21 Maggio 2026 - 19:22

Tino (Betsson): “Pubblicità vietata al gioco legale, ma le ‘previsioni’ entrano nelle sponsorizzazioni sportive”

“C’è qualcosa di profondamente incoerente nel dibattito sul gioco d’azzardo italiano”. Parte da qui la riflessione di Stefano Tino, Managing Director di Betsson Group, che torna a sollevare il tema

20 Aprile 2026

“C’è qualcosa di profondamente incoerente nel dibattito sul gioco d’azzardo italiano”. Parte da qui la riflessione di Stefano Tino, Managing Director di Betsson Group, che torna a sollevare il tema dell’equilibrio normativo tra operatori regolamentati e nuove forme di offerta emergenti.

Nel suo intervento, Tino evidenzia come il sistema italiano continui a imporre forti limitazioni agli operatori autorizzati — in particolare attraverso il divieto quasi totale di pubblicità previsto dal Decreto Dignità — mentre, parallelamente, modelli alternativi come i cosiddetti “mercati delle previsioni” iniziano a trovare spazio anche nelle sponsorizzazioni sportive mainstream. Tino fa esplicito riferimento all’accordo di sponsorship tra Polymarket e SS Lazio annunciato in questi giorni.

Secondo il manager, il nodo centrale non riguarda la terminologia utilizzata, ma la struttura economica sottostante: su queste piattaforme, gli utenti assumono posizioni su eventi futuri con un’esposizione al rischio e un possibile ritorno economico. In altre parole, cambiano le parole — “prezzi” al posto delle probabilità, “posizioni” al posto delle scommesse — ma non la sostanza.

“Se restringiamo fortemente gli operatori regolamentati, ma tolleriamo modelli equivalenti sotto etichette diverse, non stiamo regolando l’attività: stiamo regolando la formulazione”, osserva Tino, sottolineando il rischio di un effetto distorsivo del mercato. In questo scenario, infatti, gli operatori compliant risultano penalizzati, mentre altri soggetti riescono a muoversi ai margini del perimetro normativo grazie a soluzioni semantiche e tecnologiche alternative.

Un segnale che, secondo Tino, potrebbe rivelarsi pericoloso anche sul piano della tutela del consumatore, soprattutto se sponsorizzazioni ad alta visibilità dovessero convogliare traffico e capitali verso piattaforme non regolamentate.

Da qui l’appello alle istituzioni, tra cui Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e AGCOM, affinché venga assunta una posizione chiara e coerente. Il principio, conclude, è semplice: se la sostanza economica è la stessa, anche le regole dovrebbero esserlo.

PressGiochi