21 Gennaio 2021 - 18:29

STS FIT. Lavoro di squadra vs proibizionismo

Forse unire le forze per contrastare il gioco illegale e, nel contempo, prevenire e trattare adeguatamente i casi di dipendenza da gioco d’azzardo è cosa migliore rispetto al mettere restrizioni

11 Dicembre 2020

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Forse unire le forze per contrastare il gioco illegale e, nel contempo, prevenire e trattare adeguatamente i casi di dipendenza da gioco d’azzardo è cosa migliore rispetto al mettere restrizioni all’offerta legale di giochi pubblici. Anzi, togliamo il “forse” e mettiamoci un “sicuramente” che ci sta senz’altro meglio. Ci riferiamo – scirve in una nota STS – al “Protocollo d’intesa per una strategia integrata per la prevenzione e il contrasto del gioco illegale e del disturbo da gioco d’azzardo” sottoscritto lo scorso 26 novembre presso la Prefettura di Firenze.

Il documento, che reca un vasto piano di carattere interdisciplinare volto al contrasto del gioco illegale e alla tutela della salute pubblica, è frutto di un’iniziativa avviata un anno e mezzo fa dalla Prefettura di Firenze che ha visto coinvolte le rappresentanze di diverse parti istituzionali e sociali.

Tra i tanti che hanno contribuito fattivamente alla stesura del testo anche la Federazione Italiana Tabaccai e il Sindacato Totoricevitori Sportivi che hanno portato sul tavolo di confronto le istanze della categoria riuscendo a farne riconoscere i peculiari requisiti professionali.

FIT e STS hanno condiviso e discusso i diversi argomenti con i delegati dei Comuni della Provincia di Firenze, delle istituzioni scolastiche, delle aziende sanitarie locali nonché della Polizia di Stato, dei Carabinieri, dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e, ancora, con i rappresentanti delle associazioni dei consumatori, degli esercenti e dei commercianti.

Una platea che ha abbracciato tutte le componenti a diverso titolo coinvolte nel raggiungimento del risultato finale quello cioè di realizzare un piano integrato di interventi che, con un approccio interdisciplinare, mirano, da un lato, a estirpare dal territorio il mercato illegale del gioco e, dall’altro, a fornire un supporto concreto ai giocatori patologici e alle loro famiglie.

Il tutto anche coinvolgendo fattivamente i titolari dei punti di raccolta autorizzati del gioco, chiamati a partecipare e a contribuire a occasioni di sensibilizzazione della popolazione.

Insomma, davvero un bel piano che, grazie all’ampia condivisione dei soggetti coinvolti, parte con tutti i migliori auspici. Un piano che, come sottolineato nell’incipit di questa nostra riflessione, sarà senz’altro più efficace di quelle leggi regionali che, dimostrando un’accentuata miopia, si propongono di raggiungere i medesimi scopi attraverso le restrizioni imposte alla rete legale di raccolta fisica.

PressGiochi