30 Giugno 2022 - 16:04

Svizzera. L’81% degli adolescenti gioca d’azzardo, Gratta e vinci e scommesse i giochi preferiti

Da una ricerca svolta dallo psicologo Stefano Casarin è emerso che tra gli apprendisti della Scuola Professionale Artigianale Industriale di Locarno l’81,0% ha giocato almeno una volta durante la vita

11 Ottobre 2016

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Da una ricerca svolta dallo psicologo Stefano Casarin è emerso che tra gli apprendisti della Scuola Professionale Artigianale Industriale di Locarno l’81,0% ha giocato almeno una volta durante la vita e tra questi il 96% di averlo fatto negli ultimi 12 mesi. Tra i giochi più frequenti troviamo i gratta e vinci (76%), seguite dalle scommesse sportive (43%) e dalla Raffle (40%).
Il campione su cui è stata svolta la ricerca, 341 individui, anche se di piccole dimensioni, ha messo in luce delle abitudini di gioco assai diffuse tra i giovani. Comportamento questo che, a lungo andare, potrebbe creare problemi. Infatti dei 341 studenti che hanno partecipato alla ricerca, il 19,0% (64 studenti) ha affermato di non aver mai giocato, mentre l’81,0% (ovvero 277 studenti) ha dichiarato di aver giocato almeno una volta durante la vita. Il campione di “coloro che hanno giocato almeno una volta” (n = 277) è composto per l’83% da ragazzi (n = 230), mentre per il 17,0% (n = 47) da ragazze. I maggiorenni rappresentano il 59,0% (n = 162) del campione mentre i minori il 41,0% (n = 113).

 
Tra coloro che hanno dichiarato di aver giocato con giochi d’azzardo con vincita in denaro almeno una volta durante la loro vita, il 96,0% (N = 266) ha affermato di aver giocato negli ultimi dodici mesi e solo il 4,0% (n = 11) di non averlo fatto nel corso dell’ultimo anno. L’analisi delle partite giocate ci mostra che le lotterie istantanee o per intenderci i gratta e vinci sono le più frequenti (76%), seguita da scommesse sportive (43%) e Raffle (40%).
Analizzando i dati emergono alcune differenze di genere: i ragazzi tendono a giocare più frequentemente con le lotterie istantanee (75%), le scommesse sportive (50%), e Tombola Poker / Bingo (39%); anche le ragazze sono più attratte dalle lotterie istantanee (79%), a seguire il Bingo (49%) infine lotterie e Lotto (28%).

 

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Considerando la variabile “età”, i risultati mostrano, in modo del tutto prevedibile, un aumento importante nella partecipazione a giochi da casinò come roulette, Black Jack e slot machine.
Inoltre devono essere fatte due ulteriori considerazioni: considerando la variabile “Frequenza”, i giochi più frequentemente giocati (coloro che hanno risposto “almeno una volta Settimana “in blu nel grafico n.5) sono le scommesse sportive mentre l’81,5% (n = 217) di coloro che hanno giocato negli ultimi dodici mesi ha partecipato a due o più giochi, con una frequenza variabile.
All’interno del campione dei giocatori sono state individuate due categorie “giocatori ad alta frequenza”: vale a dire coloro che hanno risposto di aver giocato almeno “una volta al mese” e / o “una volta alla settimana ” e “giocatori a bassa frequenza” tutti gli altri, vale a dire coloro che hanno risposto “Raramente” o “mai” alla domanda.
Nel campione di coloro che hanno giocato, il 45,8% (n = 127) possono essere considerati come “giocatori ad alta frequenza”.

 
I giochi più apprezzati quest’ultimi sono: le scommesse sportive, i gratta e vinci e i giochi “da tavolo” che si trovano nei casinò.

 
Tra i “giocatori alti frequenza “, la percentuale di ragazzi è maggiore se confrontato con le ragazze e questa differenza è Statisticamente. Tuttavia, bisogna sottolineare che considerando solo il gruppo di “ragazze” (n = 47), le giocatrici ad alta frequenza (n = 13) rappresentano il 27.65% delle donne rispetto al 49,56% dei ragazzi (n = 114). Tuttavia, se si considera solo il gruppo “minori” (n = 113), i giocatori ad alta frequenza (n = 43) rappresentano il 38,05% del campione (negli adulti il 51.23%; n = 83).

