Il Tribunal Superior de Justicia de la Comunidad Valenciana (TSJCV) ha respinto i ricorsi contro il Decreto 97/2021 del governo regionale, consolidando l’impianto normativo che limita l’apertura e l’attività di
Il Tribunal Superior de Justicia de la Comunidad Valenciana (TSJCV) ha respinto i ricorsi contro il Decreto 97/2021 del governo regionale, consolidando l’impianto normativo che limita l’apertura e l’attività di sale giochi e punti scommesse nella Comunità Valenciana. Con cinque sentenze convergenti, la Sezione Quarta della Sala Contenzioso-Amministrativa ha ritenuto legittime le principali misure restrittive, lasciando come unica possibilità un eventuale ricorso al Tribunal Supremo.
Come riporta Infoplay, la decisione si inserisce nel solco tracciato dalla Corte di giustizia dell’Unione europea, che il 16 ottobre 2025 aveva chiarito come le normative nazionali possano imporre limitazioni al settore del gioco, purché giustificate da motivi imperativi di interesse generale, proporzionate e adeguate agli obiettivi perseguiti. Su questa base, il tribunale valenciano ha riconosciuto la piena copertura giuridica del decreto nella legge regionale 1/2020, escludendo profili di illegittimità.
Entrando nel merito, una delle sentenze – datata 18 marzo 2026 – affronta la disciplina sulle cosiddette “macchine di tipo B” negli esercizi pubblici. Pur definendo la formulazione della norma “migliorabile”, i giudici hanno ritenuto che essa rientri nella moratoria prevista dalla legge regionale. Una volta scaduto il periodo di sospensione, la restrizione perde efficacia. La moratoria, inizialmente fissata in cinque anni, è stata inoltre prorogata di un ulteriore anno attraverso il Decreto-legge 8/2025 del Consell.
Particolarmente rilevante anche il passaggio sulle distanze minime dai centri educativi: il limite di 850 metri viene considerato legittimo e coerente con l’obiettivo di tutela dei minori. Secondo il tribunale, esiste un nesso dimostrato tra la diffusione dei punti di gioco e la necessità di ridurre l’esposizione dei giovani, anche alla luce della crescita registrata tra il 2013 e il 2019, periodo in cui le sale autorizzate sono passate da 250 a 518 e i locali di scommesse da 9 a 35.
La Sala ha inoltre escluso la necessità di sollevare una questione di costituzionalità e ha deciso di non imporre le spese processuali, riconoscendo la complessità giuridica della materia. Nelle motivazioni si sottolinea infine come le autorizzazioni nel settore del gioco abbiano natura temporanea, un elemento destinato a incidere sulle future dinamiche regolatorie nella Comunità Valenciana.
La pronuncia rafforza dunque il quadro normativo regionale e rappresenta un ulteriore punto di riferimento nel dibattito europeo sulla regolazione del gioco pubblico, confermando la possibilità per gli Stati membri di adottare misure restrittive in nome dell’interesse generale.
PressGiochi
Fonte immagine: https://it.depositphotos.com






