la proposta di introdurre dei casinò regionali, regolamentati e controllati anche in base all’ISEE. In questo modo, le spese sarebbero comunque ridotte. Ma la mia è solo un’idea, le possibili soluzioni andrebbero studiate con attenzione”.