12 Marzo 2026 - 09:30

Tino (Betsson): “Riordino giochi, le nuove regole non fanno paura, la vera sfida è trasformare gli investimenti in opportunità”

“Non ho mai pensato che le regole tecniche nella loro versione attuale, previste dai bandi per i nuovi concessionari del gioco a distanza in Italia, possano avere un impatto negativo.

17 Febbraio 2026

“Non ho mai pensato che le regole tecniche nella loro versione attuale, previste dai bandi per i nuovi concessionari del gioco a distanza in Italia, possano avere un impatto negativo. L’impatto riguarda piuttosto la capacità delle aziende di recepire le novità e sostenere gli investimenti necessari. Si tratta di investimenti dovuti, che vanno trasformati in opportunità e non percepiti come rischi”.

Si parla anche della riforma del gioco online in Italia tra le tante dichiarazione rilasciate ieri da Stefano Tino, Managing Director Southern Europe, Betsson Group, in occasione della presentazione a Milano del progetto betsson.sport che vedrà come testimonial Francesco Totti, Roberto Baggio e Fabio Cannavaro.

“Non ho mai pensato – spiega Tino parlando delle novità introdotte dal riordino dei giochi online con il rilascio delle nuove concessioni – che le regole tecniche nella loro versione attuale possano avere un impatto negativo. Nel tempo ci sono state conversazioni, cambiamenti e interlocuzioni: non è vero che l’amministrazione è rimasta ferma senza ascoltare. C’è stata apertura e oggi abbiamo una versione definitiva che, a mio avviso, non produrrà effetti negativi.

L’impatto riguarda piuttosto la capacità delle aziende di recepire le novità e sostenere gli investimenti necessari. Si tratta di investimenti dovuti, che vanno trasformati in opportunità e non percepiti come rischi. Se li si vive come un rischio, il problema è interno all’azienda. Io li ho considerati un’opportunità fin dal primo giorno, altrimenti non saremmo qui: quando ho lanciato l’operazione in Italia si conoscevano già il bando, le criticità e le difficoltà, e molti mi dicevano che fosse il momento sbagliato. Io ho pensato esattamente il contrario: proprio per questo era il momento giusto”.

“Restano ancora alcuni punti di domanda, soprattutto sulla parte dei PVR e, più in generale, sul tema della multicanalità. La mia è una società che guarda con attenzione anche al canale fisico, di cui sono un estimatore, ma servono certezze. Investire sul retail non è una banalità e, senza chiarezza su ciò che è consentito in termini di operatività e transazioni, non si può cambiare un modello di business: non si tratta di una campagna marketing, ma di una scelta irreversibile. Su questo aspetto ho chiesto maggiore trasparenza, pur sapendo che si tratta anche di una questione politica”.

Il manager di Betsson parla anche del divieto di pubblicità vigente in Italia. “Dal lato marketing, invece, mi sono stancato del dibattito sul banner advertising, sul fatto che produca o meno effetti o che venga rimosso. Non verrà rimosso nulla, perché manca la volontà politica e, quando il tema è politico, i tempi si allungano indefinitamente. Inoltre, il settore non esercita una reale pressione.

Forse andrebbe chiarita meglio la posizione dell’autorità di regolazione, che si trova essa stessa in una situazione complessa. Il problema più grande è evidente: basta aprire un qualsiasi social per trovare pubblicità di siti “.com” anche in Italia. È su questo che bisogna intervenire. Autorità e associazioni dei consumatori dovrebbero concentrare gli sforzi lì, segnalando le violazioni e contrastando l’illegalità. Invece spesso la battaglia si rivolge contro il settore legale” conclude Tino.

PressGiochi

 

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