26 Settembre 2020 - 22:25

Stanley: la gara per le scommesse sportive a rischio illegittimità

Ad un giorno di distanza, il Ceo di Stanley John Whittaker torna sulla questione della gara scommesse attesa entro l’anno e dei rumors – smentiti fino ad oggi dalle fonti

20 Luglio 2016

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Ad un giorno di distanza, il Ceo di Stanley John Whittaker torna sulla questione della gara scommesse attesa entro l’anno e dei rumors – smentiti fino ad oggi dalle fonti governative – in merito all’approvazione una nuova sanatoria.

L’attuale sistema concessorio si è sviluppato in 15 anni attraverso tre gare tutte censurate da sentenze della Corte di Giustizia. Si parte dalla gara del 1999, censurata dalle sentenze Gambelli e Placanica, si passa alla gara ‘Bersani’ del 2006, censurata dalla sentenza Costa Cifone, e si finisce  con la gara ‘Monti’, censurata dalla sentenza Laezza.

 

Non è certo una “success story” giuridico-organizzativo-amministrativa, ma la cosa più sorprendente, secondo John Whittaker CEO di Stanley è che nessuno pagherà.

“Ciò che desta meraviglia” ha dichiarato John Whittaker “è che nessuno si dimette, nessuno è responsabile, nessuno viene messo in condizione, applicando la legge, di non nuocere più. Nessuno si preoccupa o sembra consapevole di quanto e’ difficile a questo punto individuare una disciplina di gara esente da censure.”

La Stanley è stata discriminata per 15 anni e non c’è traccia di volontà di rimediare in qualche modo a questa situazione. Invece si parla di una nuova sanatoria, finalizzata a  premiare chi, per sua stessa ammissione, ha violato la legge e continua a violarla.”

Ma anche i concessionari, che potevano ben credere che la loro concessione, pagata a caro prezzo, prevedesse una esclusiva, sono stati discriminati e hanno dovuto affrontare la concorrenza di una crescente rete parallela che ha portato molti al collasso o a difficili condizioni finanziarie.

Ed ora una misteriosa nuova sanatoria, che sembra fatta ad hoc per favorire questo o quell’operatore, i cosiddetti ‘sanati’, in un contesto in cui il collegamento al totalizzatore nazionale appare solo uno schermo per mandare le scommesse altrove. E, se questo viene consentito, allora certo che vale la pena di sanare! Ma allora, che si ammetta che il sistema concessorio è tramontato e si abbia il coraggio di passare ad un sistema autorizzatorio.

La Stanley si augura che gli operatori appartenenti genuinamente al circuito legale, che rispettano le regole e si aspettano che vengano fatte rispettare a tutti, prendano coscienza che se lo Stato aprirà una nuova sanatoria, riempierà letteralmente il territorio di ‘sanati’ che si ‘impegnano’ a mandare le scommesse alla Sogei ma poi invece, come è arcinoto, le mandano in paradisi fiscali.

Se non si riuscirà ad affrontare lo specifico problema di rimediare alla situazione di grave pregiudizio che è stata procurata alla Stanley e ai Concessionari nei 15 anni di esistenza dell’attuale sistema la nuova gara nascerà già come discriminatoria verso tutti e destinata anch’essa ad un contenzioso senza fine.

“Prima di pensare ad una nuova gara e soprattutto ad una nuova sanatoria,” conclude John Whittaker, “sarebbe saggio stabilizzare e ripulire il sistema liberandosi dei ‘falsi’ sanati e dei ‘falsi’ discriminati. La nuova sanatoria in questo momento va esattamente nella direzione opposta”.

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