10 Luglio 2026 - 17:07

Taylor (Flutter): “I Mondiali devono essere una vittoria del gioco regolamentato, non del mercato illegale”

Milioni di persone scommetteranno sui prossimi Mondiali di calcio FIFA. La vera questione non è se ciò accadrà, ma se queste giocate avverranno all’interno di un sistema regolamentato oppure nel

11 Giugno 2026

Milioni di persone scommetteranno sui prossimi Mondiali di calcio FIFA. La vera questione non è se ciò accadrà, ma se queste giocate avverranno all’interno di un sistema regolamentato oppure nel mercato illegale. E oggi, purtroppo, il comparto illegale sta guadagnando terreno in modo significativo.

Ad affermarlo è Dan Taylor, Presidente di Flutter e CEO di Flutter International in vista dell’apertura della Coppa del Mondo, oggi 11 giugno che sarà disputata tra Stati Uniti, Messico e Canada.

“La Coppa del Mondo 2026 – commenta il CEO -, non sarà soltanto il più grande torneo calcistico della storia. Con 48 squadre partecipanti e 104 partite in programma, è destinata a diventare anche il più grande evento di scommesse regolamentate mai registrato. Gli analisti di H2 Gambling Capital stimano infatti che durante il torneo verranno raccolti circa 60 miliardi di dollari di giocate legali attraverso operatori autorizzati in tutto il mondo.

Un numero crescente di Paesi riconosce ormai una realtà evidente: le scommesse sportive esistono, milioni di adulti le praticano in modo responsabile e la soluzione migliore per i consumatori è rappresentata da un mercato regolamentato, caratterizzato da tutele, controlli e responsabilità. L’alternativa è il mercato illegale, uno scenario che né gli appassionati di calcio né i governi dovrebbero accettare.

Nel mio ruolo di Presidente di Flutter e CEO di Flutter International supervisiono tutti i marchi globali del gruppo. Negli anni ho gestito attività di scommesse in alcuni dei più grandi mercati regolamentati del mondo, dall’Australia al Brasile, dagli Stati Uniti al Regno Unito. L’esperienza mi ha insegnato una lezione chiara, confermata dai dati: i mercati ben regolamentati garantiscono una maggiore protezione dei consumatori, tutelano l’integrità sportiva, generano entrate fiscali e favoriscono l’occupazione. I mercati scarsamente regolamentati o privi di regole producono invece l’effetto opposto.

Flutter opera in molti dei principali mercati regolamentati del mondo, comprese nazioni con una forte tradizione calcistica come Brasile, Spagna e Inghilterra, oltre a due dei Paesi ospitanti del Mondiale 2026, Stati Uniti e Canada. Prevediamo che il volume delle giocate raccolte durante il torneo sarà circa il doppio rispetto a quello registrato durante Qatar 2022, con circa 10 milioni di clienti che scommetteranno attraverso i nostri brand a livello globale.

Questa dimensione impone una particolare attenzione alla sicurezza dei giocatori. Verifica dell’età, controlli antiriciclaggio, strumenti per il gioco responsabile e monitoraggio dell’integrità sportiva non sono semplici adempimenti formali, ma standard che consideriamo fondamentali. L’intelligenza artificiale e il machine learning ci aiutano a individuare precocemente possibili segnali di rischio, come comportamenti di gioco anomali o variazioni significative nei modelli di deposito. La tecnologia è uno strumento importante, ma non può sostituire il controllo umano e una cultura aziendale fondata sulla responsabilità.

Un’altra lezione appresa operando in diversi contesti normativi è che non esiste un unico modello valido per tutti. Ogni Paese adotta approcci differenti e gli operatori più solidi rispettano tali regole e operano all’interno dei relativi quadri normativi. Non abbiamo mai considerato una regolamentazione rigorosa incompatibile con il successo commerciale. È un concetto che merita di essere ribadito, soprattutto perché spesso viene trascurato nel dibattito politico.

Ancora più sottovalutata è la minaccia rappresentata dal mercato illegale. Un rischio ben maggiore rispetto alla concorrenza tra operatori autorizzati è infatti la rapida e quasi incontrollata crescita di siti offshore che aggirano le tutele per i consumatori, eludono il fisco, non offrono reali strumenti di gioco responsabile e, in molti casi, presentano collegamenti con attività criminali. Questi operatori si rivolgono attivamente ai consumatori in mercati nei quali non hanno alcun diritto di operare, spesso utilizzando criptovalute per sottrarsi ai controlli.

I dati mostrano che questa strategia sta funzionando. In vista dei Mondiali 2026, l’Ufficio delle Nazioni Unite contro la Droga e il Crimine (UNODC) ha avvertito che il volume delle scommesse illegali potrebbe superare quello del mercato regolamentato a livello globale. Se le stime degli analisti si riveleranno corrette, il valore delle giocate illegali potrebbe addirittura superare i 60 miliardi di dollari previsti nel circuito legale. Una prospettiva che dovrebbe preoccupare seriamente governi e autorità di regolazione.

I segnali sono già evidenti in diversi Paesi. Nei Paesi Bassi, ad esempio, il mercato illegale rappresenta ormai oltre la metà dei ricavi complessivi del gioco, una situazione favorita dall’aumento della pressione fiscale e da regole più restrittive che hanno ridotto la competitività degli operatori autorizzati. Nel Regno Unito, l’Office for Budget Responsibility ha avvertito che ulteriori aumenti delle imposte potrebbero spingere un numero crescente di consumatori verso il mercato illecito, il cui valore potrebbe raggiungere i 33 miliardi di sterline entro il 2028, con una perdita di circa 500 milioni di sterline di gettito fiscale entro il 2030. Non si tratta di casi isolati, ma di un chiaro segnale di allarme.

La soluzione non può essere affidata esclusivamente alle autorità di regolazione. Anche le piattaforme tecnologiche, le reti pubblicitarie e i fornitori di servizi di pagamento devono assumersi le proprie responsabilità. In diversi mercati gli operatori illegali stanno già investendo in pubblicità digitale più degli operatori autorizzati e alcune stime indicano che tali investimenti potrebbero raggiungere il miliardo di sterline all’anno entro il 2028.

Quando siti privi di licenza possono pubblicizzarsi liberamente, elaborare pagamenti senza ostacoli e raggiungere i consumatori attraverso gli stessi canali utilizzati dalle imprese legittime, l’efficacia del sistema regolatorio dipende inevitabilmente dal suo anello più debole. Una collaborazione più stretta tra regolatori e piattaforme digitali non è quindi un’opzione, ma una necessità.

Il calcio è speciale perché si basa su regole uguali per tutti. Undici contro undici, con le stesse norme applicate a ogni squadra. Anche i migliori giocatori del mondo devono conquistare le proprie vittorie rispettando questo quadro comune. È proprio questo che rende competizioni come il Mondiale così affascinanti.

Nel settore del gioco, invece, il mercato illegale ignora le regole, gioca senza arbitro e non subisce conseguenze al termine della partita. Colmare questo divario richiede l’impegno congiunto di governi, autorità di regolazione, piattaforme tecnologiche e operatori autorizzati. I Mondiali – conclude – rappresentano l’evento sportivo più importante del pianeta. È arrivato il momento di garantire che il mercato regolamentato sia pronto a vincere questa sfida”.

 

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