Disposti una serie di controlli a tappeto dal Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica lo scorso 27 marzo. Per dodici giorni, dal 7 al 19 aprile, Questura, Carabinieri
Disposti una serie di controlli a tappeto dal Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica lo scorso 27 marzo. Per dodici giorni, dal 7 al 19 aprile, Questura, Carabinieri e Guardia di Finanza, affiancati dal personale dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, hanno passato al setaccio 22 esercizi pubblici tra Terni e provincia.
L’obiettivo dichiarato era duplice: contrastare il gioco illegale e quello minorile, senza trascurare la lotta al fenomeno della ludopatia. Il bilancio dell’operazione registra otto sanzioni amministrative complessivamente irrogate nei confronti di sei attività. Non solo verifiche sulla regolarità delle autorizzazioni: gli agenti hanno controllato anche l’eventuale presenza di minori all’interno delle sale scommesse e dei locali dotati di slot machine, oltre alla conformità degli apparecchi da gioco.
Un’azione mirata che il prefetto Antonietta Orlando ha voluto sottolineare con un messaggio di apprezzamento rivolto alle forze dell’ordine: “Esprimo vivo apprezzamento per il lavoro sinergico svolto dalle Forze dell’ordine, di concerto con l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli – ha dichiarato – che consente ancora una volta di rafforzare concretamente il presidio della legalità nel settore dei giochi e delle scommesse, nonché di garantire la sicurezza delle merci e la tutela dei cittadini”.
Dietro i numeri dell’operazione emerge una strategia precisa. Il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica aveva già indicato il tema del gioco d’azzardo come prioritario, alla luce dei dati diffusi dall’Osservatorio sulle dipendenze. La scelta di coinvolgere l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli non è casuale: solo chi dispone di competenze tecniche sulle concessioni e sugli apparecchi da intrattenimento è in grado di distinguere il legale dall’illegale.
Le otto sanzioni elevate riguardano diverse irregolarità: dai permessi scaduti alla mancata esposizione degli avvisi sui rischi della dipendenza, fino alla presenza di apparecchi non omologati. Nessun esercizio è stato chiuso, ma le sanzioni pecuniarie sono state commisurate alla gravità delle violazioni.
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