21 Ottobre 2020 - 15:12

Tassa 500 mln. Avv. Ariano: “Nessun rimborso è dovuto anche se la CJUE dovesse ‘bocciare’ la Legge di Stabilità”

“Attenzione alla regola dei rapporti esauriti: Nessun rimborso è dovuto anche se la Corte di Giustizia dovesse “bocciare” la LEGGE DI STABILITA’ in caso d intervenuta prescrizione del diritto alla

31 Agosto 2020

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“Attenzione alla regola dei rapporti esauriti: Nessun rimborso è dovuto anche se la Corte di Giustizia dovesse “bocciare” la LEGGE DI STABILITA’ in caso d intervenuta prescrizione del diritto alla ripetizione”.

 

Lo afferma l’avvocato Massimiliano Ariano commentando le ordinanze del Consiglio di Stato che ha sollevato questione di pregiudizialità invitando la Corte di Giustizia dell’Unione europea ad esprimersi sulla compatibilità con il diritto dell’Unione sulla tassa dei 500 milioni prevista dalla legge di stabilità 2015.

 

“A seguito delle ordinanze di oggi è la Corte di Giustizia europea a dover risolvere l’annosa questione sulla debenza o meno della c.d. QUOTA Legge di stabilità. Rilevanti sono i tempi entro cui il Giudice europeo giungerà ad una decisione visto che l’efficacia retroattiva di un’eventuale pronuncia di annullamento dell’art 1, comma 649, delle legge 190/14 – come quella che assiste la declaratoria di illegittimità costituzionale – incontra il limite dei rapporti esauriti, ipotizzabile allorché sia maturata una causa di prescrizione o decadenza. Mi riferisco a tutti quei casi in cui il Gestore ha sottoscritto con il proprio Concessionario degli accordi di rateizzazione dell’importo dovuto a titolo di QUOTA LEGGE DI STABILITA’ e abbia già corrisposto l’intero o parte del dovuto.

In base a questa impostazione, saranno insensibili alla sopravvenuta declaratoria di illegittimità tutti quei rapporti oramai esauriti sia quelli che sul piano processuale hanno trovato la loro definitiva e irretrattabile conclusione mediante sentenza passata in giudicato, sia quelli rispetto ai quali sia decorso il termine di prescrizione o di decadenza previsto dalla legge per l’esercizio di diritti ad essi relativi.

Oltre al merito, determinanti saranno i tempi in cui si pronuncerà la Corte di Giustizia”.

 

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