Il Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) per la Campania ha respinto il ricorso presentato dall’amministratrice unica di una società titolare di licenza per l’attività di raccolta delle scommesse situata nel comune
Il Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) per la Campania ha respinto il ricorso presentato dall’amministratrice unica di una società titolare di licenza per l’attività di raccolta delle scommesse situata nel comune di Torre Annunziata, in provincia di Napoli.
Il ricorso è stato presentato per richiedere l’annullamento del provvedimento emanato dal Commissariato di Pubblica Sicurezza di Torre Annunziata – notificato in data 14 aprile 2022 – con il quale è stata disposta la sospensione della licenza per tre mesi.
“La sospensione è motivata in ragione del venir meno in capo alla ricorrente e ai proprietari di quote sociali delle necessarie garanzie di sicurezza e affidabilità imprescindibili per continuare lo svolgimento della delicata attività di raccolta scommesse, stante la probabilità di abuso della licenza e l’elevato rischio di ingerenza della criminalità organizzata. In particolare, l’esercizio sarebbe gestito in modo occulto e senza alcun titolo dal genero della ricorrente privo dei requisiti necessari e collegato ad un clan camorristico;
rileverebbero, inoltre, in senso ostativo, sia i legami familiari ed economici con una famiglia, ritenuta vicina a contesti criminali, con evidente rischio di cointeressenze economiche e gestionali sia diverse irregolarità riscontrate nella gestione dei centri scommesse, tra cui vincite sospette e mancata comunicazione di modifiche societarie”, si legge nella sentenza.
Il ricorrente aveva contestato la legittimità del provvedimento, sottolineando come gli elementi raccolti fossero semplicemente frutto di attività investigativa e non fossero, quindi, sufficienti a provare un legame con la famiglia criminale o un abuso della licenza.
Il Tribunale ha giudicato l’istruttoria condotta dall’Amministrazione approfondita ed ha ritenuto, inoltre, che la sospensione fosse stata adeguatamente motivata.
“Il Collegio reputa essere del tutto priva di elementi di illogicità e, comunque, rispondente ad una logica di proporzionalità, la scelta dell’Amministrazione di ottenere un immediato effetto dissuasivo attraverso la sospensione della licenza per un periodo di tre mesi, in attesa degli approfondimenti connessi agli ulteriori elementi dell’attività di indagine penale all’epoca in corso, disvelando gli elementi già raccolti un alto grado di inaffidabilità della ricorrente e pericolo per l’ordine pubblico, derivante dall’abuso della licenza ai fini dell’espletamento di una attività soggetta ad autorizzazione di polizia, in particolare quella tanto delicata relativa alla raccolta scommesse”, ha stabilito il TAR.
Dunque, il TAR Campania ha respinto il ricorso e confermato la sospensione di tre mesi della licenza per svolgere attività di raccolta scommesse. Il Tribunale condanna infine il ricorrente al pagamento di 2.000 euro di spese legali in favore dell’Amministrazione resistente.
PressGiochi
Fonte immagine: https://it.depositphotos.com






