A pochi giorni dalla dalla risoluzione consensuale del contratto con Polymarket, annunciata dalla Lazio l’11 agosto, il tema delle sponsorizzazioni nel calcio e dei confini tra informazione sportiva, gioco online
A pochi giorni dalla dalla risoluzione consensuale del contratto con Polymarket, annunciata dalla Lazio l’11 agosto, il tema delle sponsorizzazioni nel calcio e dei confini tra informazione sportiva, gioco online e operatori non autorizzati torna al centro del dibattito.
La S.S. Lazio ha infatti annunciato una nuova partnership biennale con kaiyunsports.news, che sarà Official Sleeve Partner del club per le stagioni 2026/27 e 2027/28 di Serie A. Il logo della piattaforma comparirà sulla manica della maglia della prima squadra maschile durante le partite ufficiali del campionato.
La società biancoceleste presenta kaiyunsports.news come una piattaforma internazionale di informazione sportiva, dedicata a notizie sul calcio, aggiornamenti sulle partite e contenuti sportivi. L’accordo prevede inoltre contenuti dedicati e attivazioni digitali.
La nuova partnership arriva però in un contesto particolarmente delicato. Proprio la rapidità con cui il nuovo accordo è arrivato dopo il caso Polymarket e, soprattutto, la natura del brand kaiyunsports.news a sollevare ora interrogativi nel settore. Interrogativi ai quali dedica una lunga riflessione Stefano Tino, Managing Director di Betsson Group, che richiama il tema del possibile utilizzo di domini alternativi da parte di brand riconducibili al mondo delle scommesse per mantenere una presenza nel mercato italiano.
“Proprio mentre Polymarket ha ritirato la sua richiesta di provvisoria contro la decisione di blocco dell’ADM,- spiega Tino – solo pochi giorni prima dell’udienza presso il Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio, e l’intera questione sembrava calmarsi, almeno temporaneamente… Arrivò la tempesta.
I fatti parlano da soli:
• Il polimercato, un mercato previsionale non autorizzato a operare in Italia, è bloccato da ADM.
• La sua partnership con la Lazio viene successivamente terminata.
• Pochi giorni dopo, la Lazio annuncia il nuovo sponsor per le maniche per le stagioni 2026/27 e 2027/28 di Serie A: kaiyunsports.news.
• Kaiyun Sports è un nome associato all’industria internazionale delle scommesse online (ovviamente non un operatore regolamentato in Italia)
• Sulla maglietta, invece, abbiamo kaiyunsports.news, presentato come piattaforma internazionale di informazione sportiva.
• La Lazio non parteciperà alle competizioni UEFA in questa stagione e la sponsorizzazione apparirà sulla maglia durante le partite di Serie A.
• La piattaforma di informazioni sportive promossa a questo pubblico attualmente offre contenuti in inglese e cinese.
Naturalmente invito tutti in Italia – afferma ironico Tino – a godersi i suoi contenuti editoriali esclusivi.
Ironia a parte, ho sollevato proprio questo rischio mesi fa e speravo sinceramente di essermi sbagliato. Se questo approccio è considerato accettabile, potremmo aver appena creato un precedente molto serio: qualsiasi operatore di gioco d’azzardo .com non autorizzato in Italia potrebbe creare un dominio .news, .sport, .media o qualsiasi altro dominio e usarlo per inondare televisione, calcio, stadi e altri media con il proprio nome.
E poi… Dov’è tutto il mondo?
Dove sono le associazioni dei consumatori che per anni hanno attaccato la pubblicità del gioco d’azzardo, gli operatori e persino i dirigenti del settore? Dove sono le interrogazioni parlamentari? I titoli sui giornali? La copertura televisiva? Il dibattito pubblico sulla tutela dei consumatori e sul gioco d’azzardo illegale?
Perché, se quei principi erano importanti ieri, dovrebbero esserlo ancora di più oggi. Mi auguro quindi che Agcom esamini rapidamente questo caso e fornisca un’interpretazione chiara. Perché non si tratta soltanto di Kaiyun o della Lazio. Si tratta del precedente che rischiamo di creare. Se questo principio verrà accettato, la domanda non sarà più chi lo farà dopo, ma quanti lo faranno”.
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