Dopo oltre due anni di attesa, è arrivato il via libera dal Comitato Europeo per la Normazione (CEN) sullo standard europeo sui marker di rischio nel gioco online. Si tratta
Dopo oltre due anni di attesa, è arrivato il via libera dal Comitato Europeo per la Normazione (CEN) sullo standard europeo sui marker di rischio nel gioco online. Si tratta di un momento storico per il gioco responsabile in Europa, così lo ha definito il Segretario Generale di EGBA Maarten Haijer commentando con una nota ufficiale l’esito positivo del voto al CEN.
È il culmine di un processo di collaborazione pluriennale tra diversi stakeholder del settore iniziato con la proposta originale dell’European Gaming and Betting Association (EGBA) nel 2022 finalizzata a definire uno standard condiviso a beneficio dei giocatori in tutta Europa.
La collaborazione è stata la chiave del successo di questa iniziativa. Fin dalle fasi iniziali, infatti, il percorso CEN ha coinvolto esperti provenienti da diversi paesi europei che hanno messo a disposizione la propria esperienza professionale per lo sviluppo dello standard.
Il progetto ha ricevuto il sostegno di importanti organismi, tra cui il Gambling Regulators European Forum (GREF) che in una nota dello scorso febbraio aveva dichiarato: “Questo progetto sarà particolarmente utile nei paesi membri del CEN in cui le regole sul dovere di diligenza sono limitate o non ancora presenti”. Anche l’Italia ha giocato un ruolo centrale nei lavori del Comitato tecnico, con la partecipazione attiva di UNI (ente italiano di normazione) e dell’associazione italiana LOGiCO, con il suo presidente Moreno Marasco.
Nonostante numerose organizzazioni – inclusi gli operatori di gioco – adottino già marker di rischio nelle proprie politiche di gioco responsabile, manca attualmente un riferimento comune che definisca con chiarezza quali comportamenti debbano essere considerati indicatori di rischio.
L’iniziativa intende colmare questa lacuna strutturale attraverso la creazione di un elenco armonizzato e fondato su evidenze scientifiche, capace di favorire una rilevazione più precoce e coerente del gioco problematico, indipendentemente dall’operatore o dal contesto nazionale, innalzando così gli standard di tutela dei giocatori in tutto il settore.
La votazione al CEN si è conclusa lo scorso 25 settembre e la proposta ha ricevuto l’approvazione da un’ ampia maggioranza degli enti nazionali di normazione.
Ora, la proposta dovrà affrontare la procedura finale del procedimento CEN con la traduzione nelle lingue ufficiali ed altri passaggi tecnici. Il processo di approvazione sarà perfezionato con la pubblicazione dello standard a febbraio 2026. Si prevede, inoltre, che sarà adottato anche in Italia come norma nazionale UNI entro giugno 2026. Lo standard potrà essere adottato su base volontaria da regolatori e operatori del gioco d’azzardo in tutta Europa.
Ne abbiamo parlato con Daniele Perrone, Senior Regulatory Affairs and Policy Advisor di EGBA (nell’intervista pubblicata nel recente numero di PressGiochi MAG).
In che modo gli “indicators of harm” presentati da EGBA possono colmare le lacune sul fronte della protezione dei giocatori? Cosa aggiungono rispetto alle strategie di gioco responsabile già utilizzate nei paesi europei?
“Gli indicatori di danno – come variazioni nella velocità, nel tempo e nella durata di gioco – sono fondamentali per individuare cambiamenti nel comportamento dei giocatori e favorire interventi precoci e la prevenzione dei danni nel contesto del gioco online. Molte organizzazioni, inclusi gli operatori di gioco, utilizzano già tali indicatori nei propri programmi di gioco sicuro, ma finora mancava un quadro di riferimento condiviso che definisse con precisione quali comportamenti costituiscono indicatori di rischio. Questo standard rappresenta il primo elenco unificato e basato su prove scientifiche di indicatori comportamentali, a cui operatori e altri soggetti del settore possono fare riferimento. Lo standard consentirà una rilevazione più tempestiva e coerente dei comportamenti a rischio tra operatori e nei vari paesi, contribuendo a innalzare il livello di tutela dei giocatori in tutto il settore”.
L’approvazione di uno standard europeo per i marker di rischio rappresenta un primo passo verso un possibile allineamento normativo per il settore del gambling in Europa. Crede sia possibile proseguire su questa strada? Ad oggi, questo potrebbe considerarsi un vantaggio per il comparto?
“Lo standard CEN dimostra che un allineamento significativo è possibile anche senza un’armonizzazione normativa completa. EGBA sostiene un maggiore allineamento regolamentare, che avrebbe senso considerando quanto i quadri normativi degli Stati membri siano diventati simili. Tuttavia, tra gli stati membri la volontà politica di un’armonizzazione resta limitata, quindi non è realistico aspettarsela nel breve periodo. La standardizzazione offre un’alternativa concreta: definendo quadri condivisi su temi specifici come gli indicatori di danno, è possibile ottenere una maggiore coerenza dove è più necessario, pur rispettando la sovranità nazionale. Lo standard fornisce anche un modello per future collaborazioni, individuando altre aree in cui standard europei potrebbero apportare benefici a regolatori, industria e giocatori. Oltre alla standardizzazione, anche la condivisione di informazioni e delle best practice rimane uno strumento essenziale per promuovere una maggiore convergenza regolamentare”.
Guardando al caso italiano, a che punto si trova il nostro paese sul fronte del gioco responsabile? Valutando anche i requisiti che gli operatori sono chiamati a soddisfare a seguito del rilascio delle nuove concessioni.
“L’Italia è stata tra i Paesi leader in materia di gioco più sicuro, con l’ADM che ha svolto un ruolo centrale in questo percorso. Lo standard CEN sugli indicatori di danno è concepito come uno strumento volontario che può integrare i quadri normativi esistenti, come quello italiano, offrendo agli operatori una base scientificamente validata per identificare i giocatori a rischio in modo più precoce e coerente. Il punto di forza dello standard è la sua flessibilità, che gli consente di operare in parallelo con i requisiti già in vigore. Che venga richiamato dai regolatori in future linee guida o adottato su base volontaria dagli operatori, rappresenta comunque uno strumento aggiuntivo, fondato su evidenze scientifiche, per rafforzare la tutela dei giocatori in diversi contesti normativi”.






