28 Settembre 2020 - 06:34

Speciale Brexit. Coraggio (DLA): “Gli operatori inglesi dovranno spostarsi in un Paese See”

Brexit, l’uscita dall’Unione europea votata dal popolo britannico lo scorso giovedì influenzerà inevitabilmente qualsiasi mercato economico e – come abbiamo anticipato nei giorni scorsi – rappresenterà una notevole rivoluzione anche

28 Giugno 2016

Print Friendly, PDF & Email

Brexit, l’uscita dall’Unione europea votata dal popolo britannico lo scorso giovedì influenzerà inevitabilmente qualsiasi mercato economico e – come abbiamo anticipato nei giorni scorsi – rappresenterà una notevole rivoluzione anche per le società del gioco d’azzardo che operano in Italia e che dovranno ristrutturare il proprio business.
Come riassume l’avv. Giulio Coraggio, legale dello studio legale internazionale DLA Piper, il diritto italiano dei giochi richiede sia per gli operatori dell’on-line che agli operatori del comparto AWP /  VLT che il titolare della licenza sia una società con sede legale nello Spazio economico europeo e che l’infrastruttura tecnica, hardware e software, dedicato alle attività oggetto della licenza, sia situata in un Paese dello Spazio economico europeo.

Lo Spazio economico europeo comprende i paesi dell’UE e anche l’Islanda, il Liechtenstein e la Norvegia. Se il Regno Unito esce dall’Unione europea come conseguenza della Brexit, è probabile che esca anche dallo Spazio economico europeo.
Pertanto le società stabilite nel Regno Unito, tra cui Gibilterra, potrebbero non soddisfare i requisiti di cui sopra e dovranno o trasferirsi in un Paese SEE diverso o assegnare loro licenza ad una società SEE. Tra le mete a cui si guarda con interesse figura sicuramente Malta. Allo stesso modo, l’infrastruttura tecnica dedicata alla licenza deve essere spostata in un paese del SEE.
La situazione – continua Coraggio – riguarderà anche i fornitori di giochi. Infatti, la questione non è rilevante solo per gli operatori, ma anche per i fornitori.

L’obbligo di inserire l’infrastruttura tecnica dedicata alla licenza in un paese SEE potrebbe portare alla rinegoziazione dei contratti di fornitura di gioco. Niente panico, ma è il momento di prendere una decisione
Con l’imminente assegnazione di un nuovo negozio di scommesse e le licenze di gioco online, gli operatori potrebbero cogliere l’occasione per adottare un approccio a lungo termine tenendo conto anche delle implicazioni della Brexit.

Non sono esclusi, tuttavia possibile che accordi per garantire che il Regno Unito, oppure solo Gibilterra, rimangono parte dello Spazio economico europeo, ma questa situazione di incertezza stimolerà tra le imprese sicuramente l’adozione di un approccio a lungo termine.

 

Speciale Brexit. Cuschieri (MGA): “Anche nel gioco, ci saranno vincitori e vinti”

PressGiochi