18 Agosto 2022 - 21:31

Stati Generali Amusement: con la concertazione, insieme per superare i problemi del settore

L’obiettivo è quello di fare il punto della situazione con l’intero comparto del settore giochi senza vincita in denaro nel convegno che si è tenuto oggi a Roma dal titolo

02 Dicembre 2021

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L’obiettivo è quello di fare il punto della situazione con l’intero comparto del settore giochi senza vincita in denaro nel convegno che si è tenuto oggi a Roma dal titolo ‘Il gioco senza vincite in denaro, evoluzione di un settore in Italia e in Europa’ organizzato dagli Stati Generali dell’Amusement.

Un comparto che coinvolge 60mila addetti e 6200 attività, 750 mln di euro di fatturato annuo, quello dell’amusement è un settore che offre competenza e divertimento alle famiglie: questi i numeri con cui viene aperto l’evento.

Ad aprire il dibattito è Mauro Bussoni segretario generale Confesercenti che ha evidenziato come il settore amusement sta vivendo un momento di crisi come molte altre categorie in Italia ma necessita di attenzioni e semplificazioni. “Stiamo parlando di un gioco sano che migliora il vivere sociale senza portare all’azzardo, per questo va valorizzato. Si adottino tutti i provvedimenti utili affinché il settore venga valorizzato correttamente per dare anche continuità alle tante imprese famigliari di questo paese. Mi auguro che riusciremo a trovare questi meccanismi cardine per costringere il legislatore a fare quello che è necessario. Spero che la collaborazione con ADM permetta di arrivare a quei risultati che da tanti anni si ricercano” ha detto.

Alessandro Lama presidente Federamusement Confesercenti ha ripercorso la nascita degli Stati generali, durante il lockdown infatti, c’è stata la necessità per aziende ed associazioni di discutere ed agevolare le riaperture. “Ora l’emergenza è diversa e per affrontarla abbiamo creato questa casa nella quale cercare soluzioni e studiare strumenti operativi per agevolare il lavoro delle aziende. Questo convegno racchiude la prima fase di queste attività. Il confronto con ADM ci dimostra come la collaborazione possa aiutare a trovare una soluzione nell’applicazione delle nuove regole tecniche definite dall’Agenzia. I risultati si vedranno alla fine. Vogliamo risposte e siamo sicuri che l’impegno che stiamo mettendo deve coinvolgerci in maniera importante. Questo percorso nasce in un momento di crisi generale, ma la concertazione è l’unico strumento che possiamo attivare verso la pubblica amministrazione per ottenere dei risultati. ADM, associazioni, organismi di certificazione, le sale che rappresentano il front office, tutti insieme lavoreremo per superare questa fase”.

 

“Di questo settore vanno dette molte cose. Ma dopo tanti anni, di battaglie combattute contro il pregiudizio ne contiamo tante. Se dovessi scegliere le sale di oggi e quelle di ieri preferirei sicuramente l’esperienza delle sale degli anni ’90. Nel confronto con ADM comprendiamo il ruolo di responsabilità che deve svolgere l’Agenzia. Le regole adottate oggi sono giuste? Sono sbagliate? Cerchiamo di trovare la soluzione migliore possibile e il lavoro associativo è sempre stato molto importante. Il settore di tutti i giochi ha bisogno di un riordino che speriamo arrivi quanto prima. Sono tante le imprese famigliari che lavorano nel settore giochi. La politica non dovrebbe fare annunci privi di azione, ma dovrebbe prima fare per poi parlare. Il tavolo va avanti e tutte quelle incertezze spero possano trovare una conclusione finale. Sappiamo che non potremo avere il 100% di soluzione a tutte le nostre questioni. Non credo che eliminare alcuni tipi di giochi, solo perché oggetto in alcuni casi di illegalità, sia giusto perché abbiamo tanti tipi di macchine sul territorio. Sul fronte della certificazione, l’agenzia ci sta fornendo chiarimenti e credo che per difendere il gioco legale in futuro si possano ancora fare cose buone”.

 

A partecipare all’evento anche Jeson Frost, Presidente Euromat che ha ricordato: “Rappresentiamo un settore in Europa molto regolato, una filiera che rappresenta molte persone, rappresentiamo una parte importante della società. Dobbiamo lavorare insieme per superare i problemi del settore”.

 

Roberta Guglielmetti dell’Università Roma Tre in collegamento all’evento ha fatto il punto della situazione del progetto Family Amusement che si inserisce nel dibattito interno al settore sulla tendenza di assimilare il gioco senza vincita all’azzardo, con uno sguardo particolare al fenomeno delle ticket redemption. Lo studio vuole comprendere la correlazione tra ticket redemption e fattori di rischio e come, se si può, intervenire. In questa terza fase di studio, seguito all’analisi della letteratura e all’indagine quantitativa”. Come ha annunciato la dottoressa la ricerca è pronta e partirà il 10 dicembre per circa 15 giorni. Verrà usano il doppio canale per somministrare il questionario, sia su un campione scelto sia su persone individuate fuori delle sale e anche altrove. La prossima tappa sarà la fase di presentazione dei dati.

“Il progetto nasce quasi due anni fa dalle associazioni dell’Amusement, c’è stato un apporto finanziario fortissimo da parte delle associazioni, visto che il costo dello studio è pari a circa 100mila euro. L’obiettivo è dare finalmente una risposta scientifica a tutte quelle regioni che hanno adottato provvedimenti limitativi all’offerta dei giochi senza vincita e che hanno fatto senza basi scientifiche” ha spiegato Alessandro Lama.

 

 

Kieren o’Keeffe, Segretario Generale di Euromat ha ricordato come il settore operi in diverse parti del mondo. “E’ importante, ha detto, sapere che all’interno dell’unione europee le norme differenziano tra stato e stato. Negli ultimi anni siamo stati molto in contatto con l’UE su temi legati all’innovazione del settore che sono poi confluite in norme applicate a tutte le parti del settore. Lo scambio di idee è molto importante”.

 

“Serve più flessibilità per sbloccare il mercato. Lavoriamo per bene. Il settore non può subire i danni per le irregolarità di qualche mela marcia. Applichiamo oggi una legge del 2012. Sarebbe il caso di pensare a rimettere mano alla legge” ha aggiunto Vanni Ferro di Newasgi.

 

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