 
Tuttavia, il “giocatori alta frequenza “, in media, spendono molto di più
Il 79,0% degli apprendisti che ha dichiarato di aver giocato almeno una volta (n = 220), dice di preferire i giochi “live” ai giochi “virtuali”. Le altre risposte sono così distribuite: all’11,0% (n = 31) piace giocare on-line, il 9,0% (n = 24) non ha dato una preferenza e il restante 1,0% (n = 2) non ha preferenza tra l’una o l’altra modalità.
Considerando la variabile ‘età’, c’è una preferenza – per i minori – per la modalità di giochi virtuali, se confrontata con gli adulti (12,2%; n = 14 minori vs. 10,5%; n = 17 maggiorenni).
L’analisi dei dati mostra che il 57,0% (n = 159) di studenti che riferiscono di aver giocato negli ultimi dodici mesi ha speso non oltre i 19 franchi al mese. Il restante 43,0% (n = 118) è così suddiviso:
 20,0% (n = 56) spende tra i 20 ei 49 franchi.
 9,0% (n = 25) spende tra i 50 ei 99 franchi.
 8,0% (n = 23) spende 100 franchi o più ogni mese, con spesa massima che è di 500 franchi.
 5,0% (n = 14) specifica nessuna somma di denaro.

 

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Considerando che il reddito di un apprendista (che dipende dell’anno scolastico e dall’indirizzo che sceglie) è compreso tra i 350 franchi e i 1.350 franchi al mese, quelli che hanno dichiarato di investire nel gioco d’azzardo tra i 50 e oltre franchi ogni mese (il 17,0% / n = 48), dedicano a questa attività una parte dello stipendio non trascurabile.
Analizzando i dati in base alla variabile ‘età’, i maggiorenni tendono a spendere più dei minorenni (38.73 CHF contro 13.25). Detto questo, è importante notare che il 7,0% dei minori (n = 8) dice spendere nel gioco tra i 50 e i 90 franchi.
I risultati della ricerca mostrano in maniera chiara e inequivocabile che la pratica del gioco d’azzardo è presente tra gli apprendisti SPAI di Locarno.
Inoltre è importante notare che circa il 10% di studenti SPAI Locarno sono cittadini italiani residenti in Italia; paese in cui la disponibilità e la commercializzazione del gioco d’azzardo è maggiore rispetto alla Svizzera. Questo potrebbe – almeno in parte –aver influenzato i risultati della ricerca.

 
Tra i giochi preferiti sono inclusi i gratta e vinci, le scommesse sportive e il bingo e queste preferenze sono simili a quelli messi in evidenza in altre ricerche a cui i giovani hanno partecipato. Questi sono GAI facilmente accessibili ai giovani nei chioschi e bar e rappresentano una porta di accesso al mondo del GAI. A questo proposito dobbiamo considerare che questi giovani trascorrono diversi giorni alla settimana al lavoro e con gli adulti. Durante le pause, essi possono frequentare luoghi (come ristoranti, bar, chioschi), dove essi possono accedere a questo tipo di giochi (scommesse sportive, gratta e vinci, Lotto etc.) e essere tentati di giocare.
Dai dati informazioni importanti ma non sorprendenti fanno emergere con chiarezza che: il 73.65% degli intervistati (n = 204) sostiene di aver giocato per la prima volta prima dei 18 anni. Se noi analizza in particolare le classi di età, ci si accorge subito che il 51,60% degli studenti (N = 143) ha riferito di aver giocato per la prima volta tra i 14 ei 17 anni.

 

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Per concludere per gli apprendisti della SPAI di Locarno il gioco d’azzardo rappresenta una pratica ben nota ed esercitata. Risultati alla mano dimostrano che il denaro è un mezzo potente per promuovere l’accesso al gioco d’azzardo, e più in generale gli apprendisti stanno dimostrando una popolazione vulnerabile a questa pratica.

I dati non devono esseri letti superficialmente: ci sono due sottogruppi significativi, vale a dire “ragazze” e “giovani”, che mostrano una pratica regolare e continua al gioco d’azzardo. Questi sottogruppi, così come gli altri, meritano attenzione. D’altronde una significativa percentuale di questi è parte dei “giocatori d’azzardo ad alta frequenza” (coloro che ha detto di aver giocato almeno una GAI tra quelli proposti con una frequenza equivalente a “un mensile “e / o” una volta alla settimana “), il che significa che spendono cifre significative nel gioco se rapportati ai redditi percepiti e sono campioni a rischio che potrebbero sviluppare problemi in futuro.

 

 

“Credo – conclude lo psicologo nella sua relazione – che sia fondamentale educare i giovani ai rischi e alle conseguenze che questa pratica può causare”.

 
I dati presentati nella ricerca sono del tutto simili a quelli presentati dallo studio del Cnr e le conclusioni a cui è giunto il dott.Casarin non si discostano da quelli espressi dalla dottoressa Sabrina Molinaro del CNR di Pisa. Di seguito i link alle notizie.

Cnr. Cresce tra i giovani la voglia di scommesse e Gratta&vinci; ma che fine hanno fatto le slot?

Molinaro (Cnr): “Educazione e prevenzione sono fondamentali per ridurre tra i giovani il problema del gioco patologico”

 

PressGiochi